15/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



I vietnamiti scoprono lo sport della mazza grazie a un'organizzazione di veterani Usa
  Foto Christian Science Monitor
A trent’anni dalla fine della guerra, un gruppo di statunitensi è tornato in Vietnam per insegnare il baseball. La prima partita nella storia del Paese asiatico è stata giocata  lo scorso mese a Dong Ha, nel Vietnam centrale, in una delle tante zone dove gli Stati Uniti gettarono le famigerate bombe Uxo rimaste per anni inesplose. Una bella storia di riconciliazione raccontata il 14 febbraio 2006 da Simon Montlake sul Christian Science Monitor.
 
L’idea di esportare uno degli sport che più appassiona gli Usa è venuta proprio a un ex soldato della guerra in Vietnam che ha fondato il Vietnam veterans memorial fund (Vvmf): “Abbiamo l’opportunità di trasformare un terreno di battaglia in un campo di sogni”, ha detto Jan Scruggs davanti ad alcune centinaia di studenti vietnamiti orgogliosi delle loro divise nuove da baseball rosse e blu.  Nel giorno del match l’atmosfera di festa si toccava con mano. Come per le grandi occasioni, c’erano decine di funzionari del partito comunista, ma anche diverse donne in ao dai, il tradizionale abito vietnamita di seta bianca, che tenevano in mano rose rosse e disegnavano una scenografia suggestiva.
 
Mercato di Dong HaSecondo Scruggs, che l’anno scorso è riuscito a convincere la Major League Baseball a sponsorizzare un tour col marchio Usa per allenare i vietnamiti e per inaugurare il primo campo da gioco, il baseball è un modo meraviglioso “per avvicinare le persone”. E per eliminare i segni della guerra: dal 2000 a oggi il Vvnf ha raccolto milioni di dollari per lo sminamento dei terreni vietnamiti, tra cui naturalmente il campo di Dong Ha, in un tempo lontano destinato alle partite di calcio e oggi ripulito da bombe, mortai e altri ordigni.
 
Della delegazione di allenatori Usa fa parte anche il giocatore dei Cleveland Indians, Danny Graves, l’unico americano-vietnamita ammesso nella Major League Baseball. Nato a Saigon e cresciuto in Florida, è tornato adesso per la prima volta nel suo Paese dopo 31 anni: “Magari un giorno allenerò la prima nazionale di baseball del Vietnam”, ipotizza con un sorriso, mentre si diverte a insegnare a una studentessa come fare un buon lancio.
Per ora, tuttavia, la grande passione dei giovani vietnamiti resta il calcio europeo di star come Beckam e Ronaldo, mentre pochi Paesi hanno adottato il mitico sport della mazza, tra i quali – non senza sorpresa – Giappone, Cuba e Repubblica Dominicana.   

red

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