La scelta della nonviolenza è forse la più difficile ma è l'unica che può portare alla pace
Chi sono i terroristi di oggi?
Sono i kamikaze dell'11 settembre a New York? Si.
Terroristi sono anche quelli che si fanno esplodere davanti alle discoteche o
ai ristoranti di Tel Aviv.
Sono anche i soldati americani quando a Falluja sparano fosforo bianco sui civili.
E'
un'azione terroristica (che incute terrore) quando l'esercito
israeliano entra nei campi profughi e rade al suolo le case palestinesi.
Credo che si possa allargare la definizione di terrorismo quando ad essere coinvolte
sono vittime civili.
Certo, la definizione di terrorismo non è unica, e varia a seconda del punto
di vista.
Chi da una parte è indicato come terrorista, dall'altra parte può essere considerato
combattente per la libertà.
La
guerra nella ex Jugoslavia è emblematica da questo punto di vista. Gli
autori dei massacri sono eroi e criminali nello stesso tempo. Dipende
dai punti di vista.
Fino a ieri non
conoscevo il leader della minoranza trotzkista di Rifondazione
comunista, Marco Ferrando. Poi ho letto le sue dichiarazioni pubblicate
dal Corriere della Sera e sono rimasto sconcertato.
Ma come
si fa a definire "un atto di resistenza degli iracheni" l'attentato di
Nassiriya ai militari italiani, che fece 19 morti? Non fu un'azione di
guerra, tra due eserciti. Quello fu un attentato terroristico. Due
autobombe.
E, come si fa a definire Israele "una creatura
storica artificiale"? Marco Ferrando è incompatibile con quanti si sono
schierati contro la guerra e contro il terrorismo, anzi, diciamo,
contro il terrorismo e contro la guerra.
I kamikaze sono nemici della pace, i loro sono crimini contro l'umanità.
L'uso
delle armi non porta alla pace. Vale per coloro che occupano
illegalmente l'Iraq ma vale anche per coloro che si oppongono con il
terrorismo.
La scelta della nonviolenza è forse la più difficile ma è l'unica che può portare
alla pace.
In
Iraq come in Palestina dove, con il dialogo, dovranno prima o poi
convivere due popoli in due stati. E l'uno dovrà riconoscere l'altro.
Sandro Ruotolo