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Le carovane. In Spagna, dice l’Istituto nazionale di statistica iberico, ci sono 900 villaggi
con meno di 100 residenti. “E di solito sono in gran parte maschi trentenni scapoli”,
dice Gozalo. Braccianti, pastori, allevatori. Senza donne "a disposizione per
dar
loro un po’ di conforto dopo una dura giornata di lavoro". Dall’altra parte, nelle
grandi città, di donne libere ce n’è sempre di più. Spagnole, ma in misura crescente
latinoamericane, con una recente ondata di mujeres dell’est europeo. Spesso con lavori non proprio da sogno. E qui arriva il Cupido rural: distribuisce volantini nei saloni di parrucchiere e in altri luoghi di ritrovo
femminili di Madrid, pubblicizzando le sue caravanas de mujeres: quota individuale 15 euro, la data del viaggio è già fissata, se si riesce
a riempire un pullman si parte, altrimenti si viene rimborsati. Destinazioni preferite
i paesini delle regioni centrali spagnole: Castilla y Leon, Castilla la Mancha,
Extremadura.
I risultati. Gozalo sostiene che, in 23 carovane organizzate nell’arco di dieci anni, si
sono formate 50 relazioni più o meno estemporanee e 10 coppie permanenti, che
si sono stabilite nei villaggi. Lo stesso Gozalo ha trovato una compagna così,
una dominicana che ha incontrato alla sua prima carovana e con cui vive tuttora.
Le malelingue dicono che tra le donne della carovana, di professioni varie, c’è
anche qualcuna che fa il mestiere più vecchio del mondo. Un’accusa che Gozalo
nega con decisione: “Non ci sono mai state prostitute sulle mie caravanas”, dice, “la gran parte di queste donne sono casalinghe, di mezza età, a volte
divorziate. Cercano una relazione, e sanno che in campagna ci sono molti uomini
onesti e lavoratori che potrebbero fare al caso loro. Tutto quello che serve è
un’occasione per incontrarsi”.
Il prossimo appuntamento. Sono sempre le donne a salire sulle carovane dell’amore. Una volta Gozalo provò
a organizzarne una al contrario, con uomini dei villaggi da portare a Madrid alla
ricerca dell’anima gemella. “Si prenotarono solo in 10, e la carovana fu annullata”,
ricorda Gozalo. Capita, che i piani saltino all’ultimo momento. L’ultima puntata
in campagna che aveva preparato era in programma per l’11 febbraio, “ma l’abbiamo
spostata al 22 aprile perché ora fa troppo freddo”. Si andrà a Zamora Boveda de
Toro, in Castilla y Leon. Con lo scopo di sempre: “Il ripopolamento rurale come
alternativa a questa globalizzazione selvaggia, che disperde le persone nelle
grandi città. E’ una rivendicazione sociale un po’ utopica, ma io ci credo”.
Alessandro Ursic