14/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Uno spagnolo organizza 'carovane di donne' per ripopolare i villaggi iberici
La prima volta lo fece quasi per gioco, dopo che la sua compagna lo aveva lasciato. Poi, visto che la sua idea funzionava, diventò un hobby. Con uno scopo romantico e al tempo stesso utopico: ripopolare gli sperduti villaggi della Spagna rurale, svuotati ogni anno di più dalle grandi città e dalle opportunità che queste offrono. Così il 49enne Manuel Gozalo, un pasciuto assicuratore con due baffoni non proprio da playboy, si è trasformato in un Cupido investito di una missione nobile: organizzare le “carovane delle donne” in cerca di marito. Per villaggi in cerca di abitanti.
 
Manuel GozaloLe carovane. In Spagna, dice l’Istituto nazionale di statistica iberico, ci sono 900 villaggi con meno di 100 residenti. “E di solito sono in gran parte maschi trentenni scapoli”, dice Gozalo. Braccianti, pastori, allevatori. Senza donne "a disposizione per dar loro un po’ di conforto dopo una dura giornata di lavoro". Dall’altra parte, nelle grandi città, di donne libere ce n’è sempre di più. Spagnole, ma in misura crescente latinoamericane, con una recente ondata di mujeres dell’est europeo. Spesso con lavori non proprio da sogno. E qui arriva il Cupido rural: distribuisce volantini nei saloni di parrucchiere e in altri luoghi di ritrovo femminili di Madrid, pubblicizzando le sue caravanas de mujeres: quota individuale 15 euro, la data del viaggio è già fissata, se si riesce a riempire un pullman si parte, altrimenti si viene rimborsati. Destinazioni preferite i paesini delle regioni centrali spagnole: Castilla y Leon, Castilla la Mancha, Extremadura.
Ad aspettare la carovana, spesso organizzata con la collaborazione dei sindaci di questi piccoli centri, ci sono decine di uomini (che pagano il doppio, 30 euro). Ci si incontra, si va tutti insieme a cena, e qualche volta una scintilla scocca.
 
Le partecipanti a una 'carovana delle donne'I risultati. Gozalo sostiene che, in 23 carovane organizzate nell’arco di dieci anni, si sono formate 50 relazioni più o meno estemporanee e 10 coppie permanenti, che si sono stabilite nei villaggi. Lo stesso Gozalo ha trovato una compagna così, una dominicana che ha incontrato alla sua prima carovana e con cui vive tuttora. Le malelingue dicono che tra le donne della carovana, di professioni varie, c’è anche qualcuna che fa il mestiere più vecchio del mondo. Un’accusa che Gozalo nega con decisione: “Non ci sono mai state prostitute sulle mie caravanas”, dice, “la gran parte di queste donne sono casalinghe, di mezza età, a volte divorziate. Cercano una relazione, e sanno che in campagna ci sono molti uomini onesti e lavoratori che potrebbero fare al caso loro. Tutto quello che serve è un’occasione per incontrarsi”.

Nei piccoli villaggi spagnoli ci sono più uomini che donneIl prossimo appuntamento. Sono sempre le donne a salire sulle carovane dell’amore. Una volta Gozalo provò a organizzarne una al contrario, con uomini dei villaggi da portare a Madrid alla ricerca dell’anima gemella. “Si prenotarono solo in 10, e la carovana fu annullata”, ricorda Gozalo. Capita, che i piani saltino all’ultimo momento. L’ultima puntata in campagna che aveva preparato era in programma per l’11 febbraio, “ma l’abbiamo spostata al 22 aprile perché ora fa troppo freddo”. Si andrà a Zamora Boveda de Toro, in Castilla y Leon. Con lo scopo di sempre: “Il ripopolamento rurale come alternativa a questa globalizzazione selvaggia, che disperde le persone nelle grandi città. E’ una rivendicazione sociale un po’ utopica, ma io ci credo”.

Alessandro Ursic

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