10/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Come facciamo a stupirci se il resto del mondo ci odia?
Ci sono due pagine di Internazionale, il settimanale che pubblica il meglio dei giornali di tutto il mondo, che sfoglio subito.
Sono le pagine dove vengono aggiornate, settimana dopo settimana, le vittime dei conflitti in Iraq e tra israeliani e palestinesi. Le notizie che giungono anche oggi da Bagdad parlano di morti e feriti. Undici persone uccise da un'autobomba, soldati americani morti. Un Imam sunnita rapito probabilmente da sciiti.
 
Secondo Iraq body count, dal giorno dell'inizio della guerra (19 marzo 2003) fino all'8 febbraio scorso hanno perso la vita circa 30 mila iracheni e 2261 americani. 204 vengono definite le altre vittime.
Dal 28 settembre 2000, dall'inizio della seconda intifada 3854 palestinesi, inclusi i kamikaze, 1022 israeliani, 75 altre vittime, secondo Afp.
Per non parlare dei feriti. Migliaia in Iraq, centinaia in Israele e Palestina.
Quello che mi colpisce è, in questa situazione, l'assenza della politica. Parlano solo le armi. Dov'è l'Onu? E che fanno le grandi potenze? L'Europa, la Russia, gli Stati Uniti d'America?
Il mondo sembra abituarsi alle guerre mentre crescono gli integralismi ad Est come ad Ovest del pianeta.
A Bagdad fallisce il dialogo tra gli occupanti e i ribelli iracheni, a Tel Aviv il primo ministro ad interim Ehud Olmert vuole fissare unilateralmente le frontiere definitive dello stato. E, poi, ci stupiamo se dall'altra parte del pianeta non ci amano.
 
Sandro Ruotolo
Categoria: Politica
Luogo: gli articoli