09/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Pubblicata una lista di 50 presunte celebrità omosessuali, infuriano le polemiche
In molte parti dell’Africa l’omosessualità è un argomento che si preferisce non trattare. Ma ci hanno pensato tre giornali scandalistici camerunensi a dare fuoco alle polveri, pubblicando una lista di cinquanta famosi (e presunti) omosessuali, tra cui politici, prelati, cantanti e artisti, sia maschi che femmine. La mossa ha scatenato una selva di polemiche, in un Paese dove l’omosessualità è illegale e può essere punita con periodi detentivi da sei mesi a cinque anni. Ma, paradossalmente, il dibattito sviluppatosi potrebbe risultare più costruttivo del previsto.
 
Un articolo di denuncia degli omosessuali apparso in un giornale online camerunenseLa lista nera. La questione è esplosa a fine gennaio in séguito alla pubblicazione, da parte di tre giornali scandalistici locali (L’Anecdote, Nouvelle d’Afrique e La Météo), della suddetta lista: nella quale figurano tra gli altri il Ministro delle Comunicazioni Pierre Moukoko Mbonjo e la musicista e giornalista Rosine Ebessa Nang, conosciuta in Camerun come la “sirena nera” e presidente di una Ong che si occupa di assistenza ai minori. La pubblicazione ha seguito di poche settimane un discorso al vetriolo fatto dal vescovo locale Victor Tonye Bakot, che a fine dicembre aveva definito l’omosessualità un “complotto contro la famiglia” e un “costume contro natura”. Una vicenda che rischia di finire in tribunale, visto che gli accusati potrebbero denunciare per diffamazione gli editori dei tre giornali, che a loro volta giurano di essere in possesso di prove certe che inchioderebbero i presunti colpevoli. In ogni caso per gli omosessuali camerunesi, contro i quali peraltro le leggi non sono mai state applicate con particolare severità, si annunciano tempi duri.
 
Nuovi lavori. Gli unici a gongolare finora sono gli editori dei tre giornali, andati a ruba per le strade della capitale Yaoundé, tanto da richiederne la ristampa. La lista ha ovviamente suscitato la curiosità della gente, al punto da dare il via a inedite operazioni di “bagarinaggio”: le ultime copie de L’Anecdote, che costa 300 franchi Cfa, sono state vendute anche a 5 mila. E c’è chi ha avuto la presenza di spirito di cambiare lavoro, fotocopiando il giornale e vendendone le copie in strada per aumentare gli introiti.
 
Tabù sfatato. La vicenda ha se non altro avuto il merito di sollevare il coperchio su una questione tabù, facendo nascere un dibattito interessante e potenzialmente proficuo. Più che gli argomenti a favore, sono quelli contrari alla pubblicazione della lista che offrono diversi spunti di riflessione: quello più lampante e scontato sulla libertà sessuale si intreccia infatti con la questione della privacy. Molte delle persone che condannano la pubblicazione della lista non difendono l’omosessualità in quanto ha la stessa dignità, e gli stessi diritti, dell’eterosessualità, ma ritengono che i gusti sessuali riguardino solo la sfera del privato e non debbano essere divulgati anche per le possibili ripercussioni sulle famiglie degli “accusati”. E’ quanto sostenuto dal ministro Mbonjo, tra i presunti omosessuali quello che finora ha assunto le posizioni più progressiste.
 
La cantante Rosine Ebessa, al centroDiversa percezione. Gli altri si sono limitati a respingere a livello personale le accuse, senza che nessuno abbia trasformato la questione in una “battaglia civile”. Segno che ci sono ancora ostacoli da superare prima di entrare nel merito della questione e di trattare dell’omosessualità in quanto tale. C’è perfino chi l’ha definita come una pratica deviante estranea all’Africa e importata dai colonialisti bianchi. “I giornalisti dovrebbero controllare le informazioni prima di pubblicare certe cose” commenta seccata Rosine a PeaceReporter. “Ho un marito, dei figli, e queste notizie false avrebbero potuto creare problemi a me e alle altre personalità, politiche e religiose, che sono apparse nella lista”. Ma qual è la ragione che avrebbe spinto alla pubblicazione della lista? “Sicuramente c’è un motivo commerciale” conclude Rosine, “ma c’è anche una ragione più profonda: nonostante l’omosessualità sia piuttosto diffusa in Camerun, è vissuta in modo differente rispetto per esempio all’Europa”.

Matteo Fagotto

Articoli correlati:
23/12/2005 Sotto il vestito, mente: Matrimonio con sorpresa al Cairo, lo sposo alza il velo e scopre un altro uomo
20/12/2005 L'ignoranza che uccide: Travestito ucciso dalla polizia civile: l'omofobia corrode il Guatemala
09/06/2005 Fra odio e amore: Puerto Rico, paese che si divide fra maschilismo e amicizia verso le comunità omosessuali.
07/02/2005 Piazza Gay: A Montevideo una piazza dedicata alla diversità sessuale
14/12/2004 Liberi di amare: Omosessualità e tutela dei diritti di ogni individuo: la situazione nel mondo
21/10/2004 Principi divini: In Honduras gli evangelici contro la legge che dona personalità giuridica alle coppie gay
21/10/2004 Non solo reggae: Gli omosessuali giamaicani vivono quotidianamente con la paura di essere uccisi.
31/07/2004 Uscire dal silenzio: La condizione degli omosessuali in Macedonia, Slovenia e Croazia
30/07/2004 Il silenzio dell'indifferenza: I diritti degli omosessuali nei Balcani. La situazione in Serbia
22/07/2004 Scelta d'amore: La libertà sessuale: la situazione nei Paesi dell’Europa dell’Est
20/05/2004 Liberi dai tabù: Tre giornalisti sono stati condannati per aver pubblicato un dossier sulla omosessualità
06/02/2004 Matrimoni gay, rivoluzione negli Usa: La Corte Suprema del Massachusetts legalizza le unioni gay
10/12/2003 Intervista a Salid: La storia di un gay palestinese che vive a Gerusalemme in semi- clandestinità
10/12/2003 Figli di nessuno: Gay palestinesi: se rimangono a casa muoiono, se scappano in Israele li arrestano
La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità