09/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Al Parlamento di Londra una rappresentazione teatrale sul dramma di Guantanamo
Dall’inaccessibile Camp Delta a un luogo che più “pubblico” non si può, il simbolo della democrazia britannica. Il dramma dei circa 500 detenuti di Guantanamo esce dalla base americana a Cuba per arrivare a Westminster, sotto forma di uno spettacolo teatrale che andrà in scena oggi al Parlamento di Londra, davanti a un pubblico selezionato di deputati, avvocati e attivisti per i diritti umani.
 
Il Parlamento britannico a LondraDramma a Westminster. Lo spettacolo, intitolato “Guantanamo – Honor bound to defend freedom”, è già stato portato in giro per gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, con grandi successi di pubblico e di critica. Il New York Times lo definì “altamente commovente”. E’ stato scritto dalla giornalista Victoria Brittain e dalla scrittrice di origine sudafricana Gillian Slovo. Racconta la vera storia di quattro detenuti a Camp Delta – tre cittadini britannici e un iracheno che da 21 anni viveva legalmente nel Regno Unito – che sono stati rilasciati da Guantanamo dopo due anni di prigionia. La trama si basa su lettere e interviste, interventi dei loro avvocati, responsi dei medici, dichiarazioni di politici americani e britannici. La rappresentazione di oggi verrà fatta in una delle sale che ospitano le commissioni di Westminster.
 
Clive Stafford-Smith durante una protesta contro il campo di GuantanamoL’avvocato dei detenuti. Per l'occasione, nello spettacolo reciterà – nella parte di se stesso – anche l’avvocato inglese Clive Stafford-Smith, che rappresenta otto dei nove britannici ancora detenuti a Guantanamo. “Westminster è il centro dell’opinione pubblica”, dice, “e la nostra idea è quella di istruire i rappresentanti della Camera dei Comuni su quanto sta succedendo”. Stafford-Smith lamenta il fatto che la classe politica britannica trascuri il problema, senza insistere troppo con gli Stati Uniti per la liberazione dei detenuti del Regno Unito. “Perché delle persone che hanno vissuto per decenni in questo Paese e hanno figli britannici non godono di nessun sostegno da parte del loro governo?”, si è chiesto.
 
Un detenuto viene portato via da sue soldati a Camp DeltaIl nuovo rapporto di Amnesty. Intanto, con un nuovo rapporto pubblicato in questi giorni, Amnesti International torna a denunciare gli Usa per il trattamento riservato ai “nemici combattenti” detenuti nella base americana a cuba. Il documento, intitolato “Vite fatte a pezzi – l’impatto della detenzione a tempo indeterminato sui prigionieri e sulle loro famiglie”, contiene le testimonianze di ex detenuti e dei loro familiari, descrivendo la situazione delle persone ancora prigioniere a Guantanamo, gli scioperi della fame in corso e le decine di tentativi di suicidio registrate fino ad oggi. “Nonostante l’ampia condanna internazionale”, ha detto Susan Lee, direttrice del programma Americhe dell’organizzazione per i diritti umani, “gli Usa proseguono nel loro intento di privare tutti i prigionieri del diritto di contestare la detenzione in un tribunale statunitense”. Secondo le testimonianze raccolte Amnesty, varie famiglie che sanno che i loro parenti sono o sono stati in custodia statunitense ricevono comunicazioni scarse o nulle da Guantanamo. Alcune non sanno neanche dove si trovano i loro cari, o se sono ancora vivi.

Alessandro Ursic

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