08/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Thailandia, invece di recuperare consensi, con il suo show televisivo, Shinawatra ha rilanciato la protesta
Scritto per noi da
Adriano Seu
 
A circa un anno dall’inizio del suo secondo mandato alla guida del governo tailandese, il Primo ministro Thaksin Shinawatra sta affrontando una gravissima crisi di consensi. Se il lancio, a metà gennaio, di un programma televisivo confezionato su misura non è riuscito nello scopo di ridargli il vigore elettorale perduto, sembra che nemmeno l’ultima mossa sia stata felice. Infatti pochi giorni fa Shinawatra, per dissipare i crescenti malumori dovuti al suo conflitto d’interessi, ha deciso di vendere il 49.6 per cento delle azioni della Shin Corp., pari al valore di 1 miliardo e 900 milioni di dollari, alla Temasek, compagnia con sede a Singapore. Ma i numerosi dubbi sulla regolarità e la trasparenza dell’operazione, uniti all’esasperazione della popolazione, hanno fatto esplodere il malcontento. Dal 2001, anno in cui Shinawatra è stato eletto Primo ministro, il gruppo dirigente della Shin Corp. – che spazia dal campo delle telecomunicazioni e della tecnologia satellitare a quello dell’industria della comunicazione e dell’industria aeronautica -   è stato composto dai figli e dalla moglie, le cui operazioni finanziarie sono spesso state osservate con scetticismo. La protesta è sfociata nelle manifestazioni del 23 gennaio, che ha visto la partecipazione di 2 mila persone, e soprattutto dello scorso 4 febbraio, quando sono scesi in piazza in 50 mila. Le accuse vanno dall’insider traiding all’evasione fiscale, dall’emanazione di leggi che hanno favorito la transazione all’esenzione fiscale garantita dalle inusuali modalità del trasferimento azionario.
 
La protesta popolare. Il Partito Democratico, all’opposizione, seppur tentato di richiedere l’avvio della procedura di empeachement per Shinawatra, ha scelto di chiedere l’intervento della Commissione di vigilanza finanziaria per appurare, ad esempio, come abbiano fatto i figli e la moglie del Primo ministro a comprare milioni di azioni poco prima della conclusione dell’accordo per poi rivenderle tre giorni dopo ad un valore di 50 volte superiore a quello d’acquisto. Intanto la stampa nazionale, oltre a lamentarsi per l’ingresso di un colosso straniero nel mercato nazionale delle telecomunicazioni, deve districarsi tra le innumerevoli difficoltà causate dalla censura, più o meno esplicita, imposta ai mezzi d’informazione. Gli inserzionisti evitano accuratamente i periodici e i quotidiani che pubblicano notizie scomode o eccessivamente critiche nei confronti del governo, determinando in tal modo un meccanismo di autocensura. Stando alle parole e alle cifre diffuse dall’opposizione e da Sondhi Limthongkul, ex collega di Shinawatra ed ora suo strenuo contestatore e proprietario di un quotidiano, la manifestazione di protesta del 4 febbraio è stato un vero e proprio successo, sia per la quantità della gente accorsa, sia per il suo carattere pacifico e produttivo. La moltitudine di gente che si è radunata per chiedere le dimissioni di Shinawatra ha firmato un documento con il quale il popolo tailandese chiederà al Re d’intervenire in prima persona, sollevando Thaksin dal suo incarico e destituendo il Generale dell’esercito, Sonthi Boonyaratglin. Il dissenso della gente comune non ha lasciato indifferente tutto il governo, tant’è che nel giro di due giorni si sono dimessi il ministro della Cultura e quello della Tecnologia. Nel frattempo, Limthongkul ha pubblicato sul sito web del proprio quotidiano la copia del documento che verrà presentato al re e ha invitato tutti alla prossima manifestazione dell’11 febbraio.
 
L’occasione mancata. In realtà, il fallimento della strategia propagandistica di Shinawatra è risultato evidente subito dopo l’inizio del programma televisivo dedicato unicamente a lui, Backstage show: The Prime Minister. Parecchi telespettatori hanno inviato commenti di disapprovazione all’emittente via cavo Ubc Tv, giudicando il programma noioso e inutile. Uno dei produttori del programma ha definito il progetto un fallimento, mentre un membro del team di registi ha lamentato l’impossibilità di svolgere normalmente il proprio lavoro, probabile e principale ragione dell’insuccesso. Il regista ha detto che il Primo ministro ha voluto dare ogni tipo d’indicazione e ha scelto ogni aspetto del programma, oltre ad aver voluto visionare tutto il lavoro a riprese terminate. Tuttavia, anche nel fittizio isolamento della tenda di campagna Thaksin è dovuto sfuggire ai primi sentori di protesta quando, al suo arrivo, un gruppo di oppositori si è radunato fuori dalle recinzioni che delimitavano gli spazi di ripresa e ha intonato slogan di contestazione.
 
La risposta di Shinawatra. Sia prima della manifestazione che dopo, la reazione di Shinawatra è stata di indifferenza e scherno. Il 3 febbraio ha invitato la gente a non scendere in piazza il giorno successivo per non fare il gioco dei sovversivi Il giorno dopo, di fronte all’evidente imponenza della protesta, con tono sferzante ha dichiarato che si trattava “solo di stupidi”. Shinawatra ha già ripetuto più volte in questi giorni che non si dimetterà mai e che, eventualmente, solo il re avrebbe il diritto di chiedergli di farsi da parte. Proprio per questo il gruppo degli oppositori al governo sta preparando una richiesta ufficiale da sottoporre al sovrano. Surapong Suebwonglee, portavoce del Primo ministro, non solo ha confermato che le dimissioni non sono ipotizzabili, ma ha anche aggiunto che Shinawatra potrebbe addirittura decidere di candidarsi per un terzo mandato.
Categoria: Politica, Popoli
Luogo: Thailandia
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