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Folle all’assalto delle basi militari occidentali. Se
negli altri paesi islamici i manifestanti se la possono prendere solo con le
ambasciate europee, in Afghanistan ci sono obiettivi ben più simbolici: le basi
militari delle forze d’occupazione occidentali. Quelle che finora erano
obiettivo solo degli attacchi dei talebani, in questi giorni vengono prese
d’assalto da folle di manifestanti armati di bastoni e pietre. Assalti respinti
a fucilate dalla polizia locale, che qui non simpatizza con i manifestanti come
accade in Siria o in Libano, dato che le forze di sicurezza afgane sono al
servizio delle forze d’occupazione occidentali.
Offensiva talebana di primavera: 70 morti in 5 giorni. Una
situazione di caos perfetta per i talebani, che ne hanno approfittato per
lanciare la preannunciata ‘offensiva di primavera’, senza dubbio la più
sanguinosa dalla caduta del regime dei mullah: una settantina di morti in soli
cinque giorni. Un’offensiva iniziata in grande stile venerdì scorso nella
provincia meridionale di Helmand, quando almeno duecento guerriglieri hanno
attaccato le forze governative in due diversi distretti, Sangin e Musa Qala. E’
dovuta interventire l’aviazione statunitense per disperdere i guerriglieri.
Dopo ore di battaglia e bombardamenti sono rimasti sul terreno una decina di
militari afgani e una ventina di talebani. Gli altri sono fuggiti nella vicina
provincia di Kandahar, continuando gli attacchi nei giorni successivi: sabato
si sono contati otto poliziotti, quattro talebani e due civili uccisi in diversi scontri a fuoco e domenica sei
militari afgani sono morti nell’esplosione di una bomba telecomandata nel
distretto di Shahwali Kot.
Sempre domenica nella vicina provincia di Zabul cinque soldati afgani
sono stati uccisi in un attacco contro un checkpoint. Lunedì un soldato
americano è stato ucciso in un agguato nella provincia di Laghman e ieri un
kamikaze si è fatto esplodere davanti alla centrale di polizia di Kandahar
uccidendo tredici agenti.
I talebani sfruttano la situazione a loro vantaggio. “La
situazione è destinata a peggiorare ulteriormente – spiega una fonte locale di
PeaceReporter
– perché è certo che i talebani soffieranno sul fuoco della protesta per
fomentare l’odio contro gli occidentali e allargare così il consenso popolare
alla loro jihad. Finora gli afgani hanno sopportato con fastidio l’occupazione
militare occidentale, ma questa storia delle vignette, se abilmente manipolata,
potrebbe far saltare il tappo e far precipitare il paese nel caos. I talebani
non desiderano altro! E chi ha fatto quelle caricature poteva ben
immaginarselo”.Enrico Piovesana