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Un'epidemia mortale.
La tripanosomiasi umana africana, più comunemente nota come malattia
del sonno, che causa la morte in tutti i pazienti non curati, è difficile
da trattare se si arriva quando è già in uno stadio
avanzato, ma nello stesso tempo è difficile da riconoscere ai primi
sintomi. Come se non bastasse, è diffusa in regioni povere, sperdute,
dove l’assistenza sanitaria non è proprio dietro l’angolo e i pochi
ambulatori distano chilometri dai villaggi. L’insieme di questi
elementi fornisce il quadro desolante della malattia del sonno oggi,
nel quale si inserisce la buona notizia dell’inizio di queste ricerche per
migliorare la diagnosi. “La diffusione della tripanosomiasi umana
africana ha raggiunto proporzioni epidemiche nelle regioni
dell’Africa” avverte Giorgio Roscigno, Direttore esecutivo della Find,
che sottolinea la necessità di trovare un modo
semplice, accurato e con costi accessibili per arrivare alla diagnosi
della malattia, trattarla efficacemente e controllarne la diffusione.
Prima che sia troppo tardi. Trasmessa dalla puntura della mosca tse tse, la malattia del sonno
è presente in 36 Paesi e rappresenta una delle maggiori questioni di salute pubblica
dell’Africa
Sub-sahariana. Si calcola che i pazienti
attualmente infetti siano 70mila. Considerando che, in
assenza di trattamento, l’infezione è fatale, che i farmaci per gli
stadi avanzati della malattia sono essi stessi tossici e possibile
causa di morte, e che solo in un malato su dieci
l’infezione viene correttamente diagnosticata, si può capire
l’importanza di nuove ricerche. “I sistemi
di diagnosi esistenti sono difficili da potenziare in contesti poveri e
isolati” ricordano Jean Jannin e Pere Simarro, del Dipartimento per il
controllo delle malattie tropicali dimenticate dell’Oms. “Lo sviluppo
di esami per indirizzare il trattamento della malattia del sonno
semplificherà molto la cura dei pazienti, permettendo una diagnosi
precoce, un trattamento più semplice, più sicuro e maggiormente
diffuso, che migliorerà la gestione della malattia e potrà portare alla
sua eliminazione come problema di salute pubblica” si augura Thomas
Brewer, della Divisione malattie infettive, Programma di salute globale
della Fondazione Gates, finanziatrice delle ricerche Oms-Find sulla
tripanosomiasi africana.
Attenzione positiva. Al momento la diagnosi della malattia del sonno viene effettuata grazie
a esami del sangue cui seguono valutazioni al microscopio complicate e costose.
Il tutto tenendo conto della realtà ove
l’infezione è diffusa, che richiederebbe al contrario metodi di
diagnosi semplici ed efficaci. “La diagnosi di malattia del sonno oggi
richiede procedure spesso dolorose per i pazienti, difficili da
eseguire ove è diffusa e costose” conferma Bernard Pecoul, direttore
della Drugs for Neglected Diseases initiative (DNDi, Iniziativa per i
farmaci per le malattia dimenticate), interpellato da PeaceReporter a
proposito dell’annuncio di Find e Oms. “Sono necessarie con urgenza tecniche di
diagnosi nuove,
adatte al territorio e non invasive (non pericolose o dolorose, ndr). DNDi,
che al momento sta conducendo
uno studio clinico di somministrazione contemporanea di due farmaci per
i casi di malattia del sonno al secondo stadio, accoglie positivamente
le ricerche di Oms-Find. Una nuova diagnostica che identificherà
prima la malattia del sonno renderà il trattamento più semlice e più
sicuro per i pazienti”. La speranza è che le ricerche annunciate
portino buoni frutti. Nel frattempo, è già positivo l’interesse
suscitato
intorno a questa malattia, una delle tante dimenticate dai Paesi nei
quali non è presente.
Valeria Confalonieri