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Si
fa di giorno in giorno più drammatica la situazione nella
provincia pachistana sudoccidentale del Balucistan, dove da un anno si
è
reinfiammato il conflitto armato tra gli indipendentisti baluci e il
governo
militare di Islamabad. Un conflitto che riesplode per la quinta volta
dal 1948,
anno in cui il neonato Pakistan si è annesso con la forza questa
regione, prima
indipendente, per sfruttarne le risorse naturali (gas, petrolio e
metalli
preziosi), lasciando la popolazione locale nella povertà e nel
sottosviluppo. Un conflitto che dallo scorso dicembre ha provocato
"ufficialmente" quasi quattrocento vittime.
Parla il portavoce del capo dei guerriglieri. “Le
forze aree pachistane stanno bombardando da tre giorni la zona di Dera Bugti”,
spiega al telefono da Quetta Agha Shahid Bugti, portavoce dell’anziano leader
tribale dei guerriglieri, il Nawab Akhbar Bugti. “Da quando è iniziata
l’offensiva governativa di metà dicembre l’aviazione era entrata in azione solo
poche volte, solo una nel mese di gennaio. Questi bombardamenti continui
rappresentano quindi un’escalation preoccupante. Non abbiamo ricevuto notizie
di vittime perché ormai da tempo la popolazione è fuggita da questa zona,
sempre più spesso teatro di combattimenti”.
Raid aerei in risposta all’attacco all’impianto di Sui. Questi
raid aerei sono stati la risposta del governo al pesante attacco missilistico
sferrato sabato scorso dai guerriglieri Bugti contro le forze militari e gli
insediamenti di ‘coloni’ filogovernativi che circondano, quasi a mo’ di scudi
umani, il grande impianto d’estrazione del gas a Sui, simbolo delle
rivendicazioni dei baluci. Nell’attacco erano morti due soldati e sei civili.
“Era prevedibile che prima o poi sarebbe successo: era quello che voleva il
governo – dice Agha Shahid Bugti – che ha voluto insediare questa gente
all’interno dell’impianto di Sui proprio per provocare incidenti del genere al
fine di creare divisioni all’interno della popolazione locale”.
Bomba sull’autobus: gli indipendentisti accusano il
governo. Il giorno dopo l’attacco a Sui, cioè domenica, tredici persone
sono morte e una ventina sono rimaste ferite nell’esplosione di una bomba su un
autobus di linea che era appena partito da Quetta. Il governo ha subito accusato
gli indipendentisti baluci, che rigettano categoricamente ogni responsabilità.
“Noi condanniamo fermamente queste azioni di tipo terroristico ed esprimiamo la
nostra vicinanza ai famigliari delle vittime”, commenta Agha Shahid Bugti. “Non
è nel nostro stile compiere azioni del genere. E’ assai più probabile che si
tratti di un’azione dei servizi governativi volta a far salire la tensione e a
giustificare un ulteriore aumento della pressione militare”.Enrico Piovesana