03/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.5 - 2006 dal 27/1 al 1/2
Uganda
Il 26 il presidente Museveni ha fatto sapere che il suo esercito è pronto ad attaccare i ribelli nel vicino Congo, dopo l'uccisione di 8 soldati dell'Onu. Lunedì erano rimasti uccisi 8 soldati guatemaltechi e altri 5 erano rimasti gravemente feriti in una sanguinosa lotta armata contro i guerriglieri ribelli.
Il 30 un portavoce delle Forze Armate ugandesi ha reso noto che nell'ultimo fine settimana l'esercito avrebbe ucciso 6 ribelli del Lra (Lord's Resistance Army) in due attacchi separati. Il primo sarebbe avvenuto vicino la città di Juba, nel Sudan meridionale, dove i ribelli hanno le loro basi; il secondo attacco sarebbe avvenuto presso la città ugandese di Gulu. Nei due raid sarebbero stati anche recuperati 4 prigionieri dei ribelli.

Sudan
Il 26
un volontario sudanese è rimasto ucciso nello schianto di un elicottero nella regione del Darfur, mentre cercava di soccorrere altri volontari rimasti feriti negli scontri fra militari e ribelli. Secondo le Nazioni Unite, l'elicottero sarebbe precipitato per un guasto all'elica nei pressi della città di Golo, nella regione occidentale di Jabel Marra, ma non ci sarebbero feriti gravi fra gli altri 15 passeggeri. Nel Darfur sono presenti circa 11mila operatori umanitari, che spesso sono rimasti feriti negli scontri armati fra esercito e ribelli.
Sempre il 26 Radhia Achouri, portavoce delle Nazioni Unite, ha lanciato un appello affinché cessino le ostilità nel Darfur. Nuovi scontri si sono registrati presso la città di Golo, controllata dell'esercito regolare ma, di fatto, già da alcuni giorni stretta d'assedio dai ribelli. Nel corso della sola giornata si sarebbero registrati circa 30 morti.
Il 30 i ribelli del Darfur appartenenti al Movimento nazionale per le riforme e lo sviluppo (Nmrd) hanno annunciato di aver attaccato sabato scorso una base militare dell'esercito sudanese. L'attacco, secondo un portavoce del Nmrd, sarebbe avvenuto nella zona ovest del Darfur ed avrebbe provocato la morte di 78 militari, mentre diciassette sarebbero stati fatti prigionieri. L'esercito di Khartoum ha confermato l'attacco, non ha parlato di vittime, ma ha sostenuto che l'incursione proveniva dal Ciad.
 
Nigeria
Il 30 militanti nigeriani hanno rilasciato i quattro operai Shell sequestrati l'11 gennaio, ma immediatamente hanno affermato l'intenzione di attaccare le principali industrie del petrolio e del gas. La notizia del rilascio degli ostaggi è stata accolta con sollievo dai lavoratori della più grande industria petrolifera, vittima di ripetuti attacchi nelle ultime tre settimane, in cui sono morti 22 poliziotti e soldati. La difficile situazione ha provocato un taglio dell'8 percento alle esportazioni di petrolio.
Il 31
alcune bande rivali si sono scontrate a Seme, principale passaggio di confine tra Benin e Nigeria, uccidendo almeno 7 persone e incendiando alcune auto. La violenta rissa è scoppiata lunedì notte, dopo che la polizia del Benin aveva cercato di arrestare un nigeriano sospettato di furto.

                                                                
Repubblica Democratica del Congo
Il 30 fonti della Monuc, la missione Onu in Congo, hanno riferito che un gruppo di uomini armati non identificati avrebbe assalito una caserma dell'esercito congolese nella città di Rushturu, nel Kivu. L'assalto sarebbe stato respinto dai soldati congolesi, che avrebbero ucciso 3 ribelli mentre i feriti, tutti tra le Forze Armate, sarebbero 7. Già la scorsa settimana Rushturu era stata teatro di scontri tra l'esercito e la Monuc da una parte, e i dissidenti del generale Laurent Nkunda dall'altra, che avevano occupato la città e altri cinque centri abitati circostanti per pochi giorni.
Il 1 febbraio i militari ribelli nella provincia settentrionale di Kivu hanno colpito una missione internazionale che gestiva aiuti umanitari, secondo quanto riportato dall'Onu. L'esercito congolese e le agenzie umanitarie affermano che i militari insorti hanno costretto alla fuga più di 2 mila persone a Goma, durante i loro ultimi attacchi del 28 gennaio. Anche l'organizzazione umanitaria internazionale Medici senza frontiere è stata costretta a sospendere le proprie operazioni nella regione.
 
Haiti
Il 27 il portavoce dell'Onu ha riferito che tre cittadini francesi, tra cui un sacerdote e una suora 84enne, sono stati rapiti a Port-au-Prince, nella bidonville di Cité Soleil, da uomini armati non identificati. Per il loro rilascio sarebbe stato chiesto un ingente riscatto. Gli ostaggi sono stati rilasciati il giorno seguente. Alla vigilia delle elezioni presidenziali il poverissimo stato caraibico si trova stretto in una morsa di violenza, che i Caschi Blu tentano di controllare con molta difficoltà.

Colombia
Il 31 un gruppo di guerriglieri delle Farc attualmente detenuti in una prigione di Stato ha proposto l'avvio di un negoziato con lo Stato. I ribelli chiedono la scarcerazione in cambio della promessa di un definitivo abbandono della lotta armata e di un reinserimento nella società. La proposta del gruppo di ribelli incarcerati è contenuta in un documento intitolato "Accordo umanitario per la riconciliazione nazionale", indirizzato sia all'esecutivo di governo che agli organi direttivi delle stesse Farc.
 
Israele e Palestina
Il 31, in una sparatoria in Cisgiordania, hanno perso la vita due palestinesi e un soldato dell'esercito israeliano.
Fino al 1 febbraio 2006, la Seconda Intifada ha ucciso 3844 palestinesi e 1020 israeliani.
 
Nepal
Il 28 gennaio cinque persone sono morte a Shivnagar, a circa 300 chilometri da Katmandu, per l'esplosione di una bomba in un appartamento. Secondo la polizia nepalese, i 5 erano ribelli maoisti.
Il primo febbraio, in un attacco lanciato nella cittadina di Palpa, a circa 300 chilometri dalla capitale Kathmandu, i ribelli maoisti hanno ucciso 19 persone tra militari e soldati.

India
E' di 7 morti, cinque separatisti e due militari, il bilancio di uno scontro a fuoco tra esercito indiano e ribelli in Kashmir avvenuto il 28 gennaio.
Il 30 gennaio due scontri armati sono avvenuti nella zona indiana del Kashmir. I  morti sono stati 4: tre ribelli islamici e un poliziotto.

Thailandia
Una bomba piazzata sotto la macchina di un funzionario distrettuale nel sud della Thailandia ha ucciso il 2 febbraio due persone e ha gravemente ferito il funzionario.

Cecenia e Caucaso
Il 30 gennaio, 5 militanti indipendentisti, tra cui un importante comandante delle milizie cecene, sono stati uccisi in una operazione delle forze speciali in Daghestan, nel sud della Russia.
Il 27, secondo fonti della guerriglia, 2 militanti e 1 soldato russo sono morti in scontri nel distretto di Kurchaloy. Un altro militante è stato ucciso dall’esercito russo in un campo profughi al confine con l’Inguscezia.

Pakistan
Il 29 gennaio, 1 soldato è morto e 12 sono rimasti feriti in un’imboscata a un convoglio militare nel Waziristan, vicino al confine con l’Afghanistan.
Sempre il 29, un treno è deragliato a Jhelum, nella provincia orientale del Punjab, uccidendo almeno 4 persone e ferendone 94, di cui 10 in modo grave. Secondo la polizia, un sabotaggio alle rotaie è stato la causa dell’incidente.
 
 
Categoria: Guerra
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