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Si alza la tensione fra Colombia e Ecuador. Nei giorni scorsi i piloti dell’esercito
di Uribe hanno sconfinato, invadendo senza permesso lo spazio aereo ecuadoriano.
Dalle informazioni ricevute pare che tre elicotteri Black Hawk, temibili macchine
da guerra, e due aerei delle forze militari della Colombia siano entrati in territorio
ecuadoriano nei pressi del fiume San Miguel, nella provincia di Sucumbios (circa
300 chilometri a nord est della capitale Quito), generando il panico fra la popolazione.
Per la guerriglia. Tutti i fatti dovranno essere chiariti molto bene, sia che si tratti di un equivoco
o di un incidente. Le autorità colombiane confermano che, durante il fine settimana
appena trascorso, gli uomini dell’esercito erano all’inseguimento di un gruppo
di guerriglieri delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, ma
smentiscono in modo categorico l’utilizzo di armi e lo sconfinamento. Che fra
l’altro non sarebbe il primo. E’ infatti già successo che lungo i quasi 600 chilometri
che delimitano i confini fra i due paesi accadessero cose strane. L’anno scorso
i vertici politici ecuadoriani avevano protestato vivacemente contro il lancio
dagli
aerei di pesticidi per distruggere le piantagioni di coca presenti nella regione
“fronteriza”. Ma le verità potrebbero essere altre. Secondo alcuni testimoni oculari
citati dal quotidiano El Universo, le truppe colombiane avrebbero sconfinato addirittura
durante la notte del venerdì e non il sabato mattina. Come racconta Angela Esmeralda:
“Intorno alle sette della sera abbiamo sentito gli elicotteri volare basso. Gli
scontri però hanno avuto inizio solo intorno alle 9 del sabato mattina. Non me
la sono sentita di restare. A quel punto sono scappata a Santa Rosa che si trova
a circa trenta chilometri dalla zona degli scontri”. Nel frattempo i vertici dell’aviazione
ecuadoriana hanno fatto sapere di aver potenziato il sistema di difesa aerea per
la prevenzione di qualsiasi altra violazione.
Le reazioni. Il governo dell'Ecuador ha scritto una lettera di protesta ufficiale al governo
colombiano, inviata tramite l’ambasciatore di stanza a Quito. Nella lettera si
chiedono spiegazioni e si aggiungono considerazioni: “Non si può combattere una
forma di illegalità, come la guerriglia delle Farc, con un’altra forma di illegalità
come lo sconfinamento”, fanno sapere da Quito. Subito pronto alla risposta il
vice di Uribe, Camino Reyes, che ha specificato: “Il mio Paese ha un profondo
rispetto per sovranità nazionale dell’Ecuador, e farà di tutto affinché si possa
fare luce sull’accaduto”. Ha poi aggiunto che “ambedue le nazioni hanno a disposizione
i mezzi per cercare di portare avanti le indagini sui fatti dello scorso fine
settimana: uno di questi è la Commissione Binazionale Fronteriza, Combifron, che
si è già attivata per organizzare una riunione, siamo in attesa delle loro decisioni.
Appena sapremo a quali conclusioni sono arrivati potremo controbattere alle accuse
del governo dell’Ecuador”.
Cosa potrà accadere. Intanto anche il comitato Binazionale dei popoli di frontiera di Ecuador e Colombia
ha fatto sapere di voler presentare una denuncia contro il governo colombiano
alla Commissione Interamericana dei diritti umani, per la violazione della sovranità
territoriale e aerea dell’Ecuador e per la violazione dei diritti umani. Con l’ingresso
in zone non di loro competenza gli uomini dell’esercito colombiano causano molte
paure fra gli abitanti della regione che in diversi casi sono stati costretti
a scappare. Alessandro Grandi