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Gli Stati Uniti spendono il doppio di qualsiasi altro Paese occidentale, e uno
dei rimedi è già pronto. Un progetto di legge da un anno in fase di elaborazione,
e che passerà all'approvazione del Congresso domani, rappresenterà il definitivo
colpo di maglio per milioni di cittadini a basso reddito, che saranno costretti
a rinunciare ai programmi pubblici di assistenza sanitaria, Medicare e Medicaid.
Pubblici sì, ma comunque a pagamento. Entrambi sono infatti condizionati al versamento
dei premi di assicurazione e dei contributi in caso di utilizzo di molti servizi
sanitari. Il nuovo provvedimento, che consentirà al governo federale di risparmiare
38.8 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni, conferirà ai singoli Stati una forte
autonomia per ciò che attiene agli aumenti dei premi assicurativi e dei co-payments
(contribuzioni aggiuntive per le singole prestazioni). I singoli Stati potranno
far cessare la copertura del programma di assicurazione sanitaria per chi non ha pagato
il premio per 60 giorni consecutivi. Inoltre, medici e ospedali potranno negare
i servizi sanitari ai beneficiari del Medicaid che non hanno versato i co-payments.
Colpo di scure ai contributi per la sanità. La Commissione bilancio del Congresso ha stimato che i tagli ai benefit colpiranno
1.6 milioni di statunitensi indigenti, mentre l'aumento dei premi assicurativi
graverà sulle già magre finanze di 1.3 milioni di americani. La maggior parte
delle misure interesserà servizi odontoiatrici, oculistici e di salute mentale.
Ma ci rimetteranno anche molti bambini, costretti a rinunciare all'assistenza
infermieristica a domicilio. Sono stimati in 13 milioni le persone costrette a
pagare co-payments più elevati per servizi medici come visite ambulatoriali o
assistenza ospedaliera. Tanti quanti quelli che vedranno aumentare anche il costo
dei farmaci prescrivibili. E tale numero, sempre secondo la Commissione, sarà destinato
a crescere fino a 20 milioni nel 2015.
Povertà esentasse. Il piano degli economisti di Bush fa perno, oltre che sui tagli ai benefit
di Medicare, anche su un sistema di incentivazione fiscale sulla spesa privata
diretta da parte dei cittadini, la cosiddetta spesa 'out-of-pocket', in parole
povere 'pagare di tasca propria'. Ma questo, a giudizio di molti, si rivelerà
un sistema insufficiente a ridurre il deficit sanitario. L'amministrazione Bush
vuole garantire uguali condizioni di deducibilità fiscale sia ai pagamenti 'out-of
pocket' che a quelli dei premi assicurativi, già esentasse. Ma, secondo il Washington
Post, tale scelta porterebbe ad una diminuzione, anziché ad un aumento, della
spesa sanitaria generale da parte dei cittadini, impoverirebbe il fisco e favorirebbe
i cittadini più ricchi. Purtroppo, a pagare di tasca propria, gli americani meno
fortunati sono già spinti dai costi eccessivi che i datori di lavoro erogano sotto
la voce 'contributi assicurativi', e che molte aziende non possono più permettersi. Inoltre,
le grandi compagnie private di Health Insurance negoziano con le strutture sanitarie
tariffe scontate, mentre i cittadini, disoccupati, pensionati, o mediamente poveri,
sono paradossalmente costretti a pagare di più. Morale della favola: meno ci si
può permettere, più bisogna pagare. Lo stato dell'Unione sarà questo stasera, quando Bush
parlerà ai suoi cittadini: un palese stato d'ingiustizia in uno Stato ricco, potente e -
sedicente - democratico.
Luca Galassi