31/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Stati Uniti, il Congresso taglia i contributi alla sanità pubblica
Nel Paese più ricco della terra 46 milioni di persone non hanno assistenza sanitaria. Nell'atteso discorso sullo stato dell'Unione di stasera, il presidente Usa George W. Bush non offrirà però valide risposte al problema. Parlerà invece di quali misure il suo Paese adotterà per ridurre la crescente spesa sanitaria.
 
Il presidente BushGli Stati Uniti spendono il doppio di qualsiasi altro Paese occidentale, e uno dei rimedi è già pronto. Un progetto di legge da un anno in fase di elaborazione, e che passerà all'approvazione del Congresso domani, rappresenterà il definitivo colpo di maglio per milioni di cittadini a basso reddito, che saranno costretti a rinunciare ai programmi pubblici di assistenza sanitaria, Medicare e Medicaid. Pubblici sì, ma comunque a pagamento. Entrambi sono infatti condizionati al versamento dei premi di assicurazione e dei contributi in caso di utilizzo di molti servizi sanitari. Il nuovo provvedimento, che consentirà al governo federale di risparmiare 38.8 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni, conferirà ai singoli Stati una forte autonomia per ciò che attiene agli aumenti dei premi assicurativi e dei co-payments (contribuzioni aggiuntive per le singole prestazioni). I singoli Stati potranno far cessare la copertura del programma di assicurazione sanitaria per chi non ha pagato il premio per 60 giorni consecutivi. Inoltre, medici e ospedali potranno negare i servizi sanitari ai beneficiari del Medicaid che non hanno versato i co-payments.
 
Chirurghi al lavoroColpo di scure ai contributi per la sanità. La Commissione bilancio del Congresso ha stimato che i tagli ai benefit colpiranno 1.6 milioni di statunitensi indigenti, mentre l'aumento dei premi assicurativi graverà sulle già magre finanze di 1.3 milioni di americani. La maggior parte delle misure interesserà servizi odontoiatrici, oculistici e di salute mentale. Ma ci rimetteranno anche molti bambini, costretti a rinunciare all'assistenza infermieristica a domicilio. Sono stimati in 13 milioni le persone costrette a pagare co-payments più elevati per servizi medici come visite ambulatoriali o assistenza ospedaliera. Tanti quanti quelli che vedranno aumentare anche il costo dei farmaci prescrivibili. E tale numero, sempre secondo la Commissione, sarà destinato a crescere fino a 20 milioni nel 2015.

I farmaci costeranno di piùPovertà esentasse. Il piano degli economisti di Bush fa perno, oltre che sui tagli ai benefit di Medicare, anche su un sistema di incentivazione fiscale sulla spesa privata diretta da parte dei cittadini, la cosiddetta spesa 'out-of-pocket', in parole povere 'pagare di tasca propria'. Ma questo, a giudizio di molti, si rivelerà un sistema insufficiente a ridurre il deficit sanitario. L'amministrazione Bush vuole garantire uguali condizioni di deducibilità fiscale sia ai pagamenti 'out-of pocket' che a quelli dei premi assicurativi, già esentasse. Ma, secondo il Washington Post, tale scelta porterebbe ad una diminuzione, anziché ad un aumento, della spesa sanitaria generale da parte dei cittadini, impoverirebbe il fisco e favorirebbe i cittadini più ricchi. Purtroppo, a pagare di tasca propria, gli americani meno fortunati sono già spinti dai costi eccessivi che i datori di lavoro erogano sotto la voce 'contributi assicurativi', e che molte aziende non possono più permettersi. Inoltre, le grandi compagnie private di Health Insurance negoziano con le strutture sanitarie tariffe scontate, mentre i cittadini, disoccupati, pensionati, o mediamente poveri, sono paradossalmente costretti a pagare di più. Morale della favola: meno ci si può permettere, più bisogna pagare. Lo stato dell'Unione sarà questo stasera, quando Bush parlerà ai suoi cittadini: un palese stato d'ingiustizia in uno Stato ricco, potente e - sedicente - democratico.

Luca Galassi

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