Scritto per noi da
Yael Artom
La delusione degli
israeliani per i risultati delle elezioni palestinesi è stata forte. I
palestinesi non votavano da più di dieci anni e le loro opinioni erano
un’incognita per gli israeliani.

Mentre ciò che pensavano
i loro leader era chiaro, le opinioni del palestinese comune erano sconosciute.
I risultati sono stati uno shock per gli israeliani. Questa volta le elezioni
sono state chiaramente democratiche,
senza nessun incidente violento e con una forte affluenza alle urne. La
vittoria di Hamas è stata schiacciante.
Molti degli israeliani di
sinistra cercano i motivi di questa scelta. L’esasperazione dei
palestinesi ne è certamente parte. Molti dicono che i palestinesi non
hanno
votato per Hamas ma contro la corruzione di Fatah. Resta comunque il
fatto che la stragrande maggioranza dei
palestinesi ha votato per un partito che non riconosce il diritto ad
esistere
di Israele, e il cui leader ha fatto sapere dopo le elezioni che non
vuole dare
tale riconoscimento e che le trattative di pace non sono parte della
sua
agenda.
L’amarezza degli
israeliani di sinistra è tanta. La destra d’altra parte sente adesso di aver
sempre avuto ragione. Con
l’atteggiamento del “Ve l’avevo detto io”, si sente dire che il voto dei palestinesi
è la diretta conseguenza del ritiro da Gaza. La retorica di resistenza violenta
di Hamas si attribuisce il merito del
ritiro, e così gli israeliani sentono che il ritiro è stato percepito dai
palestinesi come un segno di debolezza, e non come un gesto di pace. I leader
politici come Netanyahu, ritiratosi dal governo pochi giorni prima del ritiro,
usano adesso il risultato delle elezioni palestinesi per i loro scopi.
Abbas ha detto che non
sta agli israeliani scegliere il proprio partner per i dialoghi, ma sta ai
palestinesi decidere da chi vogliono essere rappresentati. Questo è certamente
vero, ma come può
Israele trattare con chi non riconosce neanche il suo diritto di esistere? Se
la
sentiranno gli israeliani di continuare a trattare con chi rifiuta di
abbandonare la lotta armata? Che succederà nei territori che sono in questo
momento controllati da forze israeliane e palestinesi congiunte? Questi sono
solo alcuni degli interrogativi.
Forse i leader di Hamas si mostreranno meno intransigenti nei fatti. Forse
la pressione internazionale farà in modo che le trattative continuino. Resta comunque
il fatto che i risultati di
questo voto sono un segno negativo nella dinamica fra due partner in una
difficile trattativa di pace.