30/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Profilo di Denis Sassou-Nguesso, nuovo presidente dell'Unione Africana
scritto per noi da
 Eugenio Roscini Vitali 
 
 
Il 24 gennaio, il presidente congolese Denis Sassou-Nguesso è stato nominato al vertice dell’Unione Africana. Ecco il profilo di uno dei leader più longevi del continente, chiamato a affrontare sfide molto impegnative per il futuro del continente: dai conflitti irrisolti in Darfur e Costa d’Avorio, ai rapporti economici e politici con le istituzioni internazionali e l’Occidente
 
Il presidente Denis Sassou-NguessoPresidente del Congo-Brazzaville e già a capo dell’Organizzazione dell’Unità Africana (Oua) dal 1986 al 1987, Denis Sassou-Nguesso appare oggi il personaggio politico più adatto ad affrontare le molteplici crisi del continente. Nato politicamente come marxista, Nguesso ha saputo cogliere le trasformazioni di fine secolo, uniformando la politica congolese ai princìpi di democrazia e risolvendo le innumerevoli crisi che hanno agitato la sua carriera politica. Grazie ai legami con l’occidente e alle doti di comunicazione, Nguesso potrebbe dare all’Ua la visibilità e il peso necessari alla risoluzione dei più scottanti problemi africani. Senza però dimenticare i lati oscuri della sua carriera politico-militare, che l’ha portato a prendere parte a due guerre civili costate la vita a decine di migliaia di persone e che hanno ridotto in ginocchio l’economia del paese.
 
Gli esordi. Nguesso nasce nel 1943 a Edou, 400 chilometri a nord della capitale Brazzaville. Entra nelle Forze Armate nel 1960, poco dopo l’indipendenza del Paese. Distintosi per le sue qualità e per la spiccata inclinazione alla vita militare, nel 1968 prende parte al colpo di stato militare che porta al potere Marien Ngouabi e nel dicembre dell’anno successivo esordisce in politica fondando il Pct (Partito Congolese dei Lavoratori). Chiamato a dirigere l’apparato di sicurezza, nel 1975, all’età di 32 anni, viene nominato Ministro della Difesa. Dopo l’assassinio di Ngouabi, avvenuto nel marzo del 1977, Nguesso gioca un ruolo chiave nel mantenere il controllo del Paese, tanto che dopo l’ascesa al potere di Joachim Yhombi-Opango viene nominato vice-presidente del Comitato Militare di Partito e promosso al grado di colonnello. Nel 1979 la consacrazione: in gennaio, accusato di corruzione, Yhomby-Opango lascia, e l’8 febbraio Nguesso viene nominato presidente del Pct e scelto dal Cmp a guida del paese.
 
Denis Sassou-Nguesso alle Nazioni UniteLa transizione. Pur essendo considerato un rigido militare non incline ai cambiamenti, Nguesso passa da una visione marxista dello stato ad una più moderata politica filo-occidentale. Nel 1982 mette in piedi un piano quinquennale di sviluppo, che viene però ostacolato dalla simultanea discesa del prezzo del petrolio (il Congo è paese produttore) e dal crollo del dollaro. Per salvare il paese dalla bancarotta, Nguesso negozia un prestito con il Fondo Monetario Internazionale e apre le porte ai paesi stranieri, agevolando gli investimenti di Stati Uniti e Francia e mantenendo ottimi rapporti con
l’Unione Sovietica di Breznev. Rieletto presidente, nel 1986 viene chiamato a dirigere l’Oua e la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Centrale (Cesac).  Con il crollo dei governi comunisti e
sotto la pressione della comunità internazionale, Nguesso favorisce l’apertura alla democrazia, al multipartitismo e alla liberalizzazione delle imprese statali. Il 25 febbraio del 1991 convoca una Conferenza Nazionale e fissa la data delle elezioni presidenziali al 2 giugno dell’anno successivo. Candidato alla sua stessa successione, Nguesso viene però sconfitto al primo turno e al ballottaggio appoggia Pascal Lissouba, che con il 61 percento dei voti diventa il nuovo presidente.
 
La guerra civile. Sfortunatamente rapporti tra i due uomini politici si deteriorano presto, e tra il 1992 ed il 1997 il paese viene sconvolto dalla guerra civile, costata la vita a migliaia di persone. Per sfuggire alla morte, Nguesso si ritira in Francia, dove trascorrerà due anni. Dopo aver deciso di partecipare alle elezioni del luglio 1997, rientra in patria e grazie all’intervento delle milizie a lui fedeli e all’appoggio dell’Angola, il 14 ottobre entra da vincitore a Brazzaville e poco dopo viene dichiarato presidente. Dopo la fuga di Lissouba dal paese e l’approvazione della nuova Costituzione, che garantisce al capo dello stato un mandato di sette anni, il 10 marzo del 2002 Nguesso vince le elezioni con il 90 percento delle preferenze.
 
Nguesso con il presidente francese Jacques ChiracI problemi interni. L’elezione di Nguesso a presidente dell’Ua non deve però far dimenticare i problemi interni del Congo-Brazzaville, tra cui la difficile situazione nella regione del Pool, teatro di una seconda guerra civile che è costata la vita a migliaia di persone. L’insicurezza nella regione è ancora diffusa, come confermano la Croce Rossa Internazionale e Medici Senza Frontiere che, dopo essere stati bersaglio di attacchi da parte di gruppi armati, hanno deciso di ritirare parte dei loro operatori. Durante il conflitto, la regione di Pool è stata la principale roccaforte dei guerriglieri antigovernativi ‘Ninja’ guidati da Pasteur Ntubi, che malgrado la firma della pace non sono stati ancora disarmati e si danno a frequenti razzie nei confronti della popolazione civile.
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Congo Brazzaville