Nigeria
Il
23, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione negli uffici
della compagnia petrolifera Agip a Port Harcourt, nella regione del
delta del Niger.
L’attacco ha provocato 9 vittime, tra cui
un civile, e al momento non è stato rivendicato. Nelle ultime
settimane in Nigeria si sono moltiplicati gli attacchi dei gruppi
ribelli contro impianti petroliferi e dipendenti delle compagnie del
settore.
Repubblica Democratica del Congo

Il
19, un
gruppo di fuoriusciti dell'esercito legati al generale defezionista
Laurent Nkunda ha sferrato un attacco alla città di Rushturu,
nella regione del Kivu, costringendo residenti e soldati
dell'esercito regolare a fuggire e lasciare in mano ai disertori
altri cinque centri abitati della zona.
Gli scontri avrebbero provocato la morte di almeno 23 persone, 21 disertori e 2
soldati governativi, mentre sarebbero migliaia gli sfollati. A
séguito dell’invio di rinforzi da parte delle Nazioni Unite
e del governo, la zona è rientrata sotto il controllo
dell’esercito congolese dopo tre giorni di combattimenti. Il
23,
8 caschi blu guatemaltechi sono stati uccisi e 14 sono rimasti
feriti durante un'operazione contro i ribelli ugandesi del Lra
(
Lord’s Resistance Army) nel Congo nord-orientale, nei
pressi del confine con il Sudan. L'Onu ha nella Repubblica
Democratica del Congo il maggior contingente di pace del mondo, circa
16 mila uomini, e nei mesi scorsi ha lanciato diverse operazioni per
stroncare la resistenza dei ribelli e delle milizie nell'est del
Paese.
Burundi
Il
19, nel corso di un attacco
attribuito dall’esercito ai ribelli Hutu delle Forze Nazionali di
Liberazione (Fnl),
5 civili sono morti e 3 sono rimasti
feriti. L’attacco sarebbe avvenuto vicino alla località di
Isale, nel distretto di Bujumbura Rural, l’unica zona di azione
delle Fnl. La guerra civile burundese dura dal 1993 e ha provocato la
morte di più di 300 mila persone. Le Fnl sono l’unico gruppo
ribelle a non essere entrato nel processo di pace.
Kashmir
indiano
Il
19, 6 civili musulmani e 4 uomini delle forze
di sicurezza sono rimasti feriti in due diversi episodi di violenza.
Tra il
23 e il
25, 4 ribelli musulmani sono stati uccisi
dall’esercito indiano nel distretto meridionale di Udhampur e
in quello settentrionale di Kupwara. Il
25,
un soldato e un
militante sono morti in uno scontro vicino alla città di
Tral. Il Kashmir indiano è conteso da India e Pakistan da
mezzo secolo e dal 1989 sono giornalieri gli scontri tra ribelli
islamici e soldati indiani.
Nepal
Il
21, durante
la notte almeno
23 persone, 6 uomini delle forze di sicurezza e 17
ribelli maoisti, sono morte in uno scontro nel sud-ovest del
Nepal. Il
22,
un candidato alle elezioni amministrative
è stato ucciso nella città meridionale di
Janakpur. L’assassinio di Bijaya Lal Das, membro del partito NSP
che supporta il re Gyanendra, è stato attribuito dalla polizia
ai maoisti.Il
26,
almeno 8 persone sono rimaste uccise in
scontri fra soldati e maoisti nel sud-ovest. Diverse altre hanno
riportato ferite nel combattimento che si è consumato nella
città di Nepalganj, dopo che i ribelli hanno attaccato i posti
di blocco della polizia. Negli ultimi giorni, nella capitale
Kathmandu, si sono vissuti momenti di grande tensione. Venerdì
20 il re ha imposto il
coprifuoco totale, ma ciò
non ha scoraggiato migliaia di sostenitori dell’opposizione che da
sabato hanno organizzato manifestazioni di protesta nel centro della
città. Durante le marce si sono verificati scontri tra
dimostranti e polizia che hanno portato a
centinaia di arresti.
L’opposizione chiede la fine della monarchia assoluta e contesta le
elezioni amministrative programmate per l’8 febbraio. Intanto gli
scontri tra ribelli maoisti ed esercito sono aumentati fuori dalla
valle di Kathmandu, dopo che i ribelli hanno messo fine alla tregua
unilaterale proclamata quattro mesi fa.
India
Il
22,
in vista del giorno della Repubblica (26 gennaio),
oltre 30
persone sono rimaste ferite in nove esplosioni e attacchi con
granate ad opera dei ribelli del Fronte unito per la liberazione
dell’Assam. Il
23,
2 poliziotti sono stati uccisi e
altre 11 persone sono rimaste ferite sempre nello stato orientale
dell’Assam dopo che i ribelli hanno attaccato una pattuglia delle
forze dell’ordine. Lo stesso giorno,
17 persone, tra le quali 6
poliziotti, sono rimaste ferite in attacchi con granate nella
capitale dell’Assam, Guwahati.Il
25,
4 poliziotti sono
rimasti feriti nello stato orientale del Bihar dopo l’attacco
dei ribelli maoisti.
Un altro poliziotto ha riportato ferite
dopo uno scontro con i ribelli nel vicino stato del Jharkhand.
Sri
Lanka
Il 21, 2 persone sono morte e un poliziotto è rimasto
ferito in seguito al lancio di una granata a Chettikulam. Secondo
la polizia le vittime erano due attentatori, mente il sito internet
Tamilnet ritene fossero civili uccisi a colpi d'arma da fuoco proprio
dalla polizia in risposta alla granata.
Il 24, 2 civili tamil, tra
i quali un giornalista, sono stati uccisi in due differenti
agguati nella città orientale di Trincomalee. Lo stesso giorno
nella capitale Colombo si sono verificate cinque esplosioni che però
non hanno causato vittime. L’inviato norvegese Erik Solheim ha
parlato con i ribelli delle Tigri tamil e con il presidente Mahinda
Rajapakse ed è riuscito a fissare un incontro tra le due parti
in conflitto per febbraio a Ginevra. Dopo le elezioni presidenziali
di novembre, nel nord e nell’est le violenze sono aumentate e per
evitare il ritorno alla guerra civile si sta cercando di far
ripartire i negoziati di pace con la mediazione della Norvegia.
Colombia

Il
21 circa 2.600 paramilitari colombiani
hanno partecipato a una
cerimonia per il disarmo a nord-ovest
di Bogotà. I membri dell’Unione per la difesa del paese
(Auc) hanno consegnato le armi, ma i gruppi per i diritti umani
temono che in questo modo non vengano puniti per le atrocità
commesse in passato. Secondo i termini di un controverso processo di
pace iniziato nel 2003, chi ha commesso crimini, ma decide di
arrendersi può ottenere condizioni ridotte di prigionia. Il
22, alcuni uomini politici colombiani, rapiti dai ribelli
marxisti delle Farc nel 2002, hanno chiesto al presidente venezuelano
Hugo Chavez tramite un video di aiutarli a essere rilasciati. Il
video, realizzato dai ribelli e trasmesso dalla televisione
colombiana, è la prima prova che i sequestrati sono ancora
vivi. "Vista l'indifferenza del governo e delle Farc
nell'assicurarci il ritorno in libertà", i rapiti hanno
chiesto asilo politico a Chavez che in passato è stato
accusato di sostenere i guerriglieri colombiani.
Haiti
Il
20,
quattro persone sono stati uccise a Cité
Soleil, una baraccopoli nella periferia della capitale
Port-au-Prince.
Israele e Palestina
Il
19,
15
persone sono rimaste ferite a Tel Aviv, in un attentato kamikaze
vicino alla vecchia stazione degli autobus. Morto l’attentatore. Il
21,
un giovane palestinese è stato ucciso e 2
sono rimasti feriti da colpi sparati da soldati israeliani, nel nord
della Striscia di Gaza. Il
24,
un giovane palestinese è
stato ucciso nella notte da militari israeliani nel villaggio
cisgiordano di al-Meghayer.
Un palestinese è rimasto ucciso
a Nablus durante un diverbio con attivisti delle Brigate dei Martiri
di al Aqsa.
Pakistan
Il
21,
9 civili sono
stati uccisi e 4 soldati sono rimasti feriti in scontri tra
l’esercito pachistano e i ribelli baluci a Dera Bugti.
Il
25,
una mina ha fatto saltare in aria un minibus nel distretto di Dera
Bugti, nel Balucistan, una regione occidentale del Pakistan,
uccidendo 6 passeggeri tra cui 3 bambini.
Cecenia
Il
25
un leader dei ribelli,
Rustam Sultanov, è stato ucciso
dalle forze di sicurezza cecene a Grozny.Il
21,
5 soldati
russi sono stati uccisi nel corso di scontri con i ribelli.Il
19
un leader religioso wahhabita,
Supian Abdulayev, e due suoi
collaboratori sono stati uccisi in un’operazione speciale delle
forze di sicurezza ad Agishty, nella provincia di Vedeno, mentre
2
soldati ceceni sono morti in scontri con i guerriglieri, secondo
fonti dei ribelli.