24/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo un lungo braccio di ferro pre-elettorale, al Fatah chiede il voto ai palestinesi
Scritto per noi da
Milena Nebbia*
 
Ramallah-Marwan Barghouti, braccia in alto e polsi ammanettati, non arringa la folla, non partecipa alla frenesia degli ultimi giorni di campagna elettorale, è nelle carceri israeliane dove sconta una condanna a cinque ergastoli, ma la sua immagine nei manifesti è ovunque a tappezzare la città che rimane la roccaforte di al Fatah in Palestina. É sul suo prestigio, sulla presa che ha tra le nuove generazioni, che il partito di Abu Mazen - erede di Arafat - punta per una riscossa. La campagna del partito si basa sulla lotta contro l'occupazione, contro il muro di separazione, contro la colonizzazione e per la costituzione di uno stato palestinese indipendente nel contesto di una soluzione pacifica.
  La moglie di Marwan Barghouti in una conferenza stampa
La frattura di Fatah. Nonostante i larghi consensi di Barghouti, il momento per Fatah è molto delicato: dalla morte di Arafat si sta giocando all'interno del partito una strenua lotta tra la generazione degli ex esuli dell'Olp, che fa capo al presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, e la nuova generazione di attivisti, cresciuti durante la prima intifada e che si riconoscono in Barghouti. Si dice che Abu Mazen, dopo aver parzialmente annullato le primarie di Fatah, in cui i giovani candidati avevano sonoramente sconfitto la vecchia guardia, abbia giocato la carta dell'anarchia nella Striscia di Gaza,  cercando di ottenere il rinvio delle elezioni. Gli episodi di violenza delle ultime settimane, i ripetuti rapimenti e l'abbattimento del muro al confine di Rafah, pare abbiano visto come protagonisti proprio militanti del partito di Fatah. Lo stesso Abu Mazen in varie occasioni ha affermato di non poter garantire il corretto svolgimento delle elezioni a causa della debolezza delle forze di polizia palestinesi.
 
Vignetta da un blog: Soldato: "Il nuovo presidente palestinese è un moderato"L’opportunità di Hamas. Chi naturalmente spera di raccogliere i frutti delle faide interne ad Al Fatah è il movimento islamico Hamas, che si e' presentato per la prima volta alle elezioni e lo ha fatto con una strategia che sembra vincente tra la gente: una disciplina etica e militare senza eccessi puntando su persone irreprensibili e stimate, spesso estranee al movimento. Il vicecapolista di Hamas, Abu Tutir, in una conferenza stampa ha esposto la nuova piattaforma politica del gruppo islamico, che prefigura un cambiamento di strategia rispetto al passato, cioè la cancellazione dallo statuto dell'organizzazione della clausola riguardante la distruzione dello stato d'Israele, rimpiazzata dal generico supporto alla resistenza paestinese. Che, si è affrettato ad aggiungere, non significa necessariamente lotta armata. Alla domanda se Hamas intenderà partecipare ai futuri negoziati di pace, Tutir ha osservato che, se necessario, Hamas saprà negoziare meglio di coloro che negli ultimi dieci anni non sono riusciti ad ottenere nulla. È probabile che, per una definizione della strategia politica, il movimento islamico preferisca però attendere anche le elezioni israeliane del 28 marzo, quando sapranno chi si troverà di fronte, anche in funzione di un possibile negoziato.
 
Poliziotto palestinese in un seggioPrevisioni. Sull'esito del voto, il livello della tensione aumenta con l'avvicinarsi del 25 gennaio: un sondaggio dell'università di Bir Zeit conferma che il distacco nelle intenzioni di voto fra il partito per anni egemone nella politica palestinese e il movimento islamista si è fortemente ridotto. Il 35% dei palestinesi afferma di voler votare per Fatah, il 30% per Hamas. Molti gli indecisi: il 21%, che, sempre secondo il sondaggio, sarebbero tentati al 30% da Hamas e al 24% dal Fatah. Sembra però improbabile che uno dei due grandi contendenti ottenga la maggioranza assoluta in parlamento. Il prossimo governo palestinese sarà molto probabilmente di coalizione:forse tra Fatah e Hamas, forse tra il partito del presidente e il movimento Palestina Indipendente di Mustafa Barghuti (che un anno fa sfidò Abu Mazen alle elezioni presidenziali), cui il sondaggio assegna il 6-7% dei voti, con l'appoggio di uno o più piccoli raggruppamenti. 
 
Categoria: Elezioni, Pace
Luogo: Israele - Palestina
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