24/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Le speranze e i timori degli israeliani per il voto in Palestina
scritto per noi da
Yael Artom
 
 
La prima cosa che si nota nell’atteggiamento degli israeliani verso le elezioni palestinesi è quella che sembrerebbe una forte indifferenza.  Poi, insistendo, parlando, ci si rende conto che non è indifferenza, ma una sorta di fatalismo e disillusione. 
 
una donna palestinese che votaAnni di conflitto e fallimenti del processo di pace hanno amareggiato gli israeliani e li hanno resi diffidenti per quel che riguarda possibili passi avanti.  Insomma, se non vedono non credono. 
Ma c’è anche un’altra componente in questa specie di fatalismo: l’impressione che qualsiasi partito vinca le elezioni palestinesi sarà effettivamente la stessa cosa, nei fatti.  Molti degli israeliani credono che Fatah non abbia possibilità di vincere, e che se anche vincesse la vera vittoria sarebbe comunque di Hamas, il cui militarismo e i cui atteggiamenti intransigenti attirano molti e che sembra avere una presa molto forte sul popolo.  Inoltre, il vero leader di Fatah, Marwan Barguti, è in prigione con una condanna a più di cinquanta ergastoli per atti terroristici e la sua assenza è fortemente sentita dal suo partito.
 
E se vincesse Hamas? Qui le risposte cambiano.  Liat, una ragazza di circa vent’anni mi risponde che se vincesse Hamas le cose cambierebbero, ma solo per un breve periodo.  Secondo lei, Hamas sarebbe costretto ad ammorbidire le proprie posizioni per le  pressioni della comunità internazionale.  Così, Hamas dovrebbe moderare i toni e almeno riconoscere il diritto di Israele ad esistere per il proseguimento del processo di pace.  Ma dopo poco, Hamas perderebbe il proprio appoggio popolare.  “E’ l’immagine forte del guerriero che rende Hamas così popolare.  Se Hamas dovesse ammorbidirsi, qualcuno prenderà il suo posto nel consenso del popolo palestinesi.  Le idee di compromesso che hanno gli israeliani e le idee di compromesso che hanno i palestinesi sono ancora troppo lontane”.
 
marwan barghutiRan invece pensa che, se Hamas vincesse, Gaza si trasformerebbe in una seconda Iran.  Secondo lui, Hamas non si piegherebbe alle pressioni della comunità internazionale, e sostituirebbe i finanziamenti americani e della comunità europea con finanziamenti siriani e iraniani.  Daniel gli da parzialmente ragione, ma pensa che tutto sommato forse la vittoria di Hamas non sarebbe così negativa.  “Almeno si potrebbe trattare con qualcuno che ha davvero il controllo su ciò che succede nei territori”.
Quasi tutti credono che qualche broglio elettorale ci sarà, e che qualche lite ci sarà, ma che alla fine la situazione si potrà stabilizzare. 
C’è quasi ostentazione nell’atteggiamento di pessimismo di coloro ai quali ho parlato, come un bambino che ha imparato che Babbo Natale non esiste, e insiste a ripeterlo a tutti più volte.  E’ un atteggiamento comprensibile dopo tutti gli anni di fallimento del processo di pace e sfiducia nella buona fede o forza della classe politica palestinese.  Starà ai palestinesi e ai loro leader dimostrare che questa volta c’è una ragione per crederci.
Categoria: Elezioni, Guerra
Luogo: Israele - Palestina
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