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Mancano solo quattro mesi alle
prime elezioni del dopoguerra e nell’est del Congo continuano gli scontri. Nel
fine settimana gli ormai famosi “dissidenti” del colonnello Laurent Nkunda sono
tornati a colpire in Kivu, occupando sei centri attorno alla città di Rushturu
e scontrandosi con i caschi blu della Monuc (la missione Onu nel paese). Tre
giorni di pesanti combattimenti che lasciano in eredità almeno 50mila sfollati,
mentre nel nord del Paese otto caschi blu muoiono in scontri con i ribelli
ugandesi. Un quadro preoccupante, che rischia di ritardare ancora il processo
elettorale.
La questione ruandese. Il problema dei “dissidenti” è legato al
sostegno che si sospetta abbiano dai paesi confinanti. “Non è un mistero che
gli uomini di Nkunda siano vicini al Ruanda”, riferisce una fonte missionaria
a
PeaceReporter, “nell’ultimo attacco
sembra abbiano usato anche l’artiglieria pesante trasportata via elicottero fino
a Rushturu”. Un’organizzazione logistica che i “dissidenti” possono ricevere solo
da un esercito regolare. Senza contare i lunghi mesi trascorsi da Nkunda in
Ruanda, dopo la fallita offensiva del 2004, e la fuga dei suoi uomini oltre
confine. Una tattica più volte utilizzata che impedisce all’esercito congolese
di risolvere la questione una volta per tutte. Stavolta però i “dissidenti”
sarebbero andati oltre, nascondendosi tra gli sfollati che hanno abbandonato la
zona. Circa 7mila avrebbero trovato rifugio in Uganda; tra questi, le autorità
ugandesi avrebbero scoperto 36 uomini armati, subito consegnati all’esercito
congolese secondo la Reuters.
Il
problema elezioni. Da Kinshasa le autorità continuano a sostenere che
in aprile le elezioni si svolgeranno regolarmente. Dopo l’approvazione della
nuova Costituzione e i miliardi spesi per mantenere la Monuc, è impensabile “bucare”
la data delle elezioni, che sono state già ritardate di un anno (si sarebbero
dovute svolgere a giugno 2005). Una loro cancellazione o un altro slittamento
significherebbero il fallimento del processo di pace. Ma è altrettanto sicuro
che il risultato delle consultazioni verrebbe influenzato dai continui scontri
nell’est. Organizzare le elezioni in una regione dove ogni mese migliaia di
persone fuggono dagli scontri sarà un’impresa veramente difficile. Matteo Fagotto