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E’ come centocinquanta anni fa, nel Far West americano. Clandestini messicani,
gringos statunitensi che aiutano la polizia ad acciuffarli, sceriffi di contee dimenticate
da Dio che ti sbattono in galera per un nonnulla. Storie di ogni giorno negli
Usa: si stima che ogni anno almeno 400mila persone riescano ad attraversare il
confine illegalmente. Ma da qualche anno ci sono anche decine di volontari di
buon cuore, che cercano di dare un primo soccorso agli aspiranti immigrati, esausti
dopo aver attraversato il deserto a piedi. Un problema di ogni giorno: solo negli
ultimi 12 mesi 280 di loro sono morti mentre tentavano l’impresa. Ora però, due
di questi volontari sono accusati di aver aiutato un gruppo di clandestini a passare
la frontiera. Di più: di aver complottato in tal senso. Per questi due reati rischiano
fino a 15 anni di carcere.
Il salvataggio. Era un tipico giorno d’estate in Arizona, lo scorso 9 luglio: sole a picco e
39 gradi all’ombra, poliziotti impegnati nell’impossibile compito di sorvegliare
lo sterminato confine meridionale degli States, messicani spossati da una traversata
durata giorni. Per otto di loro, la salvezza arrivò incontrando Daniel Strauss
e Shanti Shellz, due giovani volontari dell’associazione No More Deaths. Cinque
dei messicani, pur distrutti dalla traversata, avevano semplicemente bisogno di
acqua, cibo e un po’ di riposo. Ma gli altri tre erano messi peggio: erano seriamente
disidratati e vomitavano in continuazione, dopo aver bevuto l’acqua di un abbeveratoio
per il bestiame. Avevano bisogno di cure urgenti: i due volontari, dopo averli
portati al loro accampamento, telefonarono all’ospedale di Tucson, a 90 chilometri
di distanza. Parlarono con un’infermiera, le descrissero le condizioni dei tre
uomini, e assieme decisero che era meglio portarli a Tucson. Ma sulla strada furono
fermati dalla polizia di frontiera.
Un problema sentito. Se la sfortuna dei due giovani è stata quella di incontrare poliziotti un po’
troppo solerti, il problema dell’immigrazione negli Usa è di stretta attualità.
Lungo il confine messicano operano anche i volontari di due gruppi anti-immigrazione,
i Minutemen e l’American Patrol, che aiutano la polizia a intercettare i clandestini.
Lo scorso dicembre la Camera dei rappresentanti ha approvato una proposta di legge
che prevede la costruzione di una rete lungo tutti i 3.100 chilometri del confine
tra i due Paesi, ma soprattutto renderebbe l’ingresso clandestino negli Stati
Uniti, e la permanenza senza documenti validi, un reato penale. Stessa sorte sarebbe
riservata all’assistenza ai clandestini. Se passasse definitivamente, il provvedimento
metterebbe in pratica fuorilegge l’intera organizzazione No More Deaths. La legge
Sensenbrenner, dal nome del deputato che l’ha redatta, probabilmente non sarà
approvata dal Senato. Ma è già stata fonte di tensioni con il Messico. Il presidente
Fox l’ha definita “vergognosa”, definendo gli immigrati “eroi” che troveranno
comunque il modo di passare il confine. Uno di loro, un ragazzo di 18 anni, non
ce l’ha fatta. E’ stato ucciso il 30 dicembre scorso da un poliziotto statunitense,
mentre tentava di oltrepassare la frontiera vicino a San Diego.Alessandro Ursic