20/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Clima surreale nella capitale haitiana, fra violenze e voglia di normalità
Con l'avvicinarsi delle elezioni politiche, già rinviate il mese scorso, cresce la violenza. Quattro persone, ieri, sono stati uccise a Cité Soleil, una baraccopoli nella periferia di Port-au-Prince.
 
Haiti è uno dei paesi più poveri del mondo. Sicuramente il più povero del continente latinoamericano. Il suo primato è insidiato solo dalla Bolivia del neopresidente Evo Morales.
Per quasi tutta la sua lunga storia Haiti è stata sotto il pugno di ferro delle dittature e adesso è alla ricerca di una via di uscita da questa situazione. Ogni despota, da Papa Doc al figlio Baby Doc fino ad arrivare a Jean Bertrande Aristide, ultimo in ordine di tempo, si è servito delle bande di delinquenti che imperversano nei quartieri poveri, come Citè Soleil e Citè Militare, per tessere la strategia del terrore che meglio lo rappresentava.
 
La situazione haitianaLa situazione. La situazione negli ultimi mesi però è andata via via peggiorando. Gli uomini della Missione di Stabilizzazione delle Nazioni Unite, la Minustah, non sono stati in grado negli ultimi due anni di riportare la situazione sociale sotto il controllo delle autorità provvisorie haitiane. Anzi, la loro presenza è sempre stata vista come ingombrante e il più delle volte ostacolo alla pace sociale, come avviene frequentemente nella bidonville di Citè Soleil, la peggiore baraccopoli che la capitale Port au Prince possa ospitare: quasi trecentomila persone vivono al suo interno. “Non possiamo fare nulla –raccontano alcune suore che vivono nella capitale haitiana- anche noi abbiamo molta paura perché qui si sentono in continuazione spari, sia di giorno che di notte”.
E la situazione non tende a migliorare. “Qui stiamo passando dei giorni terribili”, racconta Francesco Fantoli, giornalista, dalla capitale Port au Prince, mentre con una troupe francese tenta di registrare un servizio, guardato a vista da alcuni uomini haitiani che si occupano della loro sicurezza. “la situazione è di una violenza inaudita, ci sono decine di casi di sequestri tutti i giorni. E riguardano anche gente non abbiente”.
 
L'istituto dove è stata rapita la gioven quindicenne (foto A.Grandi/peacereporter.net)Ordine del giorno: paura. Ma se all’ordine del giorno ci sono decine di sequestri, la preoccupazione maggiore è data dagli omicidi che insanguinano la capitale. “Insieme ai due giordani della Minustah hanno ucciso anche un agente della polizia di Stato. E’ una situazione assolutamente pazzesca. Ci sono intere zone della capitale che sono fuori dal controllo dei caschi blu delle Nazioni Unite” dice ancora Fantoli. Come se non bastassero tutte le violenze che sono costretti a subire quotidianamente, i cittadini di Port au Prince devono vedersela con la peggiore delle guerre: quella fra poveri.
“Ieri mattina davanti all’istituto salesiano Don Bosco, gestito dalle suore della missione, hanno rapito una ragazza di 15 anni davanti agli occhi di tutti, e alla disperazione delle suore” racconta Fantoli. “Loro continuano a denunciare la condizione di assoluta insicurezza dell’istituto, dove fra l’altro due settimane fa, alle otto del mattino, durante la consueta preghiera cristiana, una pallottola sparata da alcuni delinquenti delle gang che tengono in scacco la zona è entrata nel cortile della scuola e ha colpito al collo una bambina di 8 anni, lasciandola paralizzata a vita. Viviamo in uno stato di assoluta paura e pericolosità, che va al di là dell’immaginabile”
 
Uomini della MinustahElezioni.La situazione è fuori controllo perché i rapimenti avvengono anche nei quartieri bene di Petion Ville - il quartiere di lusso della capitale haitiana, che fino ad oggi era stato risparmiato dalle violenze- alla luce del giorno, per cui non si capisce bene dove si arriverà. In tutto questo però c’è l’apparente sicurezza che le elezioni del prossimo 7 febbraio si terranno davvero. Da questo punto di vista il comitato elettorale organizzatore e le Nazioni Unite sembrano confermare tutto. Sono state distribuite circa 2 milioni e 600mila schede elettorali su tre milioni e mezzo. In che condizioni si faranno queste elezioni, però, è tutto da verificare, e soprattutto con quale credibilità, anche alla luce del suicidio del capo missione Onu avvenuto qualche giorno fa.”

Alessandro Grandi

Articoli correlati:
10/01/2006 Il futuro che non arriva: Haiti, spostate le elezioni. Si indaga sulla morte del generale Bacellar
22/12/2005 Senza via d'uscita: La situazione sociale ad Haiti è al collasso. Ancora una volta attaccata la Minustah
28/10/2005 Tempeste tropicali: La natura non dà tregua ai paesi dei Caraibi. Ecco la tempesta Alpha
12/02/2005 Artigiano....in fiera: Molti lavoratori si improvvisano artisti. Per sopravvivere
05/01/2005 L'inferno in paradiso: Viaggio a Port au Paix, Haiti del nord, dove il tutto e il niente si confondono
25/12/2004 La missione di Anna: Da cinquant’anni aiuta i bambini di strada. E ha conosciuto tutti i potenti dell'isola
09/12/2004 Sei mesi per la pace: Gli Stati Uniti appoggiano Haiti, ma all'arrivo di Powell si scatena la violenza
02/12/2004 Il rubino di Haiti: Un gioiello nei dintorni di Port au Prince. Petionville, regno dei bianchi ricchi.
16/11/2004 Emergenza acqua: Nonostante il passaggio dell'uragano Jeanne, ad Haiti si soffre la sete
15/11/2004 Il vudu profonda religiosità africana: Una tradizione tramandata da generazioni. Dall'Africa ad Haiti, sulla rotta degli schiavi.
11/11/2004 L'infanzia rubata: Storia di Andreè, ragazzo paraplegico per le strade di Port de Paix
09/11/2004 Quattro angeli a Port au Paix: Baraccopoli di Port de Paix. Volontari italiani aiutano la popolazione e costruiscono una nuova scuola
27/10/2004 Operazione Baghdad: Le decapitazioni sono macabre affinità fra la guerriglia irachena e le bande pro Aristide ad Haiti.
29/05/2004 Acqua assassina: Migliaia le vittime dell'alluvione avvenuto al confine tra Haiti e la Repubblica Dominicana
02/03/2004 I ribelli di Guy Philippe nella capitale: Sono entrati ieri a Port-au- Prince senza spargimento di sangue
La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità