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La situazione. La situazione negli ultimi mesi però è andata via via peggiorando. Gli uomini
della Missione di Stabilizzazione delle Nazioni Unite, la Minustah, non sono stati
in grado negli ultimi due anni di riportare la situazione sociale sotto il controllo
delle autorità provvisorie haitiane. Anzi, la loro presenza è sempre stata vista
come ingombrante e il più delle volte ostacolo alla pace sociale, come avviene
frequentemente nella bidonville di Citè Soleil, la peggiore baraccopoli che la
capitale Port au Prince possa ospitare: quasi trecentomila persone vivono al suo
interno. “Non possiamo fare nulla –raccontano alcune suore che vivono nella capitale
haitiana- anche noi abbiamo molta paura perché qui si sentono in continuazione
spari, sia di giorno che di notte”.
Ordine del giorno: paura. Ma se all’ordine del giorno ci sono decine di sequestri, la preoccupazione maggiore
è data dagli omicidi che insanguinano la capitale. “Insieme ai due giordani della
Minustah hanno ucciso anche un agente della polizia di Stato. E’ una situazione
assolutamente pazzesca. Ci sono intere zone della capitale che sono fuori dal
controllo dei caschi blu delle Nazioni Unite” dice ancora Fantoli. Come se non
bastassero tutte le violenze che sono costretti a subire quotidianamente, i cittadini
di Port au Prince devono vedersela con la peggiore delle guerre: quella fra poveri.
Elezioni.“La situazione è fuori controllo perché i rapimenti avvengono anche nei quartieri
bene di Petion Ville - il quartiere di lusso della capitale haitiana, che fino
ad oggi era stato risparmiato dalle violenze- alla luce del giorno, per cui non
si capisce bene dove si arriverà. In tutto questo però c’è l’apparente sicurezza
che le elezioni del prossimo 7 febbraio si terranno davvero. Da questo punto di
vista il comitato elettorale organizzatore e le Nazioni Unite sembrano confermare
tutto. Sono state distribuite circa 2 milioni e 600mila schede elettorali su tre
milioni e mezzo. In che condizioni si faranno queste elezioni, però, è tutto da
verificare, e soprattutto con quale credibilità, anche alla luce del suicidio
del capo missione Onu avvenuto qualche giorno fa.”Alessandro Grandi