Somalia
L’11 scontri avvenuti nelle regioni di Mudug e Galgudud,
nel centro della Somalia,
tra la fazione Sa'ad e
quella Suleman, entrambe appartenenti al clan Habar Gidir, avrebbero
fatto almeno 15 morti e oltre 30 feriti. Già da tempo le
due fazioni in questione stanno combattendo per il controllo delle
suddette regioni.
Il 16, a seguito di aspri combattimenti a Kismayo, città
nella Somalia meridionale, sarebbero rimaste uccise 5 persone.
Secondo quanto riferito da un testimone, il violento scontro sarebbe
avvenuto tra due membri della milizia della Juba Valley Alliance
(JVA). La Somalia sta faticosamente tentando di uscire da una guerra
civile durata 14 anni.
Costa
d’Avorio
Il 18, 4 persone hanno perso la vita a
Guiglo, nella Costa d'Avorio occidentale, negli incidenti scoppiati
fra manifestanti del partito del presidente Gbagbo (Fpi, Fronte
Patriottico Ivoriano) e i caschi blu dell'Onuci, la missione Onu nel
paese. Lo ha reso noto un ufficiale delle Forze Armate nazionali. Il
personale dell'Onu di stanza alla base di Guiglo, circa trecento
persone, ha evacuato la zona.
Repubblica Democratica del Congo
Il 19 fonti militari hanno riferito di
un'operazione congiunta, lanciata dall'esercito congolese e dal
contingente Onu della Monuc, contro le milizie attive nella provincia
dell'Ituri. Il bilancio degli scontri sarebbe di 37 morti tra i
ribelli e 3 vittime tra i soldati congolesi. Dal 2003 ad oggi,
l'esercito congolese sostiene di avere disarmato, con l'aiuto della
Monuc, oltre 15 mila miliziani.
Kashmir indiano
Il
14, 3
membri di un gruppo ribelle pachistano sono stati uccisi dai
soldati indiani nel distretto meridionale di Poonch.
Il 15, un militante del
gruppo islamico Hizbul Mujahideen è stato ucciso dai
soldati indiani, mentre un imprenditore ha perso la vita in
seguito a un attacco di presunti ribelli nel distretto di Anantnag.
Il 16, 2 membri del partito
comunista filo-indiano sono stati uccisi da ribelli islamici,
mentre 5 altri militanti hanno perso la vita in due scontri
con i soldati indiani.
Il 19, 5 civili musulmani e 2
soldati indiani sono rimasti feriti in uno scontro con militanti
islamici nel distretto settentrionale di Kupwara.
Il Kashmir indiano è conteso da
India e Pakistan da mezzo secolo e dal 1989 sono giornalieri gli
scontri tra ribelli islamici e soldati indiani.
Nepal
Il 12, almeno 3
poliziotti e un civile sono rimasti feriti nel sud-ovest del
Nepal, dopo un attacco dei ribelli maoisti. Non si hanno notizie
invece di feriti tra i guerriglieri che hanno attaccato una stazione
della polizia a Dhanagadhi, circa 600 chilometri dalla capitale
Kathmandu.
Il 14, 16 ribelli maoisti e
un soldato sono rimasti uccisi in scontri nel distretto centrale di
Syangja. Lo stesso giorno altri due episodi sanguinosi: almeno
12 poliziotti sono stati uccisi dopo che i ribelli hanno
attaccato due stazioni della polizia nei dintorni di Kathmandu.
Dal primo gennaio le violenze sono
aumentate in Nepal, paese afflitto dalla guerra tra ribelli maoisti
ed esercito governativo dal 1996. Intanto continuano le
manifestazioni contro il re e la repressione dei dissidenti politici.
Sri Lanka
Il 12, almeno
9 uomini della marina cingalese sono rimasti uccisi in
un’esplosione vicino alla città di Vavuniya, nel nord del
Paese.
Il 16, 3 donne di una
famiglia che supporta i ribelli delle Tigri tamil sono state uccise
da alcuni uomini armati non identificati.
Il 17, 2 civili sono morti in
uno scontro tra l'esercito e presunti ribelli a Trincomalee,
nordest del Paese. Una fonte dell'esercito ha dichiarato che i
soldati sono intervenuti dopo che i ribelli hanno attaccato un
autobus che trasportava uomini della marina cingalese. Dodici di
questi sono rimasti feriti nell'esplosione seguita all'attentato.
Dall’elezione del nuovo presidente
Mahinda Rajapakse lo scorso novembre, la tensione è cresciuta
in Sri Lanka e si teme il ritorno alla guerra civile che a partire
dai primi anni Ottanta ha causato oltre 60mila vittime.
Israele
e Palestina
Il
15, una donna palestinese e suo figlio sono stati uccisi da soldati
israeliani nel corso di un’operazione notturna nel villaggio di
Rujeb in Cisgiordania settentrionale, ferite altre 3
persone.
Haiti
Il 12 almeno 24 immigrati clandestini haitiani sono morti soffocati in
un camion che trasportava una sessantina di persone dal confine
haitiano verso la Repubblica Dominicana.
Il 16 i soldati della Minustah, hanno sparato sulla folla durante gli
incidenti scoppiati al confine con la Repubblica Dominicana. Secondo il
Generale Ramirez, capo delle forze armate dominicane, sarebbero 2 i
morti causati dagli scontri
Il 17 un casco blu giordano è stato ucciso durante uno scontro armato
nei pressi della baraccopoli di Cite Soleil a Port-au-Prince.
Il 18 2 soldati della Minustah, la missione di pace delle Nazioni
Unite, hanno perso la vita durante un violento scontro a fuoco mentre
erano di pattuglia a Citè Soleil, uno dei più pericolosi sobborghi di
Port au Prince, capitale di Haiti. I due militari, di origine giordana,
insieme ad un terzo commilitone, sarebbero stati attaccati da una delle
numerose bande armate che imperversano in città. Sempre il 18 il governo
dominicano ha ordinato il rimpatrio per 415 haitiani sprovvisti di
documenti.
Colombia
Secondo uno studio publicato il 12 e condotto dal governo colombiano, a Bogotà vive il 13
per cento dei 'desplazados' di tutto il Paese, ovvero 227 mila su un
totale di 1.700 mila. E ogni giorno affluiscono in città in media venti
nuove famiglie di disperati, fuggiti dai loro villaggi a causa della
guerra e destinati a vivere in città senza alloggio, senza lavoro e
senza assistenza. Il dato più sconvolgente è che la metà di loro (oltre
100 mila) è composta da minorenni.