Scritto per noi
da Adriano Seu
L’emittente televisiva United Broadcasting Corp Plc. (Ubc) ha annunciato con
orgoglio che a breve inizieranno le riprese di una innovativa edizione del “Big Brother”, il Grande Fratello tailandese. Le particolarità del reality show sono molte, prima fra tutte il
cast: ci sarà un unico illustre partecipante, ovvero l’attuale Primo Ministro
Thaksin Shinawatra, magnate delle telecomunicazioni. Il canale su cui il reality
sarà ospitato, la Ubc, è una pay tv. Non è di proprietà del premier, ma il governo
tailandese ha permesso alla Tv la messa in onda di spot pubblicitari (prima era
vietato sulle pay tv) in cambio di una linea editoriale più favorevole al governo.
Contrariamente a tutti gli altri reality, la telecamera coglierà solo ciò che
il protagonista vorrà mostrare e non si potrà votare per eliminare l’unico concorrente.
E’ questa l’ultima trovata di Thaksin Shinawatra, chiacchierato Primo Ministro
tailandese, nel tentativo di recuperare parte di quel consenso che col tempo è
andato scemando. L’obiettivo di Shinawatra è quello di portare dalla propria
parte le grandi masse di coltivatori disagiati che vivono nelle zone rurali più
depresse.
La corsa verso il potere. La scelta di ideare un programma televisivo, e per di più un reality, come veicolo
propagandistico sembra perfettamente in linea con lo stile e la storia politica
del personaggio. Quella di Shinawatra è stata una vera e propria corsa verso il
potere: da ex poliziotto, negli anni ottanta si afferma come magnate delle telecomunicazioni
e nel 2001 viene eletto Primo Ministro, a capo di una formazione politica fondata
solo tre anni prima, il Thai Rak Thai. In questi sei anni di governo non sono
mancati gli episodi di violenza, come i massacri di centinaia di manifestanti
ad aprile e ottobre del 2004 o la morte di più di 2.500 persone nell’ambito del
severo programma antidroga promosso nel 2003, così come numerosi sono stati gli
episodi di persecuzione nei confronti della minoranza musulmana che abita la parte
meridionale del Paese. A tutto ciò si aggiunge, ovviamente, un asfissiante controllo
dei mezzi d’informazione, che spesso sono costretti all’autocensura.
Una settimana in tenda. Le accuse più gravi rivolte ultimamente al Primo Ministro riguardano soprattutto
le recenti scelte amministrative, che hanno messo in ginocchio le già povere campagne
tailandesi per favorire massicce opere di urbanizzazione. Con questo reality Shinawatra
proverà a dimostrare a tutti i poveri che lo hanno votato che è davvero in grado
di sradicare la povertà, e per farlo ha così scelto di passare una settimana all’interno
di una tenda allestita nella provincia di Roi Et, una delle regioni più povere
del Paese, segnata da scarsità di cibo e siccità. Centinaia di persone fra operatori
televisivi, tecnici, guardie del corpo e funzionari della Ubc provvederanno ad
organizzare e realizzare il progetto pilota del programma che – assicurano i produttori
– nel caso dovesse avere successo, potrebbe essere riproposto. Ventiquattro ore
su 24 verranno filtrate e mostrate le immagini di Shinawatra a colloquio con i
contadini disagiati della provincia. “Analizzerò i loro problemi in una situazione
assolutamente reale e mostrerò a tutti come si risolvono”, ha dichiarato il Primo
Ministro.
Opinioni a confronto. Sulla realizzazione del programma e sul suo reale scopo, si sono scatenate le
critiche di vari giornali, di parte del mondo accademico e di alcuni membri di
organizzazioni umanitarie. Secondo Ubonrat Siriyuvasak, docente di Comunicazione
all’università Chulalongkorn di Bangkok, “l’unico scopo di Shinawatra è rinfrescare
la propria immagine,recuperare popolarità di fronte ai fallimenti della sua politica.
Shinawatra sta cercando di plasmare il consenso della popolazione rurale”, conclude
Siriyuvasak. Al riguardo, il sociologo Thirayuth Boonmee risulta altrettanto chiaro
quando dichiara come “sia davvero ironico che il Sig. Thaksin abbia perso il
contatto con la realtà proprio attraverso un reality. Risolvere i problemi del
Paese non è un gioco. Non si tratta della versione politica di Fantasia”, ha concluso Boonmee facendo riferimento al celebre musical della Disney. Da
un sondaggio effettuato dalla società di ricerca Abac Poll su un campione di abitanti
di Bangkok, il 20 per cento si è dichiarato interessato al programma, a fronte
di un 29 per cento che ha invece risposto negativamente e un 51 per cento che
non ha voluto esprimere parere. Ma tra le critiche di studiosi e docenti da una
parte e quelle di alcuni giornalisti dall’altra, si inseriscono anche le opinioni
disincantate di alcuni semplici cittadini, su cui il fascino di Shinawatra sembra
aver colto nel segno. “Può essere un ottimo modo di promuovere se stesso e la
propria immagine, mostrando alla povera gente quanto duramente lavori per loro”,
ha dichiarato Kaewkaw Chiengmai, proprietario di una piccola bottega nella provincia
natia del Primo Ministro. In tutta tranquillità, Chiengmai ha concluso confessando
che guarderà il reality, “anche se su un altro canale trasmetteranno in contemporanea
una soap opera coreana che mi interessa tanto”.