17/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il primo ministro tailandese ospite di un reality show
Scritto per noi
da Adriano Seu 
 
  Shinawatra tra la folla
L’emittente televisiva United Broadcasting Corp Plc. (Ubc) ha annunciato con orgoglio che a breve inizieranno le riprese di una innovativa edizione del “Big Brother”, il Grande Fratello tailandese.  Le particolarità del reality show sono molte, prima fra tutte il cast: ci sarà un unico illustre partecipante, ovvero l’attuale Primo Ministro Thaksin Shinawatra, magnate delle telecomunicazioni. Il canale su cui il reality sarà ospitato, la Ubc, è una pay tv. Non è di proprietà del premier, ma il governo tailandese ha permesso alla Tv la messa in onda di spot pubblicitari (prima era vietato sulle pay tv) in cambio di una linea editoriale più favorevole al governo.
Contrariamente a tutti gli altri reality, la telecamera coglierà solo ciò che il protagonista vorrà mostrare e non si potrà votare per eliminare l’unico concorrente. E’ questa l’ultima trovata di Thaksin Shinawatra, chiacchierato Primo Ministro tailandese, nel tentativo di recuperare parte di quel consenso che col tempo è andato scemando.  L’obiettivo di Shinawatra è quello di portare dalla propria parte le grandi masse di coltivatori disagiati che vivono nelle zone rurali più depresse.
 
La corsa verso il potere. La scelta di ideare un programma televisivo, e per di più un reality, come veicolo propagandistico sembra perfettamente in linea con lo stile e la storia politica del personaggio. Quella di Shinawatra è stata una vera e propria corsa verso il potere: da ex poliziotto, negli anni ottanta si afferma come magnate delle telecomunicazioni e nel 2001 viene eletto Primo Ministro, a capo di una formazione politica fondata solo tre anni prima, il Thai Rak Thai. In questi sei anni di governo non sono mancati gli episodi di violenza, come i massacri di centinaia di manifestanti ad aprile e ottobre del 2004 o la morte di più di 2.500 persone nell’ambito del severo programma antidroga promosso nel 2003, così come numerosi sono stati gli episodi di persecuzione nei confronti della minoranza musulmana che abita la parte meridionale del Paese. A tutto ciò si aggiunge, ovviamente, un asfissiante controllo dei mezzi d’informazione, che spesso sono costretti all’autocensura.
 
Massacro di Tak BaiUna settimana in tenda. Le accuse più gravi rivolte ultimamente al Primo Ministro riguardano soprattutto le recenti scelte amministrative, che hanno messo in ginocchio le già povere campagne tailandesi per favorire massicce opere di urbanizzazione. Con questo reality Shinawatra proverà a dimostrare  a tutti i poveri che lo hanno votato che è davvero in grado di sradicare la povertà, e per farlo ha così scelto di passare una settimana all’interno di una tenda allestita nella provincia di Roi Et, una delle regioni più povere del Paese, segnata da scarsità di cibo e siccità. Centinaia di persone fra operatori televisivi, tecnici, guardie del corpo e funzionari della Ubc provvederanno ad organizzare e realizzare il progetto pilota del programma che – assicurano i produttori  – nel caso dovesse avere successo, potrebbe essere riproposto. Ventiquattro ore su 24 verranno filtrate e mostrate le immagini di Shinawatra a colloquio con i contadini disagiati della provincia. “Analizzerò i loro problemi in una situazione assolutamente reale e mostrerò a tutti come si risolvono”, ha dichiarato il Primo Ministro.
 
Opinioni a confronto. Sulla realizzazione del programma e sul suo reale scopo, si sono scatenate le critiche di vari giornali, di parte del mondo accademico e di alcuni membri di organizzazioni umanitarie. Secondo Ubonrat Siriyuvasak, docente di Comunicazione all’università Chulalongkorn di Bangkok, “l’unico scopo di Shinawatra è rinfrescare la propria immagine,recuperare popolarità di fronte ai fallimenti della sua politica. Shinawatra sta cercando di plasmare il consenso della popolazione rurale”, conclude  Siriyuvasak. Al riguardo, il sociologo Thirayuth Boonmee risulta altrettanto chiaro quando dichiara come “sia davvero ironico che il Sig. Thaksin  abbia perso il contatto con la realtà proprio attraverso un reality. Risolvere i problemi del Paese non è un gioco. Non si tratta della versione politica di Fantasia”, ha concluso Boonmee facendo riferimento al celebre musical della Disney. Da un sondaggio effettuato dalla società di ricerca Abac Poll su un campione di abitanti di Bangkok, il 20 per cento si è dichiarato interessato al programma, a fronte di un 29 per cento che ha invece risposto negativamente e un 51 per cento che non ha voluto esprimere parere. Ma tra le critiche di studiosi e docenti da una parte e quelle di alcuni giornalisti dall’altra, si inseriscono anche le opinioni disincantate di alcuni semplici cittadini, su cui il fascino di Shinawatra sembra aver colto nel segno. “Può essere un ottimo modo di promuovere se stesso e la propria immagine, mostrando alla povera gente quanto duramente lavori per loro”, ha dichiarato Kaewkaw Chiengmai, proprietario di una piccola bottega nella provincia natia del Primo Ministro. In tutta tranquillità, Chiengmai ha concluso confessando che guarderà il reality, “anche se su un altro canale trasmetteranno in contemporanea una soap opera coreana che mi interessa tanto”.
 
Categoria: Politica, Costume
Luogo: Thailandia