16/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Negli Usa bastano 90 dollari per avere i tabulati del cellulare di chiunque
In America è tutto più facile, si dice spesso. Meno burocrazia, più cura delle relazioni col cliente, migliori risultati. Se siete un partner particolarmente geloso, un detective privato o solo un gran ficcanaso, allora forse vi farà piacere sapere che anche avere i tabulati delle chiamate partite e ricevute dal cellulare di un’altra persona, negli Stati Uniti, è facile come bere un bicchier d’acqua. Basta il numero del telefonino in questione, una carta di credito, e 90 dollari. Provare per credere, per esempio al sito http://www.celltolls.com/. C’è chi l’ha fatto e assicura che i tabulati gli sono arrivati in poche ore via e-mail. Approfittando del vuoto legislativo in materia, siti del genere riescono a offrire – per vie ancora misteriose – questo servizio, facendolo in maniera del tutto legale. E il problema, di cui ha parlato per la prima volta il Washington Post la scorsa estate, non è neanche stato sfiorato dal Congresso.
 
Basta un clic. Di siti simili ne esistono parecchi. Per fare due nomi, c’è anche http://www.locatecell.com/ (che sembra essere gestito dalla stessa società di Celltolls.com) e http://www.bestpeoplesearch.com/. I servizi offerti sono diversi: la tariffa base di Locatecell.com è di 89,95 dollari per avere i tabulati delle chiamate effettuate da un cellulare o da un telefono fisso. Ma si possono scegliere anche opzioni aggiuntive che consentono di vedere i numeri dei chiamanti, le date e le durate delle conversazioni. Funziona, e bene anche. L’Fbi ha provato il servizio pagando 160 dollari per ottenere i tabulati delle chiamate di un suo agente e li ha ricevuti in tre ore, secondo il Chigago Sun-Times. Lo stesso giornale ha pagato 110 dollari a Locatecell.com per avere i tabulati di un mese di un suo reporter. Tutto, questo sì, assolutamente confidential, come assicura il sito. E il gestore di un blog molto frequentato dai progressisti americani, per dimostrare l’assurdità della pratica e nel tentativo di portare l’argomento all’attenzione dei grandi media, ha pagato 90 dollari per avere i tabulati del generale Wesley Clark, ex comandante in capo della Nato durante la guerra in Kosovo e nel 2004 aspirante candidato alle elezioni presidenziali.
 
Per 90 dollari, si può vedere con chi stava scherzando...ma può farlo anche lui con voiIl problema della privacy. Del fatto, pian piano, si sta cominciando a parlare negli Usa. Anche perché – tutela della riservatezza a parte – la sensibilità sulla questione dei controlli telefonici è salita recentemente, con la notizia che l’amministrazione Bush ha intercettato le chiamate di centinaia di persone sospettate di aver legami con il terrorismo. Per non parlare dei documenti dell’Fbi che hanno rivelato come, per lo stesso motivo, il bureau ha tenuto d’occhio centinaia di manifestazioni pacifiche negli States. Anche per questo fatto, la possibilità di ottenere legalmente i tabulati di chiunque non dovrebbe riguardare solo potenziali fedifraghi. E se una rete criminale potesse così controllare che nessuno dei suoi membri sia un informatore della polizia? O un’azienda si informasse sui potenziali problemi di salute dei suoi dipendenti? Ancora peggio: se il governo volesse legalmente ottenere i tabulati di qualunque persona scomoda o sospettata di chissà che? Basterebbero 90 dollari, niente di più.
 
I metodi. Come fanno tali siti ad avere queste informazioni conservate dalle compagnie telefoniche? Probabilmente utilizzando diversi metodi. Avere qualche collaboratore all’interno delle compagnie che abbia accesso a questi dati è un’ipotesi. Ma in realtà la talpa non sarebbe neanche necessaria: basta infatti telefonare al proprio gestore, comunicare i propri dati e il Social Security Number (il codice fiscale americano, facilmente reperibile per chiunque in rete con un po’ di ricerca), per farsi dare i propri tabulati. Molto probabilmente, tali siti riescono a spacciarsi per il titolare del numero. C’è poi anche l’opzione della gestione del proprio profilo on-line, un servizio offerto sempre più spesso dalle compagnie e in genere predefinito, solo in attesa di essere attivato dall’utente. Molti abbonati però non sanno neanche che esista. Per gli intrusi, basta attivare il profilo on-line per primi, e avere così accesso libero al registro delle chiamate. Un risultato ottenuto con l’inganno, certo. Ma tecnicamente la legislazione esistente negli Usa al momento protegge il furto di dati, non di tabulati. E’ una tipologia di reato che non è ancora stata definita. Forse sarebbe il caso di cominciare a pensarci. Finora, a parte generiche dichiarazioni d’impegno di alcuni deputati, non c’è stato nient’altro. 

Alessandro Ursic

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