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“Non mi metterò mai la cravatta”. Questo è quello che Morales ha tenuto subito a far sapere ai suoi interlocutori,
prima di iniziare i viaggi presidenziali e discutere con i vari capi di Stato
latino americani e non. Non mettere la cravatta significa non fare parte della
vecchia classe dirigente, quella formata dai “politicanti di professione”, e soprattutto
dare un’immagine nuova del presidente della Repubblica Boliviana.
Morales e Chavez. “Sono arrivati nuovi tempi e siamo entrati in un nuovo millennio per i popoli
- ha detto al suo arrivo in Venezuela Morales - per risolvere i problemi sociali
ed economici della gente”. Seguito a ruota dai commenti di Chavez, che non ha
esitato a far sapere che Venezuela Bolivia e Cuba “non fanno parte dell’asse del
male” composto “da Washington e dai suoi alleati nel mondo che minacciano, invadono
ed assassinano. Noi invece formiamo l’asse del bene”. Durante i colloqui Morales
e Chavez hanno avuto la possibilità di sottoscrivere diversi accordi “strategici”,
sia in campo economico che sociale.
Morales e gli Usa. Di diversa natura sono stati i contatti con gli Stati Uniti. Prima di iniziare
il suo lungo viaggio fuori dalla Bolivia, Morales ha incontrato l’ambasciatore
Usa di stanza a La Paz. Non sono stati momenti facili e la discussione ha riguardato
soprattutto la lotta al narcotraffico. Morales, nato come dirigente cocalero, ha fatto sapere di non essere d’accordo con la linea Usa del “coca zero” che
penalizzerebbe i coltivatori di coca e non servirebbe nella lotta alla droga.
In merito a questo Morales ha proposto all’ambasciatore Usa di parlare di un progetto
che si identifichi come “droga zero”, evitando così di punire i contadini che
utilizzano la foglia di coca da millenni, contro la fame e la fatica data dall’altitudine.
Morales e Lula. Nonostante rappresentino entrambi il “nuovo” dell’America Latina, ci sono diverse
cose che li dividono. Innanzitutto a Lula, presidente brasiliano, non è piaciuto
l’intervento di Morales sull’asse del bene e del male: “Non credo negli assi del
bene e del male –ha detto Lula- sono visioni semplicistiche della realtà che non
possono esistere in un mondo globalizzato”. Ciò nonostante Lula è molto interessato
a mantenere ottimi i rapporti con la Bolivia per via della Petrobras, la compagnia
di bandiera brasiliana che ha investito quasi duemila milioni di dollari in Bolivia,
diventando la prima impresa del Paese. Alessandro Grandi