14/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il neofita della politica Morales fra idealismo e ingenuità
 
E’ passato quasi un mese dalla vittoria elettorale di Evo Morales, primo indio della storia boliviana arrivato alla presidenza della nazione.
E in questo mese le reazioni dell’opinione pubblica internazionale e dei governo non si sono fatte attendere, come non si sono fatte attendere le parole, talvolta taglienti, del nuovo presidente boliviano.
 
Il neo presidente boliviano Evo Morales“Non mi metterò mai la cravatta”. Questo è quello che Morales ha tenuto subito a far sapere ai suoi interlocutori, prima di iniziare i viaggi presidenziali e discutere con i vari capi di Stato latino americani e non. Non mettere la cravatta significa non fare parte della vecchia classe dirigente, quella formata dai “politicanti di professione”, e soprattutto dare un’immagine nuova del presidente della Repubblica Boliviana.
Sorprendenti sono agli occhi degli elettori gli interventi che Morales ha promesso non appena insediato negli uffici presidenziali: ridurre della metà gli stipendi dei legislatori, compreso il suo. “Il ricavato sarà utilizzato -ha detto Morales- per un fondo comune destinato a finanziare i programmi pubblici alla sanità e all’istruzione”. Proprio per questo motivo il neo presidente si è recato a Cuba dove ha incontrato Fidel Castro. Alla fine della giornata di colloqui, il leader del Movimento al Socialismo è riuscito a concludere un importante accordo: diversi maestri cubani si trasferiranno per un periodo di tempo in Bolivia e cercheranno di combattere l’analfabetismo con i loro metodi sviluppati nel corso degli anni seguenti alla rivoluzione dei “barbudos”. Ma non solo. Grazie alla stima e all’amicizia reciproca, Castro invierà a La Paz alcuni medici cubani, in particolare oftalmici, che si preoccuperanno di formare i medici boliviani e allo stesso tempo opereranno i pazienti più urgenti. Ma Castro, che per l’appuntamento con Morales ha indossato un caschetto da minatore, ha anche voluto metter in guardia Morales, da eventuali attentati: “Te lo dice uno che è sopravvissuto ad almeno 100 tentativi di omicidio”.
 
Evo Morales con il Presidente venezuelano Hugo ChavezMorales e Chavez. “Sono arrivati nuovi tempi e siamo entrati in un nuovo millennio per i popoli - ha detto al suo arrivo in Venezuela Morales - per risolvere i problemi sociali ed economici della gente”. Seguito a ruota dai commenti di Chavez, che non ha esitato a far sapere che Venezuela Bolivia e Cuba “non fanno parte dell’asse del male” composto “da Washington e dai suoi alleati nel mondo che minacciano, invadono ed assassinano. Noi invece formiamo l’asse del bene”. Durante i colloqui  Morales e Chavez hanno avuto la possibilità di sottoscrivere diversi accordi “strategici”, sia in campo economico che sociale.
 
Il segretario di Stato Usa Condoleeza RiceMorales e gli Usa. Di diversa natura sono stati i contatti con gli Stati Uniti. Prima di iniziare il suo lungo viaggio fuori dalla Bolivia, Morales ha incontrato l’ambasciatore Usa di stanza a La Paz. Non sono stati momenti facili e la discussione ha riguardato soprattutto la lotta al narcotraffico. Morales, nato come dirigente cocalero, ha fatto sapere di non essere d’accordo con la linea Usa del “coca zero” che penalizzerebbe  i coltivatori di coca e non servirebbe nella lotta alla droga. In merito a questo Morales ha proposto all’ambasciatore Usa di parlare di un progetto che si identifichi come “droga zero”, evitando così di punire i contadini che utilizzano la foglia di coca da millenni, contro la fame e la fatica data dall’altitudine.
Dal Sud-Africa, giovedì 12 il neopresidente boliviano ha fatto sapere di aver "perdonato gli Stati Uniti per le umiliazioni subite" e che la cultura indigena "è una cultura di dialogo, e ogni dialogo che metta fine alle discriminazioni è il benvenuto".

Castro Chavez e MoralesMorales e Lula. Nonostante rappresentino entrambi il “nuovo” dell’America Latina, ci sono diverse cose che li dividono. Innanzitutto a Lula, presidente brasiliano, non è piaciuto l’intervento di Morales sull’asse del bene e del male: “Non credo negli assi del bene e del male –ha detto Lula- sono visioni semplicistiche della realtà che non possono esistere in un mondo globalizzato”. Ciò nonostante Lula è molto interessato a mantenere ottimi i rapporti con la Bolivia per via della Petrobras, la compagnia di bandiera brasiliana che ha investito quasi duemila milioni di dollari in Bolivia, diventando la prima impresa del Paese. 
 
Morales e i discriminati. Argomento primario nelle idee dell’ex leader cocalero. Appena sceso dall’aereo che lo ha condotto in visita ufficiale in Sud Africa, e dopo aver visitato il museo dedicato all’apartheid, Morales ha detto: “questo è l’incontro di due popoli storicamente discriminati, esclusi, emarginati ed entrambi condannati all’estinzione”. La discriminazione è una materia interessante per Morales, che per il suo insediamento alla presidenza ha voluto la partecipazione di un altro gruppo di indigeni in lotta in America Latina: gli zapatisti.

Alessandro Grandi

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