17/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Proteste a Panama e dimissioni del ministro dell’Agricoltura, contro il Tlc
 
Centinaia di lavoratori, ma anche studenti e professionisti di vari settori, si sono ritrovati nelle vie di Panama, per protestare contro il Trattato di Libero Commercio, il famoso Tlc che in questi giorni il governo di Torrijos e quello di Bush stanno negoziando. Trattato proposto dagli Stati Uniti, ha lo scopo di promuovere la liberalizzazione del commercio tra USA e i paesi dell’America centrale  e riguarderebbe almeno 380 milioni di persone.
 
No al Tlc per le strade dell'America LatinaProteste. La manifestazione, organizzata dall’associazione Franadeso (Frente Nacional por la Defensa de los Derechos Economicos y Sociales), e che ha avuto un grande successo si è svolta davanti al ministero del Commercio e dell’Industria, si è conclusa con qualche piccolo tafferuglio che ha visto, fra l’altro, il ferimento leggero di un dirigente sindacale, Jaime Caballero.
Saul Mendez, del sindacato dei lavoratori di Panama, da sempre critico nei confronti del Tlc, ha fatto sapere che il movimento contro la negoziazione di questo trattato ha raggiunto dimensioni insperate e i politici statunitensi e panamensi “stanno facendo tutto di nascosto, alle spalle dei cittadini e soprattutto in gran segreto”. In termini generali – ha continuato il sindacalista – questo Tlc non è vantaggioso per la popolazione di Panama e creerebbe maggiore disoccupazione, rottura nel settore industriale e gravi perdite del settore agricolo e zootecnico”.
L’intromissione nella politica panamense da parte degli Usa è cosa risaputa, ma questa volta ha causato anche le dimissioni del ministro dell’Agricoltura,  Laurentino Cortizo. L’ormai ex capo del dicastero, le cui dimissioni sono state subito accettate, ha fatto sapere le motivazioni della sua rinuncia a proseguire con l’incarico di Governo: non è assolutamente d’accordo con  la richiesta di Washington di ammorbidire le misure fitosanitarie per permettere l’entrata nel Paese dei prodotti made in Usa.  Da parte loro gli Usa hanno fatto sapere che considerano Panama  “alleato importante e possibile leader  per la promozione della democrazia nella regione e nell'intero emisfero”.'
Mendez però ha ribadito che il movimento sindacale si riserva di organizzare nuove proteste se la negoziazione fra i due paesi si concludesse in maniera positiva.
 
Proteste anche sui muri delle grandi cittàNon solo Panama.  Secondo alcuni analisti, il Tlc rischia di rovinare le economie e creare enorme povertà nei paesi latino americani. Introducendo prodotti agricoli statunitensi a basso costo si rischia di annullare completamente la produzione di prodotti agricoli delle nazioni più deboli. Come è avvenuto in Messico o in Nicaragua, ad esempio, dove il primo, grande produttore di fagioli, ha aumentato l’importazione degli stessi dagli Usa, grazie  ai prezzi bassi, mentre il secondo spende 300 milioni di dollari per comprare alimenti che prima produceva in casa. Ma è già da molto tempo che le proteste vanno avanti in diversi paesi. In Ecuador, ad esempio, nei mesi scorsi ci sono stati gravi incidenti, causati dalla polizia e non dai manifestanti, nella capitale Quito dove, al grido “che se ne vadano tutti”, la Confederazione delle Popolazioni Indigene dell'Ecuador, il Conaie,  ha organizzato una protesta portando per le strade migliaia di persone.

Alessandro Grandi

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