13/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.2 - 2006 dal 6 al 12/1
Repubblica Democratica del Congo
sfollati da Bunia, capitale dell'IturiIl 9 la testata medica britannica Lancet ha pubblicato uno studio in base al quale la Repubblica Democratica del Congo, negli ultimi 6 anni, sta vivendo la più grave crisi umanitaria del mondo. A causa delle devastazioni della guerra congolese nel paese ogni mese muoiono in media 38 mila persone, per un totale di circa 4 milioni di uomini. Secondo lo studio la maggior parte dei decessi è causata da malattie più che da violenza, ma sarebbe stata la guerra a portare al collasso dei servizi sanitari nel paese rendendo impossibile la cura dei più semplici malanni.
 
Somalia
Il 9 Radio Nairobi ha reso noto che a causa di violenti scontri esplosi nella regione centrale somala di Galgadud sono morte almeno 12 persone, ed una trentina sono rimaste ferite. I combattimenti sono scoppiati tra 2 clan rivali che si contendono il controllo di alcune strade della zona. La Somalia sta faticosamente tentando di uscire da una guerra civile durata 14 anni.

Sudan
Il 6 un gruppo di ribelli ha teso un'imboscata a una pattuglia di soldati senegalesi dell'Unione Africana in Darfur. Il bilancio dello scontro che ne è seguito è di un morto e 9 feriti. L'attacco, ha spiegato il tenente-colonnello Antoine Wardini, portavoce del contingente senegalese, è avvenuto tra le località di Tiné e Kulbus. La missione dell'Unione Africana è attiva dal gennaio 2005 in Darfur.
 
Uganda
Il 7, 5 persone sono state uccise e altre 12 ferite da un gruppo di ribelli dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lra) in una discoteca di Opit, in Uganda. Gli aggressori sono entrati nel locale e hanno cominciato a sparare tra la folla. L'esercito ha riferito di aver inseguito gli aggressori, uccidendone uno, poi identificato come un ufficiale del Lra.
 
 
                               Pakistan (Waziristan e Balucistan)
Il 7 gennaio in Nord Waziristan i guerriglieri filo-talebani hanno attaccato una postazione dell’esercito pachistano a Mir Ali uccidendo 8 soldati.
Lo stesso giorno il vicino villaggio di Saidgai è stato bombardato da elicotteri da guerra americani. Sotto le macerie di una casa sono morti 8 civili: una donna, due bambini e cinque uomini.
Il 10 i guerriglieri islamici hanno lanciato diversi razzi contro una postazione dell’esercito governativo a Sarbandki, a est di Miran Shah, capoluogo del Nord Waziristan: 7 soldati sono morti. Si è scatenata una battaglia durata per tutto il giorno nella quale l’esercito ha impiegato elicotteri da combattimento e artiglieria uccidendo almeno 14 guerriglieri.
L’11 in Balucistan, a Pir Koh, 400 chilometri a est di Quetta, 3 soldati sono morti quando il loro blindato è saltato su una mina. Per rappresaglia l’esercito a bruciato alcune abitazioni dei dintorni. Poco lontano 14 guerriglieri baluci sono stati uccisi in uno scontro a fuoco nato dopo un attacco al gasdotto che attraversa la regione.
 
 
Cecenia e Nord Caucaso
Il 5 gennaio a Grozny è deceduto un uomo detenuto nel campo di filtraggio di Chernokozovo a causa delle torture e i pestaggi subiti da parte dei militari russi durante gli interrogatori.
Nel distretto ceceno di Achkoi-Martan 2 guerriglieri sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con l’esercito russo.
In Daghestan l’esercito ha sferrato un’imponente offensiva con elicotteri, artiglieria e carri armati, contro i locali guerriglieri islamici nei pressi del traforo di Gimry, nel distretto di Untsukul, vicino al confine ceceno. Secondo fonti locali 50 soldati sarebbero morti nei combattimenti. Almeno 5 guerriglieri sono stati uccisi.
In Cabardino-Balcaria le forze di sicurezza hanno ucciso 3 militanti islamici in uno scontro a fuoco.
Il 7 nel distretto ceceno di Achkoi-Martan altri 4 guerriglieri sono stati uccisi nel corso di un combattimento.
Alla periferia di Grozny un soldato russo è morto saltando su una mina.
Il 9 nel distretto ceceno di Kurchaloi i guerriglieri hanno attaccato una colonna militare russa uccidendo 2 soldati.
A Grozny 2 guerriglieri sono stati uccisi in combattimento dalle forze russe.
In Cabardino-Balcaria un guerrigliero è morto in uno scontro a fuoco.
Il 10 nel villaggio ceceno di Alkhazurovo 3 guerriglieri e un soldato sono morti in uno scontro a fuoco. Nel vicino villaggio di Bamut un soldato russo è stato ucciso in un’imboscata stradale. Altri 4 soldati russi sono morti in diversi attacchi della guerriglia. In Daghestan le forze speciali hanno ucciso Ali Soitekin Ollu, un turco considerato l’uomo di al Qaeda nel Paese.
 
 
Nepal
Il 5, 3 poliziotti sono stati uccisi in scontri contro i ribelli maoisti nel sud-ovest del Paese. Due membri delle forze dell’ordine sono rimasti feriti in un attacco contro una postazione della polizia a Nepalganj. Altri 2 poliziotti e un civile sono stati feriti a Mahendranagar, vicino al confine indiano.
Il 12, almeno 3 poliziotti e un civile sono rimasti feriti nel sud-ovest dopo un attacco dei ribelli maoisti contro una loro postazione. Finora non ci sono notizie di feriti tra i guerriglieri. L’assalto è avvenuto a Dhanagadhi, 600 chilometri a sud-ovest della capitale Kathmandu.
Le violenze sono riprese dopo che il 2 gennaio i maoisti hanno interrotto un cessate il fuoco unilaterale durato quattro mesi.

Sri Lanka
Il 7, almeno 13 marinai sono stati uccisi durante un attacco di presunti ribelli delle Tigri tamil al largo di Trincomalee, nord-est del Paese.
L’8, un soldato cingalese e 2 presunti guerriglieri tamil sono morti in uno scontro nell’area nord-orientale di Muttur. In un altro incidente 3 soldati sono rimasti feriti dopo che i ribelli hanno aperto il fuoco contro il loro convoglio, mentre vicino alla città di Vavuniya sono stati trovati i corpi di due uomini secondo il sito filo-ribelle Tamil-net.
L’11 un’organizzazione danese che si occupa di sminamento ha annunciato che 2 suoi operatori tamil sono stati rapiti nei pressi della città settentrionale di Giafna.
Il 12, 9 marinai sono stati uccisi e altri 7 feriti in un attacco sferrato da presunti guerriglieri nel nord del Paese.
Dopo le elezioni di novembre si è verificato un aumento delle violenze che fa temere il ritorno alla guerra civile.

Haiti
Il 7 il generale brasiliano Urano Teixeira de Matta Bacelar, a capo della missione di pace dell'Onu ad Haiti, la Minustah, si è suicidato in un albergo della capitale Port-au Prince.

Colombia
Il 10 ci sono stati violenti scontri tra l'esercito colombiano e i guerriglieri delle Farc nei pressi del parco naturale di Serranìa de La Macarena. Lo scontro armato ha causato 5 feriti fra gli uomini dell’esercito e altrettanti fra i guerriglieri. Gli scontri sono avvenuti in una regione molto importante dal punto di vista delle coltivazioni della pianta della coca
Categoria: Guerra
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