26/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Giorgio Bouchard e Aldo Visco Gilardi, Claudiana editore, 2005

 

Scritto per noi da
Paolo Lezziero
 
 
La prima di copertina“Partigiani uguale repubblichini”. E’ una legge che stava per essere presentata al Senato della Repubblica fondata sulla Resistenza. Cosa direbbe se fosse ancora vivo Ferdinando Visco Gilardi,un gigante della Resistenza, attuata prima come organizzatore per le fughe e gli aiuti dei detenuti in attesa di partire per i campi di eliminazione e poi sofferta come prigioniero nel lager di Bolzano?
Ferdinando Visco Gilardi e quelli come lui equiparati agli autori delle sofferenze, delle eliminazioni, dei genocidi.
Esce in questo periodo di brutto revisionismo storico, pericoloso soprattutto per i giovani, “Un evangelico nel lager”, il libro che lo ricorda assieme alla sua compagna di battaglie e madre dei suoi numerosi figli più un nipote adottato, Mariuccia. Il volume, edito dalla Claudiana di Torino, è curato da Giorgio Bouchard (pastore valdese, saggista, Presidente della federazione delle chiese evangeliche italiane) e dal figlio Aldo Visco Gilardi, diacono metodista della Tavola Valdese, e già direttore della Libreria Claudiana di Milano.
“Fede e impegno civile, dice il sottotitolo, perchè Ferdinando, negli anni decisivi della formazione di un adolescente, aveva optato per gli orientamenti teologici del mondo protestante: il più noto era il protestantesimo liberale, i cui maestri erano stati Adolf von Harnack ed Ernst Troeltsch. Dopo la prima guerra mondiale nasce invece una voce teologica diversa, quella di Karl Barth, che fondava il suo discorso sul testo biblico visto come “Parola di Dio” e sfidava la chiesa a recuperare il suo “ministerio profetico”.
 
Una foto dei tempi andatiNel 1919, come conferma Giorgio Spini nella sua conversazione con Aldo Visco Gilardi, Ferdinando frequentava l’Associazione cristiana dei giovani di Milano, che con l’arrivo del fascismo subisce controlli serrati anche se riesce a sopravvivere, diventando centro di incontri e di cultura tra liberi studiosi. Più avanti, Ferdinando diventa membro della Chiesa Metodista Wesleyana, sempre aperta a colloqui anche con personaggi non evangelici e con l’intellettualità antifascista. Uno di questi è Lelio Basso, e poi Ernesto Buonaiuti.
Mariuccia, nome affettuoso di Maria Caretti, “ era evangelica per scelta”. Aveva un grande amore per la natura e interesse per l’impegno sociale. Viveva a Luino ma collaborava con l’orfanotrofio di Intra, creato e gestito dalla chiesa metodista. Conosce e si innamora giovanissima di Ferdinando.
Si sposeranno nel ’36. Anche i genitori di Ferdinando erano evangelici. Lui nasce a Londra nel 1904 (Mariuccia era del 1905), il resto della sua vita lo passa in Italia, ma un soggiorno di studio in Germania (1923-24) gli permetterà di imparare il tedesco, che gli servirà poi in campo di concentramento a Bolzano. In Germania segue anche le lezioni di Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia”. E' cristiano evangelico e lo sarà per tutta la vita, ma la lezione di Steiner “lo aiuta a sviluppare gli aspetti spirituali della sua fede”. A Milano, per vivere lavora presso l’azienda discografica Grammofono, editrice della “ Voce del padrone”. Grande appassionato e lettore di vasta cultura, nonostante le ristrettezze personali e l’oscurantismo di quei tempi, con Fausto Noto apre la “Libreria di Cultura ed Editrice Gilardi e Notoin Piazza Duomo a Milano. Lì si troveranno molti libri stranieri, poco graditi al regime. Nel 1933 la sua casa editrice lancia una serie di pubblicazioni intitolata “La collana delle idee”, con “opere formative piuttosto che informative, tali cioè da lasciare per ogni singolo argomento un’impronta nelle coscienze.”
Il primo libro è “La chiesa romana” di Ernesto Buonaiuti, un sacerdote emarginato dal Vaticano e dal regime fascista, che conta tre edizioni in pochi mesi, 6.000 copie, con la  ovvia condanna del Sant’Uffizio. Poi esce “Ascesi ed erotismo”, di Rosa Mayreder e infine un altro grande successo: Benedetto Croce, “Orientamenti. Piccoli saggi di filosofia politica.” E tra gli altri, un libro quasi profetico, Spagna cattolica e rivoluzionaria”, di Niccolò Cuneo, sulla guerra civile esplosa qualche anno dopo.
Il capitolo “L’ora della prova” ci porta nel clima dell’antifascismo e della svolta della sua vita “di uomo, cittadino e credente”. Si trasferisce per lavoro a Bolzano, per sei anni sarà dirigente  della FRO (Fabbriche Riunite Ossigeno). Dopo il ’43 il Sud Tirolo viene incorporato nel Reich, e le autorità nazifasciste trasferiscono a Bolzano il famigerato campo di Fossoli, per concentrare ebrei e partigiani e destinarli allo sterminio. Nasce il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alto Adige sud e Gilardi accetta subito di farne parte. Lo scopo è l’assistenza ai detenuti, se possibile la loro evasione, l’assistenza alle famiglie.
Ferdinando incontra a Verona Lelio Basso che lo incarica di diventare “ il principale organizzatore dell’assistenza ai detenuti”, sempre coraggiosamente seguito dalla moglie Mariuccia.
Il suo nome di battaglia è Giacomo, quello della sua compagna è Marcella. Forniscono carte di identità false, ospitano e smistano gli evasi, creano un sistema di  comunicazione epistolare.
Quando però le autorità naziste catturano Manlio Longon, capo del Cln di Bolzano e lo ammazzano di botte, arrestano anche altri componenti del Cln e infine arrivano anche a lui.
Prima lo portano al Comando della Gestapo, lo tengono qualche giorno in una cella vicino alla camera della tortura, per “ammorbidirlo” e fargli capire quale potrà essere il suo destino. Quando arriva il suo turno, si toglie la giacca davanti maggiore delle SS Shiffer e gli parla in tedesco.
La sofferenza è terribile, tre sono i gradi di tortura, lui però rilascia confessioni che non hanno valore per gli aguzzini. Allora viene internato nel lager di via Resia. Come ultima grande prova che rivela la sua forza morale, lo fanno passare pesto e sanguinante davanti alla moglie Mariuccia, sperando in un cedimento di lei. I due si guardano ma “vent’anni di comune crescita spirituale li avevano “corazzati” di fronte a qualsiasi avvenimento, e Mariuccia non parla.
Appena si ristabilisce, rimette in moto la sua organizzazione di assistenza interna. Aveva aderito al partito comunista, il suo gruppo era in costante contatto con Milano e gli incaricati di Parri, dal lager arrivano a Mariuccia messaggi, richieste di indumenti e lettere d’amore per lei. Negli ultimi giorni, convinto di una “soluzione sbrigativa”, scrive una bellissima lettera-testamento alla moglie.
Lasciato il lager a guerra finita tratta con una delegazione le condizioni di resa con i generali Wolff e Vietinghoff. Dopo la Liberazione rimane al Bolzano fino al ’52. E’ anche Viceprefetto. Nel ’52 torna a Milano, poi a Monza e infine a Sesto San Giovanni nel  1957. Nel 1959 muore Mariuccia.
La sua casa di Viale Casiraghi “diventa una sorta di santuario culturale, coi muri coperti di libri e con visitatori e amici che vanno numerosi a trovarlo. Nel 1967-68 segue il Centro Jacopo Lombardini, un “esperimento giovanile” nato a Cinisello Balsamo, una “comune”dominata “da puro spirito puritano e da un attivismo inarrestabile”. Muore nel 1970.
Il volume pubblica anche un intervento della partigiana sestese Annunziata Cesani, “La Resistenza di Marcella”, di Dario Venegoni su “Giacomo e Marcella” e una  serie di importanti testimonianze di Laura Conti, Niso de Michelis, Enrico Serra, Enrica Mamoli, Giovanni Carsaniga, Leonardo Giuseppe Visco Gilardi e Florestana Piccoli Sfredda. La quarta parte elenca una serie importante di “Documenti.”
Categoria: Guerra, Storia
Luogo: gli articoli
Articoli correlati:
02/01/2006 Sorriso africano, quattro visite nello Zimbabwe: Doris Lessing, Feltrinelli 2004
27/12/2005 Charles de Foucauld: René Bazin, edizioni Paoline, 2005
19/12/2005 Bombe e segreti: Luciano Lanza, casa editrice Eleuthera, nuova edizione 2005
23/11/2005 Centroamerica: Maurizio Campisi, Fratelli Frilli Editore 2002
12/11/2005 Islam d'Italia: Angela Lano, Edizioni Paoline, 2005
27/10/2005 Il silenzio infranto: A cura di Vera Jarach e Carla Tallone, Silvio Zamorani Editore, 2005
27/10/2005 Il tempo dovuto: Gabriela Fantato, poesie (1996-2005), Editoria & Spettacolo, 2005
31/10/2005 Pollo alle prugne: Marjane Satrapi, Sperling & Kupfer Editori, 2005
24/10/2005 Taglia e cuci: Marjane Satrapi, Lizard Edizioni, 2003
25/10/2005 Forse mi uccideranno domani: Ingrid Betancourt, Sonzogno editore, gennaio 2002
14/10/2005 Fuori i secondi: Corrado Bagnoli, Edizioni La Vita Felice, 2005
07/10/2005 Persepolis: Il primo fumetto iraniano. Marjane Satrapi, Sperling & Kupfer, 2003
02/10/2005 Scudi umani a Baghdad: Un diario a molte voci, manifestolibri editore, 2005
19/09/2005 Il primo medico contro la SARS: Lucia Bellaspiga, Ancora edizioni, 2005
Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: