11/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Dure critiche dell'ex governatore Usa in Iraq alle truppe spagnole
mezzo blindato spagnolo in iraq"Stanno seduti sui carri armati...senza fare niente". Lo dice l’ex amministratore civile degli Stati Uniti in Iraq, Paul Bremer, che nel suo nuovo libro critica la condotta delle truppe spagnole durante la invasione di quel paese.
Secondo Bremer, le truppe spagnole non vollero aiutare le forze statunitensi che erano sotto il fuoco delle milizie di al Sadr.
”Stanno seduti sui carri armati…senza fare nulla”, ripete rivolgendosi all’esercito spagnolo di stanza in Iraq, comportamento che giudica “indegno”. “Questa – prosegue – non è la coalizione dei volenterosi (coalition of willings era il nome dato alla coalizione da Colin Powell, ndt), ma degli indisposti”.

In un’altra parte del suo libro-relazione , Bremer si riferisce ad un piano per evitare che il religioso sciita Al Sadr fuggisse da Sadr city e ricorda che chiese al generale statunitense Ricardo Sanchéz di agire con rapidità.
Secondo la sua versione, il generale gli spiegò che la Prima Forza di Spedizione dei marines era rimpatriata, ed il suo posto era stato preso da truppe straniere. Ricorda Bremer: “Il comandante spagnolo si rifiuta di cooperare. Dice che entrare in città in quel tipo di missione viola le sue regole di ingaggio”.

Gli indisposti. L’ex amministratore civile indica anche che il comandante spagnolo a Najaf, il generale di brigata Fulgencio Coll, stava in quei momenti trattando con gruppi leali a al Sadr dopo che gli chiesero la liberazione di Mustafà Al Yacubi, uno dei suoi principali luogotenenti.
"Quella mattina gli spagnoli diffusero un comunicato idiota riguardante l’arresto di Yacoubi nel quale si diceva che le forze spagnole non avevano diretto quella operazione, che viceversa era stata portata a termine dalla ‘coalizione di Baghdad’, visto che il mandato di cattura si riferiva al concorso di Yacouni nell’omicidio di un soldato statunitense. Quel comunicato avrebbe dovuto essere smentito da cima a fondo”
In questo contesto, l’ex amministratore spiega che, mentre i salvadoregni stavano combattendo a Najaf, gli spagnoli “si rifiutavano di combattere”.
 
 
Conseguenze diplomatiche. Bremer ricorda il duro richiamo fatto all’ambasciatore spagnolo, ma il diplomatico gli rispose che non era a corrente dell’episodio e che si sarebbe messo in contatto con Madrid, da dove venne chiamato dall'allora ministro per gli affari esteri Ana Palacio, che gli disse di “non sapere nulla” dei problemi di Najaf, ma che ne aveva parlato con il presidente del Governo José Maria Aznar, che non credeva a quella versione sul comportamento delle truppe spagnole.
Il libro di Paul Bremer, scritto con il giornalista Malcolm McConnell, costituisce un documento importante per ricostruire ciò che accadde durante il primo anno di presenza statunitense in Iraq dopo l’inizio della guerra nel marzo 2003.
Le truppe spagnole furono ritirate dall’Iraq nell’aprile del 2004 per ordine del nuovo presidente del Governo, José Luis Rodríguez Zapatero, che vinse le elezioni tenutesi il 14 marzo dello stesso anno.
Categoria: Guerra
Luogo: Stati Uniti
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