Unanime dissenso contro il progetto di ampliare il muro che separa gli Usa dall'America
Guillermo Martinez Gutierrez, 21enne messicano, è stato ucciso dagli uomini della
pattuglia di frontiera statunitense mentre tentava di scavalcare il muro che separa
il Messico dagli Usa. Si trovava nei pressi della frontiera a Tijuana quando,
insieme alla sua vita, ha perso anche la speranza di un futuro che per lui sarebbe
stato sicuramente migliore. Non era armato e non era un immigrato senza documenti
(questo è stato accertato in un secondo momento), ma un ragazzo messicano con
qualche piccolo precedente penale e il sogno di cambiare vita. Il poliziotto che
gli ha sparato dice di averlo fatto per legittima difesa. Il ragazzo - ha raccontato
- gli stava tirando dei sassi.
Il muro. E’ in corso oramai da qualche settimana un dibattito sulla barriera che separa
gli Stati Uniti dal Messico. Dal fatidico 16 dicembre scorso, data nella quale
il Congresso Usa ne ha deciso l'ampliamento, è scoppiata una vera e propria bagarre, che ha visto protagonisti i ministri degli Esteri dei paesi dell’area centroamericana,
Messico in testa.
Lunghissimo, molto alto e pattugliato dalla “Border patrol”, la polizia di frontiera
composta da oltre 11mila uomini compresi i volontari, è formato da una rete metallica,
lungo la quale sono state installate (dall’amministrazione Usa) telecamere e sensori
capaci di captare il calore del corpo umano, e di trasmettere dati in tempo reale
alle centrali di polizia di frontiera. Ma, come fanno intendere i circa 500mila
clandestini che superano annualmente il confine, questo metodo non è sufficiente
a risolvere il dilagante problema dell’immigrazione clandestina che dal sud del
continente si sposta negli Usa.
Immigrati. Dovrebbero essere oltre 1100 i chilometri nuovi da costruire. Un’imponente costruzione
seconda, per dimensioni, solo alla muraglia cinese, e dal costo elevatissimo.
Guatemaltechi, honduregni, messicani e brasiliani, ma anche ecuadoregni e colombiani,
hanno in questi anni raggiunto gli Usa senza essere in possesso di regolari documenti.
A piedi, nascosti nei doppiofondo dei tir, oppure a nuoto attraverso il rio Grande,
il fiume che separa Messico e Usa tristemente diventato un enorme cimitero, i
clandestini cercano fortuna in quello che credono essere il loro paradiso, ma
che probabilmente per loro si trasformerà in inferno. Pur di arrivare al di là
del muro e godere di maggiori diritti e di migliori condizioni di vita, pagano
migliaia di dollari agli spietati polleros, i trafficanti di uomini, che in cambio li conducono oltre frontiera abbandonandoli
al loro destino. Molti clandestini non ce la fanno. E’ ormai una triste abitudine
il ritrovamento di corpi di uomini, donne e bambini senza vita, abbandonati nel
deserto o ritrovati sulle rive del Rio Grande.
Ma esiste anche un paradosso in questa brutta vicenda: anche lavorando “in nero”
i clandestini aiutano la crescita dell’economia Usa e, con il denaro guadagnato
e spedito nei paesi di origine, aiutano le economie nazionali.
Il coro dei no. Quasi unanime si è alzato il coro di no alla notizia della proposta parlamentare
Usa, che oltre a discutere dell’ampliamento del muro, ha discusso anche della
necessità di contemplare come reato l’ingresso e la permanenza senza documenti
di cittadini stranieri in territorio Usa.
I ministri degli Esteri della regione si sono riuniti nella capitale messicana,
Città del Messico per discutere una linea comune da attuare contro la decisione
Usa di ampliare il muro. Sono stati tutti d’accordo nel decidere di creare un
gruppo di lavoro che si occupi dei problemi degli emigranti, e delle politiche
congiunte in materia di clandestini, e che lavori in stretto contatto con le autorità
statunitensi, aggiungendo che è un grave errore criminalizzare gli immigrati senza
documenti. "Quello di cui c'è veramente bisogno in questo momento è una proposta
integrata - dice Vanessa Cardenas, portavoce del Foro Nacional de Inmigracion - che includa la regolarizzazione dei lavoratori stranieri già presenti negli
Usa e l'emissione di visti per chi voglia andarci".
Dalla riunione è scaturito un documento chiarissimo che non cita l’ampliamento
del muro, ma parla di prevenzioni ed esorta a creare misure che incoraggino l’immigrazione
legale: “Le misure parziali, come quelle che contemplano solo un rafforzamento
delle politiche antimmigrazione, non possono rappresentare una soluzione valida
per affrontare la sfida che impone un fenomeno tanto importante e ampio come quello
dell’immigrazione”.