stampa
invia
Non è stato un bel Capodanno quello trascorso da Severo Moto, il leader dell’opposizione
equatoguineana residente in Spagna dal 1980. A fine dicembre infatti il governo
spagnolo ha deciso di revocare lo status di rifugiato politico concessogli nel
1986 a causa della presunta partecipazione in un tentativo di golpe ai danni dell’attuale
presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema. Il governo di Madrid
si sbarazza così di una personalità politica scomoda e si riavvicina al regime
dittatoriale di Obiang. Anche per permettere alle compagnie petrolifere spagnole,
in primis la Repsol, di partecipare alla spartizione della ricca torta petrolifera guineana.
Rapporti deteriorati. La notizia resa pubblica dal gabinetto spagnolo a fine dicembre era nell’aria
da mesi, visto il deterioramento dei rapporti tra Severo Moto e Madrid. Le autorità
spagnole hanno dato credito alle informazioni di intelligence e alle decisioni della giustizia di Malabo, che ha condannato in contumacia
Moto a 63 anni di carcere per il presunto ruolo avuto nell’organizzazione del
fallito golpe ai danni di Obiang avvenuto nella primavera 2004. Moto avrebbe inoltre
partecipato a giugno a una manifestazione di dissidenti conclusasi con pesanti
danneggiamenti all’ambasciata della Guinea Equatoriale a Madrid, avvenimento che
portò a un incidente diplomatico tra due paesi che da poco avevano riallacciato
i rapporti. Senza contare la “scomparsa” di Moto dello scorso aprile, quando il
leader politico riapparve dopo due settimane di silenzio a Zagabria. Per sfuggire
a un assassinio organizzato dagli Spagnoli secondo l’interessato; per rifornirsi
di armi in vista di un nuovo tentativo di golpe secondo il governo di Madrid.
Tutti comportamenti che il governo spagnolo ha ritenuto “in contrasto” con lo
status di rifugiato di Moto.
Sorte incerta. La sorte del leader dell’opposizione rimane incerta. Le autorità spagnole hanno
escluso di volerlo consegnare alla Guinea Equatoriale e di stare studiando una
soluzione alternativa perché a Moto non sarebbe garantito un processo equo in
patria. Un colpo al cerchio e uno alla botte, insomma. Probabilmente lo scomodo
ospite dovrà andarsene dalla Spagna, il problema sarà però trovare qualcuno disposto
a accoglierlo. Severo Moto ha dichiarato che preferirebbe tornare in Guinea Equatoriale,
anche se ciò significherebbe passare il resto della vita in prigione viste le
condanne pendenti sulla sua testa. Comunque vada a finire, a uscire vincente dalla
vicenda sarà solo il dittatore Obiang. Matteo Fagotto