07/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La società israeliana aspetta di conoscere la sorte di Sharon
Scritto per noi da
Yael Artom
 
 
 
Sharon e’ in ospedale. La sua figura forte aveva fatto quasi dimenticare la sua età. 
Per questa ragione, alcuni avevano sollevato dubbi sulla sua candidatura come premier alle prossime elezioni, ma la sua sicurezza e le sue battute autoironiche su età e peso avevano avuto la meglio sugli scettici. Ora che i dubbi si sono mostrati fondati, la sensazione degli israeliani è quella di una tragedia incombente. 
 
ariel sharonSharon è una figura controversa anche in Israele, e il suo passato gli era spesso stato contestato, ma il nuovo tentativo di raggiungere un accordo di pace sembrava fare capo solo a lui. Primo Ministro per due mandati e pronto a una campagna elettorale tutta in discesa per un terzo, Sharon era l’incontrastato protagonista della politica israeliana.
Le sensazioni di incertezza politica ed economica sono ora forti nella società israeliana.  Si fa fatica a pensare a un sostituto che possa avere il carisma e la forza di far accettare agli israeliani i difficili compromessi necessari al processo di pace.  I bollettini medici dall’ospedale in cui Sharon e’ ricoverato vengono seguiti da tutti con ansia.  Voci, accuse e previsioni sul futuro sono quasi l’unico oggetto di conversazione della popolazione.  I medici si accusano a vicenda: ci e’ voluto troppo tempo per portare Sharon in ospedale, non doveva essere dimesso dopo il primo intervento di due settimane fa, e cosi’ via.  Ci sono voci che danno Sharon per morto, o che parlano di encefalogramma piatto e macchine che terranno in vita Sharon fino alla prossima settimana per dare il tempo alla popolazione israeliana e al mondo di adattarsi all’idea della sua scomparsa.  Le voci si fanno sempre piu’ insistenti mentre i medici chiedono inutilmente calma e autocontrollo da parte dei media. 
 
Il mondo politico è nel caos più totale.  L’elezione di Sharon per un terzo mandato era data per scontata.  Il nuovo partito da lui fondato, Kadima, raccoglie molte figure di spicco della politica israeliana, ma la sensazione è che sia venuto a mancare il campo magnetico che li accumunava. Si parla già di possibili defezioni e di sostituti alla guida del nuovo movimento. I continui comunicati e l’attenzione a loro data creano in un certo senso un’illusione perché,  nonostante l’attenzione data ai comunicati dei medici, anche se Sharon dovesse sopravvivvere, ictus e emorragie cerebrali provocheranno danni molto gravi. E’ quindi chiaro che Sharon non tornerà alla politica, e lascia un vuoto nella società israeliana riempito per il momento solo da smarrimento e timori.  Forse Sharon aveva scordato di non essere immortale.  Certamente era riuscito a farlo scordare agli israeliani, che si trovano ora di fronte alla paura che il futuro possa portare un vuoto politico incolmabile, una nuova crisi economica in una situazione già difficile e un ennesimo fallimento del processo di pace. 
Categoria: Politica
Luogo: Israele - Palestina
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