Scritto per noi da
Yael Artom
Sharon e’ in ospedale. La
sua figura forte aveva fatto quasi dimenticare la sua età.
Per questa ragione, alcuni avevano sollevato dubbi sulla sua candidatura come
premier alle prossime elezioni, ma la sua sicurezza e le sue battute
autoironiche su età e peso avevano avuto la meglio sugli scettici. Ora che i
dubbi si sono mostrati fondati, la sensazione degli israeliani è quella di una
tragedia incombente.

Sharon è una figura
controversa anche in Israele, e il suo passato gli era spesso stato contestato,
ma il nuovo tentativo di raggiungere un accordo di pace sembrava fare capo solo
a lui. Primo Ministro per due mandati e pronto a una campagna elettorale tutta
in discesa per un terzo, Sharon era l’incontrastato protagonista della politica
israeliana.
Le sensazioni di
incertezza politica ed economica sono ora forti nella società israeliana. Si fa fatica a pensare a un sostituto che
possa avere il carisma e la forza di far accettare agli israeliani i difficili
compromessi necessari al processo di pace.
I bollettini medici dall’ospedale in cui Sharon e’ ricoverato vengono
seguiti da tutti con ansia. Voci,
accuse e previsioni sul futuro sono quasi l’unico oggetto di conversazione
della popolazione. I medici si accusano
a vicenda: ci e’ voluto troppo tempo per portare Sharon in ospedale, non doveva
essere dimesso dopo il primo intervento di due settimane fa, e cosi’ via. Ci sono voci che danno Sharon per morto, o
che parlano di encefalogramma piatto e macchine che terranno in vita Sharon
fino alla prossima settimana per dare il tempo alla popolazione israeliana e al
mondo di adattarsi all’idea della sua scomparsa. Le voci si fanno sempre piu’ insistenti mentre i medici chiedono
inutilmente calma e autocontrollo da parte dei media.
Il mondo politico è nel caos più totale.
L’elezione di Sharon per un terzo mandato era data per scontata. Il nuovo partito da lui fondato, Kadima,
raccoglie molte figure di spicco della politica israeliana, ma la sensazione è
che sia venuto a mancare il campo magnetico che li accumunava. Si parla già di
possibili defezioni e di sostituti alla guida del nuovo movimento. I continui
comunicati e l’attenzione a loro data creano in un certo senso un’illusione
perché, nonostante l’attenzione data ai
comunicati dei medici, anche se Sharon dovesse sopravvivvere, ictus e emorragie
cerebrali provocheranno danni molto gravi. E’ quindi chiaro che Sharon non
tornerà alla politica, e lascia un vuoto nella società israeliana riempito per
il momento solo da smarrimento e timori.
Forse Sharon aveva scordato di non essere immortale. Certamente era riuscito a farlo scordare
agli israeliani, che si trovano ora di fronte alla paura che il futuro possa
portare un vuoto politico incolmabile, una nuova crisi economica in una
situazione già difficile e un ennesimo fallimento del processo di pace.