Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.1 - 2006 dal 29/12 al 5/1
Pakistan (Waziristan e Balucistan). Il
29
dicembre nel Nord Waziristan i miliziani filo-talebani hanno
ucciso in uno
scontro a fuoco un soldato pachistano a Mir Ali. Lo stesso giorno a
Miran Shah è stato trovato il
cadavere sgozzato di un afgano con un
bigliettino attaccato alla schiena con scritto “spia americana”.
Il 2 gennaio in Balucistan 4 civili sono morti
per l’esplosione di una bomba nel distretto di Kharan. Nella zona era un corso
un lancio incrociato di missili tra
esercito pachistano e guerriglieri indipendentisti baluci.
Il 4 gennaio
nel Sud Waziristan, nei pressi di Wana, i miliziani filo-talebani hanno ucciso
7 civili di una tribù, i Kari Khel Wazir, accusata di non rispettare la sharìa.
Cecenia e Nord Caucaso. Il 29 dicembre in un
combattimento nel sud della Cecenia un soldato russo è stato ucciso
dai guerriglieri.
Nella capitale daghestana Makhachkala un militante
islamico si è fatto esplodere vicino alla moschea ferendo molti passanti.
Il 30 nel villaggio ceceno di Avtury l’esercito russo
ha ucciso 2 guerriglieri.
Il 1° gennaio a Grozny 2 militari russi, 2 guerriglieri e un
passante sono morti in un violento scontro a fuoco.
Il 2 nel distretto ceceno di Urus-Martan un
soldato russo è stato ucciso, ufficialmente per un incidente.
Il 3 alla periferia del villaggio ceceno di Kurchaloy
2 soldati russi sono morti durante l’attacco della guerriglia contro un
checkpoint.
Altri 2 soldati russi sono morti in un analogo
attacco nel distretto di Shali.
Nel distretto daghestano di Untsukul
5 guerriglieri islamici e 2
soldati sono morti nel corso di un’operazione speciale dell’esercito.
Costa
d’Avorio. Il 2, un attacco
condotto da soldati ammutinati contro il complesso militare di Akouedo, alla
periferia della capitale economica Abidjan, ha provocato almeno 13 vittime, tre soldati regolari e dieci
assalitori. Nella stessa mattinata del 2 le forze regolari hanno ripreso il
controllo della base. La Costa d’Avorio, teatro di una guerra civile che dura
dal settembre 2002, è divisa da una zona cuscinetto che separa il nord,
controllato dai ribelli delle Fn (Forces Nouvelles) dal sud governativo.
Uganda. Il 27, un portavoce delle
Forze Armate ugandesi ha affermato che l'esercito ha ucciso 23 ribelli dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lord's Resistance Army, Lra). Gli
scontri sono avvenuti nei distretti settentrionali di Pader e Kitgum, i più
colpiti dal conflitto. La guerra nel nord del Paese dura ormai da 19 anni, e i
recenti tentativi di far sedere al tavolo delle trattative governo e ribelli
non hanno portato frutti.
Nigeria. Il
2 uno
scontro a fuoco tra la polizia nigeriana e un gruppo di ladri di petrolio ha
provocato la morte di 12 persone. Gli
agenti che hanno aperto il fuoco, nello Stato meridionale del delta del Niger,
fanno parte di una squadra speciale governativa che tenta di limitare il
fenomeno, piuttosto diffuso, del furto di petrolio dagli oleodotti da parte delle
gang armate che operano nella zona.
Israele Palestina.
Il 29, 2 attentatori suicidi si sono fatti esplodere a un posto di blocco vicino a Tulkarem uccidendo un soldato israeliano
e ferendone altri 2 e 6 civili palestinesi. Una famiglia di Gaza ha
preso d’assalto un commissariato della polizia palestinese provocando 2 morti e 4 feriti.
Il 30, un palestinese di 14 anni è stato ucciso a Gaza City mentre uomini armati palestinesi sparavano contro il commissariato
di polizia.
Il 31, 2 palestinesi sono rimasti uccisi dal fuoco dell'artiglieria israeliana nel nord della Striscia di Gaza.
Il 3, 3 palestinesi sono morti in un attacco
missilistico israeliano contro la loro auto mentre si trovavano nel
campo profughi di Jabalya, nella striscia di Gaza.
Il 4, un palestinese è stato ucciso a
Hebron, in Cisgiordania, dai soldati dell'esercito israeliano.
Kashmir. Secondo fonti della guerriglia, Il 2 gennaio 3
giovani kashmiri sono stati uccisi dalle truppe indiane nel Jammu e Kashmir,
nelle città di Srinagar, Pulwama e Rajouri. Sempre secondo la guerriglia, nel
2005 l’esercito indiano ha ucciso circa 1.300 kashmiri.
India. Il 2 gennaio 6 persone, tra cui un commissario di
polizia, sono morte in scontri tra le forze dell’ordine e gli abitanti del
villaggio di Kalinga Nagar, nel distretto di Jaipur, nel nord-ovest dell’India.
I disordini sono iniziati durante le proteste degli abitanti contro la
programmata costruzione di una acciaieria nella zona.
Bangladesh. Il
1 gennaio 1 allevatore bengalese è stato ucciso
dalle forze di sicurezza indiane vicino al valico di Baliadangi. L’uomo si era
spinto fino al confine alla ricerca di una mucca che si era persa.
Sempre in Bangladesh, nella città di Paltan, 1 ragazzo è
stato ucciso e circa 100 persone sono rimaste ferite in scontri tra la polizia
e attivisti di due partiti politici.
Il
4 gennaio nel villaggio di Kanshat, 220 chilometri a
nord-ovest della capitale Dacca,
2 persone sono state uccise e 50 sono
rimaste ferite negli scontri tra la polizia e gli abitanti che protestavano per
le frequenti mancanze di corrente elettrica.
Thailandia. Il 3 gennaio un sospetto militante islamico ha ucciso 2 funzionari locali nel villaggio di Sungai Padi, nel sud del Paese a forte
maggioranza musulmana.
Sri Lanka. Il
3 gennaio, secondo fonti Tamil,
1 maggiore delle
Tigri Tamil e 1 civile sono stati uccisi dallo scoppio di una mina mentre
viaggiavano in motocicletta nella città di Chinnavalaiyankattu,
nel nord-est del Paese. La mina sarebbe stata detonata dall’esercito cingalese.
Il
4 gennaio 5 giovani sospetti separatisti Tamil
sono morti nella città di Trincomalee, 210 chilometri a nord-est di Colombo.
Secondo le forze di sicurezza, la morte degli studenti è stata causata dallo
scoppio anticipato di una granata che loro stessi stavano per lanciare contro
gli agenti. Secondo fonti Tamil, i cinque giovani sono stati uccisi da colpi di
arma da fuoco sparati a sangue freddo dalle forze cingalesi.
Indonesia. Il
1 gennaio una bomba piazzata da
sospetti militanti islamici è scoppiata in un mercato cristiano nella città di
Palu, sull’isola di Sulawesi,
uccidendo 8 persone e ferendone 45.
Filippine. Il 3 gennaio, secondo
fonti ufficiali, ribelli comunisti del New People’s Army (Npa) hanno ucciso 3
membri delle forze dell’ordine nella città di Matnog, a sud della capitale
Manila. In un altro attacco a Talisamayan, nell’isola di Mindanao, tre sospetti
militanti del Npa hanno ucciso il sindaco donna del villaggio. L’Npa è il
braccio armato del partito comunista filippino.