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Sono in pochi a conoscere la
storia del piccolo popolo degli Ilois. Eppure questi abitanti delle isole
Chagos, situate nel mezzo dell’Oceano Indiano a metà strada tra Africa e Asia,
sono stati i protagonisti di una delle più vergognose pagine della storia
britannica. Deportati dalla loro terra e trasferiti nelle Mauritius e nelle
Seychelles a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 per permettere la costruzione di
una base militare a Diego Garcia, gli Ilois sono stati abbandonati a se stessi
fino
all’anno scorso. Quando il governo britannico ha deciso di negare loro, per
sempre, la possibilità di tornare nelle loro terre.
Posizione strategica. Gli Ilois sono una popolazione mista, di
origini prevalentemente indiane, giunta nelle isole Chagos alla fine del
18esimo secolo. A séguito delle guerre coloniali tra Francia e Inghilterra
l’arcipelago finisce nelle mani degli Inglesi, che lo incorporano al territorio
delle Mauritius. Gli Ilois, circa duemila anime, vivono di pesca o lavorano
nelle piantagioni di noci di cocco fino a quando, negli anni ’60, l’arcipelago
non suscita gli appetiti delle potenze occidentali. Colpa di Diego Garcia, la
maggiore delle circa 60 isole, su cui gli Usa vorrebbero installare una base
militare per controllare l’Oceano Indiano. In cambio della fornitura di missili
Polaris (siamo in piena guerra fredda), nel 1966 il governo inglese accetta di
affittare l’isola agli Stati Uniti per 70 anni. A questo scopo l’arcipelago
delle Chagos viene sottratto alle Mauritius (prima che queste diventino
indipendenti nel 1968) e diviene parte dei Biot
(British Indian Ocean Territories).
Resta solo da regolare la “fastidiosa” questione degli Ilois.
Terra bruciata. L’amministrazione britannica non perde tempo.
Mentre il Foreign Office tenta in
tutti i modi di presentare gli Ilois come “lavoratori stagionali” nelle
piantagioni per giustificarne la partenza, a livello locale comincia una serie
di pesanti pressioni. Il governo inglese acquista tutte le piantagioni per poi
chiuderle e lasciare la gente senza lavoro, poi fa la stessa cosa con scuole e
ospedali. Alle persone costrette a recarsi nelle Mauritius per le cure mediche
viene negato il permesso di tornare nelle isole, a chi resta vengono distrutti
i campi e uccisi gli animali, come testimoniato da un documentario girato nel
2004
dal giornalista John Pilger. Del lavoro sporco viene incaricato il governatore
delle Seychelles, sir Bruce Greatbatch, che arriva a gassare tutti i cani
dell’arcipelago per terrorizzare i locali. Le tattiche spicce usate dal Foreign Office mirano a “non far
rimanere nulla di indigeno a parte i gabbiani”, come scritto nei documenti
declassificati da Londra. Le pressioni alla fine sortiscono l’effetto sperato:
la maggioranza degli Ilois se ne va e i pochi ostinati che fanno resistenza
vengono deportati senza tanti complimenti.
Sentenza definitiva. Gli Ilois finiscono così nelle periferie di
Port Louis e Victoria. “Non sono mai riusciti a integrarsi. Hanno una cultura
e
tradizioni differenti e sperano di poter tornare un giorno nelle loro terre”
confida a PeaceReporter Richard
Gifford, l’avvocato che difende gli Ilois davanti all’Alta Corte inglese. Le
statistiche ufficiali parlano di un tasso di disoccupazione doppio rispetto
alla media del paese, così come per il consumo di droghe e alcool. L’unica
speranza per gli Ilois è riuscire a tornare in patria. “Una sentenza del 2000
dell’Alta Corte ha riconosciuto che l’espulsione dalle Chagos è illegale, e che
quindi gli Ilois hanno il diritto di tornare”, prosegue Gifford. Peccato che il
governo inglese, per invalidare la sentenza, abbia commissionato uno studio di
fattibilità che è arrivato a conclusioni bizzarre: il rimpatrio degli Ilois sarebbe
troppo costoso, pericoloso per le frequenti inondazioni e contribuirebbe al
riscaldamento globale. Per queste ragioni le autorità britanniche hanno deciso
di vietare l’accesso alle isole ai civili, compresi gli Ilois. Ma in gioco ci
sono interessi molto maggiori.
Importanza
strategica. La verità è che l’isola di Diego Garcia è troppo
importante a livello strategico: sede della base di Camp Justice, si è rivelata fondamentale nelle due guerre del golfo
e durante l’intervento americano in Afghanistan. L’affitto dell’isola agli Usa
terminerà nel 2016, data nella quale il governo delle Mauritius vorrebbe
esercitare la propria teorica sovranità sulla isole Chagos. Difficile però
pensare che Usa e Gran Bretagna accettino di cedere Diego Garcia, che potrebbe
essere
usata come moneta di scambio dalle Mauritius per ottenere qualche vantaggio
economico. Le ultime speranze gli Ilois le ripongono nell’ennesimo ricorso
all’Alta Corte di Londra e nella Corte Europea di Giustizia. Il governo
britannico ha però già dimostrato che le sentenze, se contrastano con la ragion
di stato, possono essere ignorate. Come la sorte degli Ilois. Matteo Fagotto