05/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Nasce il Kuf, la prima rappresentanza unitaria dei curdi in Iran
“Tanti importanti attivisti curdi e tanti membri delle organizzazioni non governative curde in Iran hanno deciso di dare vita a un fronte unito e indipendente per perseguire pacificamente il rispetto dei diritti che i Curdi in Iran si vedono negati da 26 anni”. A parlare è Bahaeddine Adab, il fondatore e leader del Kurdish United Front, la nuova formazione che, per la prima volta, vuole offrire una rappresentanza unita alla comunità dei curdi–iraniani, che conta quasi otto milioni di persone.
 
una guerrigliera curdaL’unione fa la forza. “Vogliamo che l’unità ci dia la forza per riuscire a essere rappresentati in parlamento e nei municipi”, chiarisce Adab, “questa è l’unica strada per far sentire la nostra voce e per ottenere rispetto per la gente curda in Iran”. In realtà Adab ha provato a candidarsi nel 2004, prima della nascita del Kuf , ma è stato squalificato dal Consiglio dei Guardiani, l’istituzione nata dopo la rivoluzione islamica del 1979 che vigila sulla ‘rispettabilità’delle candidature al parlamento iraniano. Ma questa volta Adab punta da un lato sull’unità dei curdi come punto di forza rispetto alle divisioni del passato, e dall’altro lato punta su un cavillo legislativo che gli permetterebbe di beffare la sorveglianza dei Guardiani. Il leader del Kuf  ha specificato con insistenza che il neonato movimento unitario non sarà giuridicamente né un partito politico né una ong. In entrambi i casi infatti ricadrebbe sotto la scure delle autorizzazioni statali. Il Kuf si presenta come un movimento di opinione che, da subito, ha potuto contare sull’adesione dell’avvocato Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace nel 2003. “I Curdi non riescono a far sentire la loro voce”, ha dichiarato Adeb, “e non riescono a far rispettare i loro diritti sanciti dalla Costituzione. La disoccupazione, la censura della stampa di lingua curda, il boicottaggio della salvaguardia della cultura e dell’identità curda e i balzelli maggiorati nelle zone a maggioranza curda sono i problemi con i quali la nostra gente si trova quotidianamente a combattere. Ma non combatteremo queste discriminazioni con la violenza o puntando alla secessione. Chiederemo solo che vengano rispettati i nostri diritti”.
 
una manifestazone di curdi in iranUna lunga storia. I rapporti tra il governo di Teheran e i Curdi iraniani si sono infuocati dopo la rivoluzione del 1979. I Curdi erano infatti percepiti come alleati del deposto Scià e, già nei primi anni del regime dei mullah, si sono verificati decine di migliaia di arresti di Curdi e, secondo questi ultimi, la morte di 17 mila persone a causa delle violente repressioni da parte dei militari iraniani. La scelta dei Curdi di appoggiare il regime di Saddam Hussein nel conflitto tra Iran e Iraq degli anni Ottanta non ha certo aiutato a rasserenare gli animi. Dopo una stagione di calma apparente, dall'autunno 2002 si è notata una recrudescenza delle pressioni da parte dell’autorità centrale sui Curdi con l’esecuzione di alcuni leader storici della comunità curda in Iran: il prigioniero politico Hamza Qader, giustiziato l'8 ottobre 2002 a Sardasht. Sassan Al-Kanan, il 19 febbraio 2003 nel carcere di Sanandaj, ucciso perché accusato di aver sostenuto il partito Komala, una formazione politica curda. Mohammad Golabi, giustiziato il 2 marzo 2003 nel carcere di Saghez, con la stessa accusa di Al-Kanan. Jalil Zewai, giustiziato il 4 dicembre 2003 per essere membro del Partito Democratico del Kurdistan/Iran (Dpki) e Ramin Sharifi, morto il 6 dicembre 2003 per essere membro del Partito Democratico del Kurdistan/Iran (Dpki). Un lungo elenco che, con la sua mossa, Adeb cerca di fermare. Anche per sfruttare la situazione internazionale. I Curdi in Iraq, per la prima volta nella storia, sono al governo e godono di un’autonomia notevole. I governi della Siria, della Turchia e dell’Iran, gli altri Paesi nei quali vive la comunità curda, sono all'erta per evitare un effetto centrifugo che porterebbe alla rinascita di un nazionalismo curdo mai sopito che ha, da sempre, l’obiettivo di ottenere la nascita dello Stato del Kurdistan. La difficile situazione del governo di Teheran e di quello di Damasco, sommata alla libertà dei Curdi iracheni e alle difficoltà turche (in attesa di entrare nell’Unione Europea) sembra un momento felice come pochi per i Curdi, ma ancora una volta come è già accaduto mille volte in passato, conteranno gli interessi delle grandi potenze nell’area. Intanto i Curdi iraniani, con la nascita del Kuf, si preparano a ogni evenienza. 

Christian Elia

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