04/01/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



continua dalla prima parte
 
 
Bambni appena usciti dal fiumeIl 24 dicembre inizia all’alba, come ogni altro giorno nella regione. Obiettivo: preparare i tamales, un impasto di riso carne e verdure avvolte in grandi foglie di bijao. Tutti siamo riuniti attorno a un tavolo all’aperto armeggiando tra pentole, limonate e galline, e tra chiacchiere e scherzi passiamo la giornata in modo semplice e spensierato. Una pausa al fiume a rinfrescarci e rapidamente è sera.
Accendiamo un gran fuoco e ripartiamo questi involti strani e dall’aria deliziosa: io apro il mio e lo gusto come si apprezzano tutte le cose preparate nell'atmosfera armoniosa di un gruppo affiatato. Stappo la bottiglia di vino che tenevo in serbo e tutti assieme brindiamo allegramente.
Ciascuno di noi fa una piccola riflessione da condividere con gli altri: oltre ai ringraziamenti per i momenti bellissimi che stimo vivendo e a un pensiero alle nostre famiglie lontane, prevalgono parole di coraggio, determinazione e di rinnovato impegno verso l'obiettivo che ci accomuna tutti: la lotta per i diritti dei contadini di questa regione ricca e contesa. È emozionante trovarsi qui in questo momento, far parte di un gruppo di persone che ogni giorno vivono, resistono e soffrono, accanto a gente che senza armi combatte contro un nemico grande e potente. Ma è lo spirito d’unità che si respira a far sì che la convinzione si rafforzi ogni giorno di più, nonostante le difficoltà fisiche e morali che siamo costretti a affrontare.
Qualcuno intona una canzone e inizia la festa: canti, balli, rum e aguardiente rendono questa notte illuminata dal fuoco e dalle stelle davvero speciale. Senza decorazioni, alberi, regali, né mostrine, viviamo lo spirito del vero Natale: la gioia della condivisione e il piacere dello stare assieme a persone che stimo e rispetto.
 
bambina con la radio portatileL'inaspettato.  Il giorno dopo mi riserva una bella sorpresa. Mentre sono sdraiata a oziare sull’amaca, doña Marina mi dà una pentola e mi dice di seguire Alirio. Camminiamo in direzione del fiume, un po’ più in alto rispetto a dove solitamente andiamo a lavarci e a nuotare, e arriviamo a una spiaggetta di sabbia e pietra. In un baleno i ragazzi trovano la legna, la spaccano e accendono un fuoco. Arrivano le donne e iniziamo a pelare la verdura: yucca, carote, patate, cipolle, sedano, pomodori e cetrioli, base per la preparazione della zuppa nazionale, il sancocho. Veder sgozzare le galline ancora m’impressiona, soprattutto quando a farlo sono dei ragazzini con i loro machete affilati, ma la disinvoltura con cui vengono fatti questi gesti antichi mi ricorda che è molto più normale tagliare la testa ad un animale per mangiarlo che sceglierlo tra le pile tutte identiche del supermercato, ben ordinato ed impacchettato.
Mentre pelo la yucca, mettendo in pratica i suggerenti che Carlos mi ha dato il giorno prima, gli uomini arrivano con un pentolone zeppo di pezzi di maiale pronto per essere arrostito in una struttura che ha me sembra lo scheletro di una tenda indiana, ma che con ogni probabilità è il modo più antico del modo per cuocere la carne.
I bimbi sguazzano felici nel fiume, si arrampicano sugli alberi e si gettano nell’acqua appesi alle liane. Sandra approfitta e lava i panni mentre io chiacchiero con Antonio. Mi spiega che fino a poco tempo fa il 25 era vissuto in modo del tutto diverso. Quando la foglia di coca era un commercio florido e redditizio, la gente passava la notte del 24 a ballare e a ubriacarsi nel villaggio fino all’alba. Tutti avevano soldi da spendere e gli alcolici scorrevano a fiumi, tanto che il giorno successivo era dedicato a riprendersi dalla sbornia. Ora che il mercato della foglia di coca è in crisi per i controlli serrati, la gente non ha più soldi da spendere per cose superflue e si stanno riscoprendo le tradizioni di una volta, sta riemergendo quello spirito di condivisione che da tempo si era perso. 
 
Bambino gioca con l'aquiloneSaggezza popolare. Questo è solo uno dei tanti modi in cui la coltivazione e la lavorazione della foglia di coca ha modificato le dinamiche di questa società: molti dei saperi tradizionali sono andati perdendosi con il tempo. La gente, infatti, trovandosi improvvisamente con molto denaro a disposizione, ha smesso di coltivare gli ortaggi tradizionali di queste terre in favore della coca, meno laboriosa e più redditizia. I prodotti necessari potevano essere tranquillamente comprati nel paese più vicino, ma l'abitudine al lavoro e le conoscenze tradizionali, nonché la pratica del lavoro comunitario, sono andate lentamente perdendosi e rappresentano un bagaglio di conoscenze difficile da ricostruire.
Ed è proprio questo il lavoro dell'associazione contadina presente nella zona, che Ipo accompagna: incentivare progetti di sussistenza alimentare alternativi alle coltivazioni illecite, promuovendo di conseguenza la riscoperta della sapienza tradizionale persa nel corso del tempo.
 
Ecco il Natale. Mi guardo attorno e ammiro stupita il paradiso in cui mi trovo: sulla riva di un torrente cristallino, circondata da una giungla maestosa, assieme a persone meravigliose. È un'immagine che non potrò certo dimenticare e, se esiste uno spirito nel Natale, sono certa di averlo trovato.
Categoria: Guerra
Luogo: Colombia