30/12/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La Teheran giovane e religiosa delle feste illegali: ballare senza imitare l’Occidente
scritto per noi da
Paola Rivetti
 
 
La sfacciataggine delle ragazze iraniane avrebbe solleticato anche la navigata immaginazione del Marchese De Sade. Come nella Francia del ‘700 le donne nascondevano magie di seduzione sotto ampie gonne, nell’Iran di Ahmadi Nejad le ragazze, una volta libere dal pesante chador, mostrano stravaganze che paiono concepite in folli notti nelle capitali occidentali del divertimento. Sara sbatte le lunghissime ciglia nere per farsi aprire la porta di un negozio, in orario di pausa, da un giovane commesso sorridente ed imbarazzato. Entra e si avvicina allo specchio per indossare delle lenti ramate, che striano gli occhi di rosso fuoco. “Ora sono pronta”, dice, e lo stesso sembra suggerire lo sguardo compiaciuto del commesso.  La casa della festa si trova sulle pendici dei monti Alborz, a nord di Teheran. E’ una casa su diversi piani, con la facciata bianca in stile coloniale. La musica è così alta che la si può sentire da fuori. Il giardiniere, indifferente, continua ad annaffiare le rose nel prato. Dentro la casa, invece, si sta consumando uno dei reati più spettacolarmente puniti nella Repubblica Islamica: quello “del far festa”.
 
Festino domestico a Teheran
E’ qui la festa? Nonostante in Iran anche un caffè con due amici venga considerato “una festa”, le riunioni illegali che si celebrano nelle case persiane hanno due caratteristiche principali: sono promiscue e vi sono gli alcolici. Ragioni sufficienti per non perdersene nemmeno una. Tuttavia, si tratta di violazioni intollerabili del codice morale e penale, punite in modi davvero singolari. Il grigio regime degli Ayatollah rivela in questo caso, una fantasia inaspettata: Siavash, 27 anni, racconta di essere stato messo nella piscina della casa dove la festa, scoperta dalla polizia, si stava celebrando. Dopo un’ora e mezza, le forze dell’ordine hanno chiamato i genitori di tutti i presenti, allora minorenni, perché li venissero a recuperare, bagnati ed umiliati. Per tutto quel tempo li avevano minacciati delle più atroci ripercussioni. Siavash ride moltissimo, in compagnia della sua famiglia, trasferitasi in Italia, quando ricorda l’episodio; purtroppo, però, le improvvise irruzioni della polizia provocano anche tragedie. Nell’aprile scorso, dei ragazzi travestiti da mullah si lanciarono dal balcone dell’appartamento dove stavano celebrando con degli amici un festa in maschera, rimanendo feriti. E pochi giorni fa, un’altra festa si è risolta in 20 arresti.
 
Una donna punita con 70 frustate per abbigliamento indecenteQuel labile confine. Il fenomeno delle feste è cresciuto negli ultimi anni, molti sostengono, grazie alla promozione delle libertà individuali da parte del governo riformista di Khatami. Tuttavia, “la stampa straniera presenta le feste in Iran come se fossero un tentativo di imitare l’occidente. L’ho letto sul sito della Bbc”, spiega Sara, “ma non è così. Io non vedo incoerenza tra ballare e credere in Dio e nella Repubblica Islamica. Tra il fumare una sigaretta ed amare il proprio presidente. Io non sono preoccupata per un ritorno ai tempi dell’oscurantismo a causa di Ahmadi Nejad. A dire che succederà questo è una certa parte politica. Io credo che i giovani abbiano bisogno di ricevere un’educazione. Ma allo stesso tempo, abbiamo bisogno di divertirci”, continua. Del resto, gli arresti di giovani festaioli vi erano anche durante gli anni del governo di Khatami, e lo stesso si può tristemente dire delle impiccagioni diegli omosessuali.
“Il fatto che ci siano proibite molte cose, rende normali dei comportamenti che invece dovrebbero essere condannati”, dice Sara. “Ci sono feste dove le ragazze si concedono a più uomini, anche contemporaneamente, magari per il solo gusto di infrangere delle regole. E’ per questo che è considerato normale prostituirsi”. In Iran, a vendere il proprio corpo sono normalmente giovani ragazze di ottima famiglia, benestanti, ma soprattutto “con uno spirito rivoluzionario spiccato”, ironizzano in molti. Infatti, spesso le ragazze svolgono quest’attività proprio per manifestare il proprio dissenso. Di fonte a ciò, “il ballo e la musica sono finti problemi”, sostiene Sara. “Io credo fermamente nella moralità, e credo che questa vada rafforzata dalle autorità. Ma certe perversioni esistono proprio perché vengono criminalizzati comportamenti innocenti”. Sara fa parte della stessa Teheran delle “ragazze che si concedono ai matrimoni temporanei”, come vengono enfaticamente chiamate qui le prostitute. Benestante e con una casa dalla quale si può godere un panorama su tutta la città, Sara frequenta le migliori scuole di inglese e di francese, ma dice di voler scappare dall’Iran, di voler andare in Francia per essere libera e per non preoccuparsi più di trovare marito. Eppure, il fatto di essere stata rifiutata come segretaria presso un ufficio della presidenza della Repubblica l’ha affranta moltissimo. “Volevo lavorare col mio presidente”, dice. Nonostante si lanci in danze scatenate non appena le venga data la possibilità di farlo, Sara fa parte di una famiglia molto conservatrice e non si discosta da quelle idee.
 
Due minorenni omosessuali impiccati pubblicamente quest'anno
Futuro incerto. Ad ogni nuova notizia di arresti, tuttavia, parte del Paese trema. Che si tratti di manifestanti o di giovani conservatori sorpresi durante una festa con una bottiglia di vino fatto in casa , gli iraniani vedono con preoccupazione il futuro. Che sorte avranno le libertà civili promosse da Khatami? “Khatami ha aiutato la società ad esprimersi, l’ha aiutata ad acquistare fiducia in sé stessa”, dice Sadegh, studente di ingegneria al politecnico “Amir Kabir”. “Ora non ci possono dire “via il presidente, via le libertà”. “Il presidente Ahmadi Nejad riporterà semplicemente la fede e la moralità. Ma è normale, io sono giovane ed amo il divertimento”:  Sara risponde così a moltissime domande, risolvendo moltissime incongruenze. Con pace per chi, invece, molte questioni le continua a vivere con la tipica ansia di chi non ha nulla, se non un piede già fuori dal Paese.
Categoria: Costume
Luogo: Iran
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