30/12/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.50- 2005 dal 23 al 29/12
Uganda
Il 27, l'esercito ugandese ha ucciso 7 persone e ne ha ferite 16 in un attacco contro civili del campo di Lagoli, situato nel nord del Paese. Le vittime stavano protestando per l'uccisione di un ragazzo, confuso con un ribelle dell'Lra (Lord’s Resistance Army), avvenuto domenica notte. Un portavoce dell'esercito aveva ammesso l'errore e aveva assicurato che i responsabili erano stati arrestati. Le Forze Armate hanno riferito di essersi solo difese sparando in aria per disperdere la folla. Il 28 truppe di terra coadiuvate da elicotteri hanno attaccato un gruppo di ribelli Lra uccidendone 20. Lo ha reso noto un portavoce dell'esercito. Tre miliziani sono stati catturati e il resto si è dato alla macchia. L'attacco si è verificato nel distretto di Pader, 380 chilometri a nord della capitale ugandese Kampala. Il distretto è uno dei tre maggiormente colpiti da una guerra civile che da 19 anni viene portata avanti dai ribelli dell'Lra.

 
Repubblica Democratica del Congo
Il 22, 7 ribelli sono stati uccisi durante un'offensiva condotta dall’esercito congolese e dai Caschi Blu dell'Onu in Ituri, la regione nord-orientale al confine con l’Uganda. I ribelli appartenevano a una milizia della comunità Lendu, che rifiuta di accettare il programma di disarmo stabilito dagli accordi di pace siglati nel 2002. Il 27 nuovi scontri, avvenuti nell’est del Paese tra ribelli ugandesi e truppe regolari appoggiate dai Caschi Blu delle Nazioni Unite, hanno provocato almeno 40 morti, tra cui un militare indiano della Monuc e tre soldati congolesi. L’offensiva contro i ribelli di stanza in Ituri dura da alcune settimane con la collaborazione delle Forze Armate ugandesi.

Israele e Palestina
Il 21, un miliziano di Hamas è stato ucciso durante un’incursione dell’esercito israeliano a Jenin, in Cisgiordania. Il 22, tre palestinesi sono stati uccisi in un raid israeliano a Nablus, in Cisgiordania.

Algeria
Il 27, sono stati uccisi 2 guerriglieri islamici dalle forze di sicurezza algerine, nella regione di Chlef, a 200 chilometri ad ovest di Algeri. 

 
Colombia
Il 23, due agenti della polizia e 3 passanti, una donna e 2 bambini, sono rimasti feriti in un attentato contro una pattuglia della polizia avvenuto davanti al palazzo di un'istituzione ad Arauca. La polizia ha attribuito l'attentato ai ribelli delle 'Forza armate rivoluzionarie della Colombia' (Farc).
Il 27, un gruppo di guerriglieri delle Farc si è scontrato con soldati dell’esercito governativo. Secondo fonti militari, i soldati morti sarebbero 28. L’episodio è avvenuto nei pressi della località di Vista Hermosa. Secondo quanto affermato da un portavoce del governo di Bogotà, altri 3 militari sono stati feriti e uno è tuttora disperso. Camilo Ospina, attuale ministro della Difesa, ha precisato che le vittime erano 3 sottoufficiali e 25 soldati professionisti, facenti parte di un'unica brigata mobile impegnata in operazioni antidroga. 


                                              Sri Lanka
Il 22, 3 marinai cingalesi sono morti in uno scontro a fuoco con i ribelli delle Tigri Tamil al largo della costa nord-orientale.
Il 23, 13 marinai hanno perso la vita e altri 4 sono rimasti feriti per l’esplosione di una mina nel distretto nord-occidentale di Mannar. Al momento dell’attacco stavano viaggiando su un autobus e su un camion nei pressi di Pesalai, 220 chilometri a nord della capitale Colombo.
Il 25, Joseph Pararajasingam, un parlamentare della Tamil national alliance (Tna), partito vicino alle Tigri, è stato ucciso durante la messa di Natale nella sua città Batticaloa, sulla costa est. Altre 8 persone sono rimaste ferite, tra cui la moglie. Il 26, l’esercito ha ucciso 2 presunte Tigri e 2 civili sono morti in circostanze non chiare.
Il 27, almeno 11 soldati sono morti e altri 4 sono rimasti feriti per l’esplosione di una mina nella penisola di Giafna, estremo nord del Paese.
Visto l’aumento di violenze nel mese di dicembre, i Paesi sostenitori del processo di pace (Giappone, Norvegia, Unione Europea e Stati Uniti) stanno facendo pressione su governo cingalese e movimento delle Tigri affinché riprendano le trattative. Il cessate il fuoco, proclamato nel febbraio 2002, sembra sempre più fragile e si teme un ritorno alla guerra civile che si è consumata nel nord e nell’est del Paese per oltre vent’anni.

 
Kashmir indiano
Il 22, 2 militanti islamici sono stati uccisi dalle truppe indiane dopo aver attraversato la Linea di controllo, cioè il confine che divide il Kashmir indiano da quello pachistano. Il 26, 3 presunti ribelli sono stati uccisi in una battaglia con soldati indiani nel distretto meridionale di Pulwama.
Il conflitto fra ribelli musulmani ed esercito indiano è cominciato nel 1989 e finora ha causato decine di migliaia di vittime.

Pakistan
Il 24, 2 soldati pachistani sono rimasti feriti per l’esplosione di una mina nel Waziristan del sud, regione tribale dove l’esercito va a caccia dei militanti talebani e di al-Qaeda dal 2001. 

 
Cecenia e Caucaso
Il 24 un Antonov decollato dalla capitale dell’Azerbaigian, Baku e diretto in Kazakistan, è precipitato poco dopo il decollo, provocando la morte di 23 persone, 18 passeggeri e cinque membri dell'equipaggio. Da accertare le cause dell’incidente.
Il 28 il viceministro dell'Interno del Dagestan, Magomed Gazimagomedov, ha subito un agguato in cui sono morti suo figlio e il suo autista.
Sempre il 28 un’esplosione vicino a una moschea nella città di Makhachkala, capitale del Daghestan, ha causato la morte di una persona. Incerte le cause della deflagrazione, anche se le autorità ritengono possa trattarsi di un attacco suicida.


Categoria: Guerra
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