
Esiliata dal proprio paese, dopo venticinque anni vissuti a Londra, Doris Lessing
ha la possibilità di tornare nel luogo in cui è cresciuta, lo Zimbabwe, liberato
dopo una sanguinosa guerra civile dal governo bianco razzista che regnava in precedenza.
“Sorriso africano” racconta quattro visite in questo paese, compiute nell’arco
di dieci anni, tra il 1982 ed il 1992, descrivendo l’evoluzione che si verifica
con il passare del tempo ed i suoi tentativi di riscatto.
E' un libro della memoria. La Lessing osserva le controversie dello Zimbabwe,
il mischiarsi delle culture ed il perpetuarsi delle ostilità nei confronti delle
abitudini e dello stile di vita coloniali, esplorando i modi spesso inaspettati
con i quali gli elementi della tradizione africana del passato si fondono alle
abitudini dei bianchi.
Ma queste visite rappresentano anche un viaggio intimo nel suo passato: l’autrice
evoca anche la sua infanzia passata in una fattoria isolata nel
bush (il tipico paesaggio del paese), i suoi genitori,
le incomprensioni con il fratello.
L'autrice
Doris Lessing, nasce nel 1919 in Persia, l’attuale Iran. Quando aveva ancora
cinque anni la famiglia si trasferisce nella Rhodesia del Sud, l’odierno Zimbabwe.
Qui conduce la vita agiata riservata ai coltivatori bianchi, frequenta una buona
scuola, gioca con il fratello nella savana.
Con il passare degli anni si distingue però dagli altri bianchi, legge molto
e sviluppa idee ribelli contro il governo bianco razzista allora presente.
Viene per questo esiliata.
Riuscirà a ritornare nel suo paese solo venticinque anni dopo, al governo c’è
adesso Mugabe, la rivoluzione ha portato via il colonialismo, il paese è in mano
ai neri.
Le quattro visite. Questo libro racconta gli spostamenti, le conversazioni e le sensazioni della
scrittrice durante le quattro visite nel paese.
Durante i suoi viaggi l’autrice conversa con persone bianche e nere, cogliendo
le loro sensazioni ed il loro commenti sul paese che sta nascendo: i rimpianti
per la stabilità ed il benessere perduti, le speranze per il futuro.
Nei racconti della prima visita si coglie una sorta di nostalgia per il passato,
quando il benessere era maggiore, lo stato era organizzato, la produzione agricola
abbondante.
Il governo nero viene accusato di non saper governare, mancano persone istruite
che sappiano prendere le decisioni, regnano inesperienza e corruzione.
Con il passare degli anni i drammi della guerra si allontanano, l’economia
piano piano si riprende, si definisce la nuova struttura del paese.
In ogni visita si scopre un paese nuovo, bianchi e neri riescono a convivere,
si instaurano nuove abitudini, miglioramenti, e al contempo nascono nuovi problemi.
Uno sguardo sullo Zimbabwe. A rendere ancora più interessante questo libro è la passione con la quale viene
narrato. Doris Lessing è innamorata della sua terra e la conosce a fondo, le descrizioni
sono spesso poetiche e comunicano passione: “il caldo è pesante e il suono degli
uccelli per antica associazione sembra la sua voce”. La narrazione riesce a cogliere
nel profondo i molteplici aspetti di questo paese ed a spaziare tra diverse dimensioni:
dalla scomparsa degli animali che prima lo popolavano alla corruzione politica,
la diffusione dell’Aids, la disorganizzazione del sistema scolastico, le problematiche
delle nuove fattorie gestite dai neri.
L’autrice cerca sempre di immedesimarsi nella cultura locale e di non guardare
le cose con gli occhi di una bianca benestante: “Quello che bisogna ricordarsi
è che vanno avanti con i nostri metodi perchè questo è il mondo moderno e loro
ci sono dentro, ma i nostri metodi non sono i loro e ai loro ci sono affezionati,
il nostro modo di fare le cose va contro la loro natura. Alla fine non saranno
i nostri metodi quelli che sceglieranno.”
Nasce dunque un romanzo appassionante alla scoperta di un paese paesaggisticamente
bellissimo, culturalmente interessante, politicamente complesso.