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“Come sta il mondo?” chiede Jovanotti in uno dei suoi ultimi successi
discografici. Lo ha chiesto anche l’Organizzazione mondiale della
sanità (Oms), che
in un tempo caratterizzato da quiz, talk show, richieste di pareri e
opinioni, non ha voluto essere da meno e ha pensato di stilare una classifica delle malattie principali del 2005.
Come interlocutori, non quindi ha cercato esperti, scienziati,
epidemiologi, medici. Ha interpellato gli abitanti del mondo (un piccolo campione
di circa 600 persone), che hanno
risposto mettendo sul podio ai primi tre posti, influenza aviaria,
Hiv/Aids e fumo.
Conosciute e dimenticate. Lo scopo della domanda era capire la percezione dei “non addetti ai
lavori” delle malattie di cui hanno sentito, o non hanno sentito
parlare nell’anno appena concluso. In un’epoca in cui viene dato
sempre più spazio al paziente, alla sua consapevolezza della malattia, a
un suo rapporto costruttivo e attivo con il medico, l’Oms ha deciso di
sentire la voce, telematica, della gente comune. Da 20 diversi Paesi del mondo
hanno risposto al
richiamo circa 600 persone, permettendo di stilare due
classifiche: la top ten delle principali protagoniste del 2005 e la top
ten di quelle dimenticate. Salta subito all’occhio come le
condizioni patologiche più votate siano praticamente le stesse, nove su
dieci, nelle due liste, seppur in diverso ordine. Questo significa che
i rischi per la salute considerati più importanti sono anche quelli per
i quali si pensa non venga fatto abbastanza. L’Oms sottolinea anche
come le risposte pervenute siano sostanzialmente coincidenti,
indipendentemente dalla zona geografica di provenienza. E sottolinea infine, forse
con una punta di orgoglio, come i temi di
salute che preoccupano i frequentatori telematici che hanno risposto
alla domanda siano stati nel 2005 al centro dell'attenzione e delle cure
anche dell'Oms, che continuerà a farsene carico. Tutti d'accordo dunque.
Aviaria e Hiv in testa. “Quest’anno, l’attenzione maggiore dovrebbe essere sull’influenza aviaria”
scrivono dalle Filippine. E’ infatti il virus H5N1 in testa alla
classifica, il più gettonato del 2005. Nonostante il numero delle
persone infettate sia tutto sommato limitato (138 casi), la malattia
dei polli ha avuto un’importante influenza sul settore agricolo e
avicolo, e dunque sull’economia dei paesi colpiti dall’epidemia
animale. A tenere alta l’attenzione ha contribuito, verosimilmente,
l’alto numero di decessi (71) rispetto agli infettati (oltre una
persona su due che si ammala non guarisce) e il da più parti paventato
rischio di mutazione del virus e quindi di pandemia influenzale umana. “I Paesi
sviluppati sono pronti in caso di una pandemia da influenza aviaria?”
si chiede infatti Eve Bardelli, dalla Francia. E la malattia dei polli
trova così posto anche nella classifica delle malattie trascurate ,
seppur in sesta posizione.
La piaga dell’Hiv/Aids è al secondo posto della top ten: “...sta
distruggendo le famiglie in tutto il mondo”, scrive Mimi, dal Buthan.
Ma, sostengono dal Canada “dovrebbe ricevere più attenzione, perché
colpisce di più le donne che vivono nella povertà”; così
l’Hiv si guadagna la medaglia d’argento anche come malattia trascurata.
I dati del 2005 parlano di 5 milioni di nuove infezioni e oltre tre di
patologie collegate all’Hiv/Aids. La trasmissione del virus è ancora in
crescita e in alcuni Paesi uno o due adulti su tre sono infettati.
Dal fumo alla malaria. Il terzo posto nella top ten, ma addirittura il primo fra le
dimenticate, appartiene al tabacco e ai suoi effetti dannosi sulla
salute, tali da portare a morte cinque milioni. La buona notizia
sottolineata dall’Oms è che sta crescendo il numero di paesi impegnati
nella lotta al fumo. Tornando alle malattie infettive, nelle due liste
trovano spazio anche la tubercolosi , con i suoi nove milioni di casi e
due milioni di morti l’anno, e la malaria, un milione di morti ogni
anno, “due malattie collegate ed è essenziale farsene carico insieme”
afferma dal Kenya Duncan Ochieng Ochol. Gli abitanti del mondo non si
sono poi dimenticati delle malattie croniche (come cancro, diabete,
ictus cerebrali) né di patologie collegabili all’ambiente, segnalate da
Prakash Shrestha, del Nepal: “L’acqua potabile, le misure igieniche di
base e l’alimentazione, perché rappresentano i rischi per la salute più frequenti
per la maggioranza dei bambini del mondo”.
Violenza dimenticata.
Infine, le altre condizioni rappresentative del 2005 citate in entrambi
gli elenchi sono povertà, malnutrizione e mancanza di un accesso uguale
per tutti alla sanità di base. Ma in due soli casi, emblematici, non vi
è stata coincidenza fra le liste. Le catastrofi naturali, che hanno
dolorosamente segnato gli ultimi dodici mesi, dallo tsunami al
terremoto in Kashmir agli uragani nelle Americhe, sono al settimo posto
della top ten sulla salute del mondo nel 2005, ma chi ha risposto non
pensa siano state ignorate. Al contrario, la violenza, soprattutto nei
confronti di donne e bambini, che uccide 1,6 milioni di persone ogni
anno ed è la principale causa di morte fra i 15 e i 44 anni, rientra
soltanto nella classifica delle patologie per le quali non viene
fatto abbastanza.
Valeria Confalonieri