Intervista a Zeev Sternhell storico israeliano e docente all'Università di Gerusalemme
Sedici anni fa lei aveva previsto l'evoluzione politica oggi in atto in Israele.
La divisione nella destra e nella sinistra e la formazione di un nuovo Partito
di centro. Quale è la sua opinione a proposito?
In effetti quelle previsioni oggi si stanno materializzando. La destra si è divisa
in una parte estremistica e in un'altra moderata. Il Partito laburista non sta
attraversando una scissione come quella che ha coinvolto il Likud. Il Labour ha
perduto alcuni elementi della sua ala destra, mentre l'adesione di Shimon Peres
a Kadima è la conseguenza della sconfitta subita alle primarie. Se fosse stato
eletto leader del Labour oggi non ci avrebbe raccontato che Sharon è il migliore
politico per dirigere il paese.
Quello che è veramente interessante notare è non solo la rapidità con cui le
cose sono cambiate, ma che è finalmente divenuto chiaro che gli israeliani non
sono appiattiti su posizioni di estrema destra. Gli israeliani desiderano arrivare
alla pace con i palestinesi. Ma vogliono che siano le élite a mostrare loro come
arrivarci.
In questo gli israeliani sono molto conformisti. Si è visto con quale facilità
si è riuscito a sgomberare gli insediamenti della Striscia di Gaza.
Oggi, se le élite dicessero chiaramente che la pace si costruisce sulla base
dei confini tracciati dalla linea verde, pur con alcuni accorgimenti e cambiamenti
limitati, ma niente di più, sono certo che gli israeliani lo accetterebbero.
I sondaggi per il momento danno ragione a Peres: Sharon è dato per vincitore.
I sondaggi di oggi forniscono un quadro delle dinamiche attuali, che non saranno
però necessariamente i risultati finali delle elezioni. Il Likud risulterà probabilmente
un po' più forte, Sharon un po' più debole.
Sul Partito laburista è difficile fare previsioni. Dipenderà molto dal modo in
cui Peretz condurrà in questi mesi il suo partito. Ma in ogni caso per la prima
volta dopo tanti anni il Partito laburista può intravedere la speranza di ritornare
ad essere la prima forza di governo. Se vuole raggiungere questo traguardo è necessario
che porti
avanti con forza le sue idee e convinzioni, in modo da imprimerle sul governo
che si formerà dopo le elezioni.
L'ideale, secondo me, sarebbe che il Partito laburista vinca e imponga la sua
linea su Kadima. E'difficile, ma non impossibile. Ma il peso politico del Labour
sarà comunque importante anche se fosse Sharon a vincere le elezioni, perché quest'ultimo
preferirà verosimilmente una coalizione con Peretz piuttosto che con il Likud.
In questo quadro Shimon Peres non avrà un ruolo di primo piano né la guida di
un ministero importante. Riceverà la carica di Ministro della Pace o della Cooperazione,
come quando era premier Barak.
Quali dunque le differenze tra il partito centrista di Sharon e il Labour di
Peretz?
Non definirei Kadima un partito centrista ma di centro-destra. In Israele non
esiste un partito di centro. Lo Shinui è stato un incidente. E' stato il frutto
della debolezza del Labour e della prepotenza della destra religiosa. Il Labour
si colloca invece su una posizione che al momento definirei di centro sinistra,
una posizione più
che mai sensibile ai problemi sociali, acuti oggi come mai in Israele.
Peretz parla come deve farlo un leader laburista, mettendo l'accento sui mali
che vive la popolazione civile israeliana. Lui ha capito che i problemi sociali
dentro il paese e quelli della pace con i palestinesi sono collegati. Questa può
rappresentare la sua carta vincente. Malgrado il suo populismo, la destra sociale
si è rivelata capace di attuare solamente politiche neoconservatrici, profondamente
antipopolari, senza essere in grado di risolvere i problemi profondi di Israele.