21/12/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista a Zeev Sternhell storico israeliano e docente all'Università di Gerusalemme
Zeev SternhellSedici anni fa lei aveva previsto l'evoluzione politica oggi in atto in Israele. La divisione nella destra e nella sinistra e la formazione di un nuovo Partito di centro. Quale è la sua opinione a proposito?
In effetti quelle previsioni oggi si stanno materializzando. La destra si è divisa in una parte estremistica e in un'altra moderata. Il Partito laburista non sta attraversando una scissione come quella che ha coinvolto il Likud. Il Labour ha perduto alcuni elementi della sua ala destra, mentre l'adesione di Shimon Peres a Kadima è la conseguenza della sconfitta subita alle primarie. Se fosse stato eletto leader del Labour oggi non ci avrebbe raccontato che Sharon è il migliore politico per dirigere il paese.
Quello che è veramente interessante notare è non solo la rapidità con cui le cose sono cambiate, ma che è finalmente divenuto chiaro che gli israeliani non sono appiattiti su posizioni di estrema destra. Gli israeliani desiderano arrivare alla pace con i palestinesi. Ma vogliono che siano le élite a mostrare loro come arrivarci.
In questo gli israeliani sono molto conformisti. Si è visto con quale facilità si è riuscito a sgomberare gli insediamenti della Striscia di Gaza.
Oggi, se le élite dicessero chiaramente che la pace si costruisce sulla base dei confini tracciati dalla linea verde, pur con alcuni accorgimenti e cambiamenti limitati, ma niente di più, sono certo che gli israeliani lo accetterebbero.
 
Amir PeretzI sondaggi per il momento danno ragione a Peres: Sharon è dato per vincitore.
I sondaggi di oggi forniscono un quadro delle dinamiche attuali, che non saranno però necessariamente i risultati finali delle elezioni. Il Likud risulterà probabilmente un po' più forte, Sharon un po' più debole.
Sul Partito laburista è difficile fare previsioni. Dipenderà molto dal modo in cui Peretz condurrà in questi mesi il suo partito. Ma in ogni caso per la prima volta dopo tanti anni il Partito laburista può intravedere la speranza di ritornare ad essere la prima forza di governo. Se vuole raggiungere questo traguardo è necessario che porti
avanti con forza le sue idee e convinzioni, in modo da imprimerle sul governo che si formerà dopo le elezioni.
L'ideale, secondo me, sarebbe che il Partito laburista vinca e imponga la sua linea su Kadima. E'difficile, ma non impossibile. Ma il peso politico del Labour sarà comunque importante anche se fosse Sharon a vincere le elezioni, perché quest'ultimo preferirà verosimilmente una coalizione con Peretz piuttosto che con il Likud.
In questo quadro Shimon Peres non avrà un ruolo di primo piano né la guida di un ministero importante. Riceverà la carica di Ministro della Pace o della Cooperazione, come quando era premier Barak.
 
Quali dunque le differenze tra il partito centrista di Sharon e il Labour di Peretz?
Non definirei Kadima un partito centrista ma di centro-destra. In Israele non esiste un partito di centro. Lo Shinui è stato un incidente. E' stato il frutto della debolezza del Labour e della prepotenza della destra religiosa. Il Labour si colloca invece su una posizione che al momento definirei di centro sinistra, una posizione più
che mai sensibile ai problemi sociali, acuti oggi come mai in Israele.
Peretz parla come deve farlo un leader laburista, mettendo l'accento sui mali che vive la popolazione civile israeliana. Lui ha capito che i problemi sociali dentro il paese e quelli della pace con i palestinesi sono collegati. Questa può rappresentare la sua carta vincente. Malgrado il suo populismo, la destra sociale si è rivelata capace di attuare solamente politiche neoconservatrici, profondamente antipopolari, senza essere in grado di risolvere i problemi profondi di Israele.
Continua...