
Preoccupato dalle mancanze dell’intelligence nel prevenire gli attacchi dell’11
settembre 2001, qualche mese dopo gli attentati il presidente Bush ha autorizzato
segretamente una delle più grandi agenzie di spionaggio Usa a intercettare le
conversazioni telefoniche e le e-mail di migliaia di cittadini statunitensi sospettati
di legami con terroristi, senza prima chiedere l’apposita autorizzazione ai tribunali
demandati a concederla. Lo rivela oggi il New York Times, al termine di un’inchiesta
che il quotidiano era pronto a pubblicare già un anno fa, e che è stata rimandata
perché la Casa Bianca aveva chiesto espressamente al giornale di non renderla
pubblica, per non dare alcun vantaggio a potenziali terroristi che potrebbero
rendersi conto di essere spiati. Mentre alcuni esponenti dell’amministrazione
difendono questa pratica sostenendo che ha permesso di sventare possibili attentati,
altri ufficiali lanciano accuse di incostituzionalità.
Spionaggio all’estero. La National Security Agency (Nsa), una delle più grandi tra le 14 agenzie di
intelligence statunitensi, è famosa per la sua ossessione di segretezza (la sua
esistenza è stata anche negata, da qui il soprannome di No Such Agency, “non c’è nessuna agenzia”) e la sua missione è di condurre attività di spionaggio
solo sulle comunicazioni estere o comunque rivolte verso stranieri. Può legalmente
intercettare un’e-mail tra i diplomatici di due Paesi stranieri, per esempio,
ma per spiare le telefonate tra un cittadino americano e qualcuno all’estero,
lo può fare solo se prima ha ottenuto l’autorizzazione della Corte di sorveglianza
sull’intelligence all’estero. Un tribunale creato appositamente negli anni Settanta,
dopo gli abusi dell’intelligence su contestatori e pacifisti venuti alla luce
durante la guerra del Vietnam.
Lista dei sospetti. Secondo i funzionari che hanno parlato al New York Times chiedendo la garanzia
dell’anonimato, in ogni momento sono controllate le conversazioni di circa 500
cittadini americani, inseriti nella lista di quelli che hanno potenziali legami
con terroristi. La lista viene aggiornata continuamente, quindi è probabile che
il numero delle persone monitorate siano qualche migliaio. Fino ad ora il controllo
delle comunicazioni interne agli Stati Uniti era competenza dell’Fbi, sempre previa
autorizzazione di un organo giudiziario. “Il fatto che a condurre questo spionaggio
interno sia ora la Nsa è un enorme cambiamento”, ammette un ex funzionario intervistato
dal New York Times. Preoccupata dalle restrizioni burocratiche alle attività di
intelligence evidenziate anche dalla Commissione sull’11 settembre, l’amministrazione
Bush ha rotto la prassi esistente.
I risultati. Gli ufficiali che difendono le nuove attività della Nsa sostengono che il programma
di intercettazioni ha portato alla scoperta di un complotto organizzato da Iyman
Faris, un cittadino naturalizzato che nel 2003 si è dichiarato colpevole di aver
aiutato al Qaeda nel piano per far saltare in aria il ponte di Brooklyn. Altri
funzionari credono che la nuova pratica non sia in realtà necessaria, dato che
ottenere l’autorizzazione da parte della Corte di sorveglianza è relativamente
facile, e poche richieste in tal senso sono state negate.
Il controllo sulla manifestazioni pacifiste. Comunque sia, l’inchiesta del New York sembra destinata a far discutere, anche
alla luce delle rivelazioni emerse nei giorni scorsi sul controllo che il dipartimento
della Difesa ha svolto su manifestazioni pacifiste negli Usa. Secondo un documento
ottenuto dall’emittente Nbc, una cinquantina di dimostrazioni organizzate da associazioni
contro la guerra sono state classificate come “minacce sospette”: si va dalle
proteste contro i centri di reclutamento dell’esercito a riunioni di quaccheri
nelle scuole, ma anche a manifestazioni lontane da qualsiasi installazione militare.