Cecenia e Caucaso

Il
9 dicembre ad Argun, Cecenia,
un soldato russo è morto quando il blindato su cui viaggiava è saltato su una bomba telecomandata. In
Daghestan in uno scontro a fuoco la polizia ha
ucciso un guerrigliero islamico locale. Il
10, sempre in Daghestan,
un miliziano islamico è morto nell’esplosione di una bomba artigianale. Nel distretto ceceno meridionale di
Itum-Kalè
3 guerriglieri sono stati uccisi nel corso di una battaglia con le forze russe, tra loro anche l’arabo Abu Omar
al-Saif. L’
11 a Grozny, in Cecenia, è
morto nell’incendio del suo appartamento il segretario del Consiglio di Sicurezza
ceceno, Rudnik Dudayev. Le cause dell'incendio sembrano non dolose. Ma il fatto che
Dudayev, in passato critico verso gli abusi delle forze d'occupazione russe, fosse
sfuggito lo scorso gennaio a un altro incendio della sua abitazione alimenta sospetti
sulla sua morte. Il
12 in Daghestan
4 membri di una famiglia sono stati uccisi da uomini armati. Si trattava del direttore di una scuola rurale, sua moglie
e i suoi due figli.
Il
13 i guerriglieri ceceni hanno
ucciso 3 soldati russi e 3 poliziotti ceceni in due differenti attacchi. Nel distreto di Vedenò
3 guerriglieri sono morti in un altro scontro a fuoco. Il
14 in Inguscezia le forze di sicurezza hanno
ucciso un militante islamico durante un’operazione antiterrorismo. E in Daghestan
un altro militante è stato ucciso a Kasavyurt dalla polizia.
Israele e Palestina
L’
8, a Beit Lahya, nel nord della striscia di Gaza,
due palestinesi sono morti e un terzo è rimasto ferito a causa di un omicidio mirato dell’esercito israeliano
che ha lanciato un razzo su una casa dove i tre si erano incontrati. Il
14,
quattro persone sono morte e cinque sono rimaste ferite in un omicidio mirato dell’esercito israeliano.
Un elicottero militare ha colpito un’automobile che usciva da Gaza City e, secondo
i militari di Tel Aviv, si dirigeva al valico di Karni per compiere un attentato.
Colombia

Il
2 Daniel Monroy Morales, 25 anni, è stato ucciso da due sicari a bordo di una motocicletta davanti alla porta di casa, a Florencia, nella zona
di Caquetà. Gli assassini lo hanno attaccato a colpi di arma da fuoco. Morales
era consigliere comunale di Pauji, una piccola località nel sud della Colombia
in una regione controllata dalle Forze Armate Rivoluzionarie (Farc). Dal maggio
2004 solo nella zona di Caquetà sono stati assassinati 11 consiglieri comunali.
Il 4
L'ex senatore Jaime Lozada, che aveva dichiarato di aver pagato un riscatto alle Farc per ottenere la liberazione
del figlio sequestrato dalla guerriglia,
è stato ucciso in un agguato nel dipartimento di Huila, 300 chilometri da Bogotà. l'
11. Un gruppo di circa
200 uomini armati e con in uniforme si sono presentati come paramilitari del Blocco Nord delle
Autodifese unite della Colombia e sono entrati nei villaggi La Mas Verde e Nuevo
Horizonte, nel dipartimento di Santa Isabella, comune di Curumaní, nel Cesar.
Dopo aver commesso ogni tipo di prepotenza e vessazione contro la popolazione
civile hanno sequestrato un numero indeterminato di contadini,
20 dei quali sono prima stati torturati e poi assassinati con colpi di arma da
fuoco. A riferirlo è la Rete di fratellanza e solidarietà con la Colombia che ha sede
a Bogotá. Il fatto è accaduto fra il 4 e il 5 dicembre scorso, se ne ha notizia
solo ora. Uno dei cadaveri è stato rinvenuto in una fossa comune. Tre sono stati
prelevati dall'esercito e trasportati a Curumaní, la capitale, mentre gli altri
sono tuttora esposti alle intemperie e agli attacchi degli animali predatori,
dato che né l'autorità giudiziaria né le forze di polizia si sono presentate per
l'indetificazione e la rimozione dei cadaveri. Fino al 7 dicembre, inoltre, i
paramilitari hanno tenuto sotto sequestro l'intero villaggio, chiudendone ogni
via di comunicazione. Poi si sono ritirati nelle loro basi, sparse nei municipi
di Curamaní e Pailitas, sempre nel Cesar. Adesso questa gente ha difficoltà a
riprendere la propria vita: la paura è tanta e in più hanno molta difficoltà a
procurarsi alimenti e medicine.
Filippine
Il
13, l'esercito filippino ha riferito che
2 marines sono stati uccisi e altri 11 feriti nel corso di scontri con i militanti di Abu Sayyaf, il gruppo estremista islamico
filippino legato ad al-Qaeda. I combattimenti si sono svolti nella notte, non
lontano dalla città di Patikul, sull'isola di Jolo, dopo un'incursione dei marines
filippini in un campo occupato da circa 50 guerriglieri.
Sri Lanka
Il
12, almeno 17 poliziotti sono rimasti feriti in un attacco dinamitardo nel nord-ovest del Paese. Poco prima
l’esplosione di una mina aveva provocato il ferimento di 2 soldati vicino alla città orientale di Batticaloa. La settimana precedente altre due
esplosioni avevano ucciso 14 soldati. Gli attacchi sono stati attribuiti dalle
autorità ai ribelli delle Tigri tamil che però non li hanno rivendicati. Il processo
di pace fra Tigri e governo è in stallo dall’aprile 2003 e a fatica la comunità
internazionale sta cercando di farlo ripartire. Finora nella guerra che dura dai
primi anni Ottanta sono morte oltre 60mila persone.
Kashmir indiano

Il
9, le truppe indiane hanno
ucciso 4 persone nel distretto di Poonch. In un altro incidente
un membro della polizia speciale è stato ucciso nel distretto di Goda
. Un altro poliziotto è morto per le ferite riportate alcuni giorni prima in un attacco da parte di assalitori
non ancora identificati.
Il 12 le truppe indiane hanno distrutto una casa
uccidendo 2 giovani nell’area di Sogam.
Il 13 l’esercito indiano ha ucciso 8 giovani kashmiri, di cui 6 nell’area di Budgam e 2 a Kulgam.
Il 14 le truppe indiane hanno ucciso 6 presunti militanti islamici nei pressi della capitale estiva Srinagar. La battaglia è continuata per diverse
ore nel villaggio di Beerwah e per ora non si hanno notizie di vittime fra i soldati.
Nel 1989 i ribelli islamici hanno dato inizio all’insurrezione contro l’esercito
indiano. Entrambe le parti si sono macchiate di gravi abusi e finora le vittime
del conflitto sono oltre 60mila, tra le quali moltissimi civili.
Waziristan (Pakistan)
L’
8 dicembre nella cittadina di Jandola una bomba esplosa nel bazar ha
ucciso almeno 12 persone ferendone altre 40. Il
9 a Miranshah
2 persone sono state decapitate e legate ai pali della luce da militanti islamici che controllano la regione
e che nei giorni precedenti avevano ucciso e impiccato altri 10 persone accusate
di banditismo.
Libano
Il
12, un'autobomba è esplosa a Beirut contro l’auto del giornalista e deputato
Gibran Tueni, che è rimasto ucciso. L’esplosione ha ucciso altre 3 persone e ha causato numerosi
feriti.
Siria
L’
8,
otto estremisti religiosi sono stati uccisi durante scontri con le forze di sicurezza che erano in cerca di arsenali di armi
dell’opposizione islamica, giunti dal Libano ad Aleppo e Damasco.
Burundi
Il 15 l'esercito ha reso noto di aver ucciso 120 guerriglieri dell'ultimo gruppo ribelle Hutu rimanente, le Forze Nazionali di Liberazione (Fnl), catturandone più di 600 negli ultimi
tre mesi. La guerra civile, scoppiata nel 1993, ha provocato la morte di 300.000
persone. Le Fnl hanno recentemente dichiarato di non essere pronte a trattare
con il governo.
Uganda
Il 15 un piccolo gruppo di ribelli dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lra) ha
ucciso 8 persone in un attentato compiuto nei pressi della parrocchia di Ogowie, sulla strada
che collega Aloi con Omoro, nel nord del Paese. A rendere noto il fatto sono fonti
militari. Nell’ultimo anno il Lra è stato fortemente indebolito dalla pressione
militare dell’esercito, ma continua ad attaccare obiettivi civili. La guerra in
Uganda dura ormai da 19 anni e le recenti trattative di pace tra governo e ribelli
sono arrivate a un punto morto.
Nepal
Il 14 almeno 11 civili sono stati uccisi e altri 19 sono rimasti feriti dopo che in soldato dell’esercito reale nepalese
ha aperto il fuoco sulla folla che partecipava a un festival indù, vicino alla
capitale Kathmandu. Il soldato, in abiti civili, avrebbe iniziato a sparare dopo
un litigio. La polizia ha definito la tragedia “un incidente” e ha aperto un’inchiesta.
In Nepal non si hanno notizie di scontri dal 3 settembre scorso, quando i ribelli
maoisti hanno dichiarato una tregua unilaterale. Finora la guerra tra maoisti
ed esercito reale ha causato almeno 12mila morti.