15/12/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Dietro pressioni di Asmara la missione Onu ritira il personale occidentale
Check-point dell'UnmeeLa notizia era nell’aria da tempo, ma è stata ufficializzata solo ieri pomeriggio. Dopo le insistenti pressioni del governo eritreo, che negli ultimi mesi ha creato non poche difficoltà alla Unmee (la missione Onu al confine tra Eritrea e Etiopia), il Consiglio di Sicurezza ha deciso di “riallocare temporaneamente” il personale occidentale della missione a Addis Abeba. Nel gioco delle parti l’Eritrea continua a alzare il tiro e a fare pressione perché la questione del confine venga risolta al più presto. Mentre non cessano le voci di movimenti di truppe alla frontiera tra i due stati.
 
In giallo i territori di confine contesi tra Eritrea e EtiopiaAlta tensione. Sembrava che le recenti aperture dell’Etiopia, le cui autorità si erano dette disposte a ritirare dal confine le migliaia di truppe ammassate nelle ultime settimane, potessero far rientrare l’allarme. L’Eritrea però stavolta sembra decisa a fare più pressione possibile perché la questione del confine, in bilico da ormai 5 anni, venga risolta in tempi brevi. Asmara ha lanciato una sorta di ultimatum all’Unmee, che si è vista costretta a ritirare il personale occidentale nonostante i 3.700 caschi blu rimangano operativi sul territorio. A essere spostate a Addis Abeba sono state 180 persone dello staff civile e militare. PeaceReporter ha contattato l’ambasciatore eritreo a Roma per chiarimenti: “La vera responsabile dell’attuale situazione è l’Etiopia, che dal 2002 rifiuta le conclusioni della Commissione incaricata di tracciare il confine. E’ l’Etiopia che viola la legge internazionale senza che l’Onu faccia nulla, e questo è l’unico modo che abbiamo per premere affinché si trovi una soluzione”. L’ambasciatore si è invece rifiutato di chiarire perché le autorità eritree abbiano chiesto solo la partenza del personale occidentale. L’ufficio stampa della Unmee a Asmara, contattato da PeaceReporter, ha confermato di non aver ricevuto alcuna motivazione ufficiale a riguardo.
 
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni UnitePossibili risvolti. Mentre non si hanno ancora commenti da parte etiope, il Consiglio di Sicurezza ha ieri fermamente condannato la mossa di Asmara, definita “inaccettabile” anche per le precedenti restrizioni di movimento alle truppe e agli aerei dell’Unmee. Il Consiglio ha poi ammonito che “la decisione del governo eritreo potrebbe avere implicazioni sul futuro della missione, la cui capacità di azione è stata drasticamente ridotta”. Secondo l’ambasciatore eritreo comunque Asmara non ha al momento intenzione di chiedere il ritiro dell’Unmee: “In questi anni abbiamo sempre collaborato con i contingenti militari giordani, indiani e keniani della missione, e continueremo a farlo. E a aspettare che la comunità internazionale faccia qualcosa per risolvere la questione del confine.”
 
Carro armato dell'UnmeeGuerra o pace? Fonti diplomatiche hanno riferito a PeaceReporter che la situazione nella capitale Asmara è assolutamente tranquilla e non ci sono segni di nervosismo né tra la popolazione né tra le forze dell’ordine. Difficile comunque che la mossa eritrea possa sbloccare la situazione. L’Etiopia non sembra intenzionata a cambiare la sua tattica di “tira-e-molla”, soprattutto ora che il colpo di mano di Asmara ha deteriorato i rapporti con la comunità internazionale. Pur avendo ragione nel merito della questione del confine quindi le autorità eritree rischiano di non poter sfruttare questo vantaggio. A meno che non decidano di forzare ulteriormente la mano. Ma con migliaia di truppe ammassate al confine, da una parte e dall’altra, sarebbe certamente la decisione meno saggia. 

Matteo Fagotto

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità