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Ha il colore del cedro,
un gusto fra la limonata e il crodino, e un aroma fresco, di the speziato. È la
Coca Sek, la Coca del sole, una bevanda appena nata, inventata dagli indigeni
Nasa o Paeces (come li chiamavano gli spagnoli), la cui ricetta
custodiscono quale prezioso segreto. C’è solo una cosa che è dato sapere: la
componente base è la foglia di coca, coltivazione secolare nelle terre ataviche
indigene.
Dentro e fuori. E gli ideatori puntano
davvero in alto. “E’ la risposta fai da te al colosso Coca Cola”, precisano e
non nascondono l’intenzione di arrivare a sfidare l’affollato mercato delle
bevande, riuscendo pian piano a distribuirla e consumarla in tutte le maggiori
città della Colombia. E all’estero? Almeno per ora non si può andare. Fuori dai
confini colombiani la foglia di coca crea scompiglio, è sulla lista nera degli
Stati Uniti, chel’hanno dichiarata ‘sostanza pericolosa’, tanto da limitarne
severamente il commercio estero. E la Coca-Cola allora? A questo proposito ogni
addetto alle relazioni pubbliche intervistato sull’argomento è solito
rispondere che la cocaina non è mai stata un ingrediente e si chiude dietro il
segreto commerciale della formula se qualcuno insinua che vi siano quantomeno
altri componenti rigorosamente estratti dalla foglia.
Arte e pazienza. La Coca Sek, creata nella
riserva indigena Calderas de Inzá, nella valle del Cauca, sarà imbottigliata
nella vicina Popoyán. Come ogni prodotto che si rispetti, è stata testata da
decine e decine di assaggiatori, che l’hanno definita un ottimo dissetante,
specialmente “quando il dio Sole brilla in tutto il suo splendore”. Per
produrla viene usata esclusivamente la foglia di coca più pregiata, la più
saporita, conosciuta come neogranadense, che cresce solo nelle terre del
Cauca, bagnate dalle fresche acque montane.
modi di usare in maniera
sana e legale la foglia di coca. Oltre
alla bibita, infatti, producono pan di coca, torte, vino e acqua aromatica,
prodotti artigianali, un mercato interno che aiuta a far fronte alle dure
regole del Trattato di libero commercio con gli Stati Uniti, rinnovato dal
governo Uribe. Stella Spinelli