15/12/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Indigeni colombiani inventano la Coca-Sek,l'anti CocaCola tutta naturale
foglie di cocaHa il colore del cedro, un gusto fra la limonata e il crodino, e un aroma fresco, di the speziato. È la Coca Sek, la Coca del sole, una bevanda appena nata, inventata dagli indigeni Nasa o Paeces (come li chiamavano gli spagnoli), la cui ricetta custodiscono quale prezioso segreto. C’è solo una cosa che è dato sapere: la componente base è la foglia di coca, coltivazione secolare nelle terre ataviche indigene.
 
Un gruppo di indios raccoglie le foglie di cocaDentro e fuori. E gli ideatori puntano davvero in alto. “E’ la risposta fai da te al colosso Coca Cola”, precisano e non nascondono l’intenzione di arrivare a sfidare l’affollato mercato delle bevande, riuscendo pian piano a distribuirla e consumarla in tutte le maggiori città della Colombia. E all’estero? Almeno per ora non si può andare. Fuori dai confini colombiani la foglia di coca crea scompiglio, è sulla lista nera degli Stati Uniti, chel’hanno dichiarata ‘sostanza pericolosa’, tanto da limitarne severamente il commercio estero. E la Coca-Cola allora? A questo proposito ogni addetto alle relazioni pubbliche intervistato sull’argomento è solito rispondere che la cocaina non è mai stata un ingrediente e si chiude dietro il segreto commerciale della formula se qualcuno insinua che vi siano quantomeno altri componenti rigorosamente estratti dalla foglia.
Ma gli indigeni non si spaventano certo per le restrizioni internazionali. Intanto puntano a conquistare i colombiani, poi valuteranno come invadere il mercato estero. “La gente associa la coca con la cocaina – spiegano – noi invece vogliamo convincerli che la coca non è la stessa cosa della droga che corrode i loro Paesi. È ben altro. E siamo orgogliosi di questa foglia”. Il loro progetto di farne un uso corretto, infatti, ha radici lontane ed è una vera e propria battaglia alla cocaina. Con le foglie di coca si fanno infusi, medicinali, bevande, che sono tutt’altro che una sostanza stupefacente. È solo l’un percento della hoja che, estratta e trattata chimicamente conduce alla famigerata polverina bianca. “Per noi è una coltivazione tradizionale, sulla quale si basa da sempre la nostra alimentazione. Per questo vorremmo che per tutti bere la Coca del Sole diventasse un gesto quotidiano. E poi è buona. La gente che l’ha assaggiata ne è rimasta affascinata”.
 
Un bambino raccoglie le pianteArte e pazienza. La Coca Sek, creata nella riserva indigena Calderas de Inzá, nella valle del Cauca, sarà imbottigliata nella vicina Popoyán. Come ogni prodotto che si rispetti, è stata testata da decine e decine di assaggiatori, che l’hanno definita un ottimo dissetante, specialmente “quando il dio Sole brilla in tutto il suo splendore”. Per produrla viene usata esclusivamente la foglia di coca più pregiata, la più saporita, conosciuta come neogranadense, che cresce solo nelle terre del Cauca, bagnate dalle fresche acque montane. 
Arrivare alla formula definitiva è costato fatica e tempo. Anni di prove, durante i quali i Nasa si sono impegnati a testare i gusti di indigeni e meticci, di bianchi e neri. “Non potevamo basarci solo su di noi, che siamo abituati al sapore della coca. Dovevamo indagare, studiare, aprirci al mondo esterno, perché il nostro intento è creare una bevanda universalmente buona”. E il risultato è una “simbiosi fra i vari mondi”, senza zucchero aggiunto, tutto naturale, frutto della terra e della sapienza indigena, tanto che i paeces non intendono neppure depositare la formula: “Appartiene alla cultura dei popoli latinoamericani, non vale la pena r egistrarla”. Ed è proprio questa cultura che i nasa vogliono diffondere, partendo dalla divulgazione degli infiniti bottiglie di coca sekmodi di usare in maniera sana e legale la foglia di coca. Oltre alla bibita, infatti, producono pan di coca, torte, vino e acqua aromatica, prodotti artigianali, un mercato interno che aiuta a far fronte alle dure regole del Trattato di libero commercio con gli Stati Uniti, rinnovato dal governo Uribe.
 
Lancio ufficiale. Domani, in occasione dei festeggiamenti di Inzá, la bibita sarà ufficialmente lanciata, un vero e proprio banco di prova. Saranno messe in vendita 3mila bottigliette che, almeno per ora, non avranno un aspetto particolare, com’è invece per le altre bibite, ma sarà con vuoto a rendere, “perché – sottolinea David Curtido, uno dei leader del progetto – il prezzo non deve assolutamente superare i mille pesos”. Tutto il sapore del Sol, dunque, a 36 centesimi di euro. 
 

Stella Spinelli

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