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Un patto contro la Russia... La Comunità della Scelta
Democratica (Cdc), questo il nome della nuova alleanza nata il 2 dicembre a
Kiev, comprende Ucraina, Georgia, Azerbaigian, Polonia, Bulgaria, Romania,
Ungheria, Repubblica Ceca, Moldova, Macedonia, Slovenia, Estonia, Lettonia e
Lituania.
…e contro le repubbliche separatiste. Durante la
cerimonia di Kiev il presidente Ucraino Victor Yushenko ha dichiarato che tra
le priorità della Comunità della Scelta Democratica c’è la risoluzione degli
“irrisolti conflitti separatisti in Georgia e Moldova che minacciano la
stabilità regionale”. Si riferiva alle repubbliche separatiste georgiane di
Ossezia del Sud e Abkhazia e a quella moldava di Transnistria, politicamente e
militarmente sostenute da Mosca. Non a caso nelle ultime settimane l’Occidente
(Usa, Nato, Ue) e i Paesi membri della Cdc, Moldova e Georgia in testa, hanno
rotto gli indugi chiedendo alla Russia il ritiro immediato delle sue truppe da
questi territori. Se in Transnistria l’escalation è ancora a una fase di
‘guerra delle parole’ (v. articolo), in Abkhazia e soprattutto in
Ossezia del Sud la situazione sta pericolosamente scivolando verso il confronto
militare.
Alta tensione in Ossezia del Sud.
Venerdì, mentre a Kiev prendeva vita la Comunità della Scelta
Democratica, in Ossezia del Sud, quattro unità della polizia militare
georgiana, scontrandosi violentemente con le milizie separatiste, hanno
cercato di prendere il controllo di una strada su cui stava per passare
l’autoproclamato presidente sud-osseto Eduard Kokoity, che ha subito
accusato Tbilisi di aver tentato un attacco contro di lui e di fare di
tutto per provocare una nuova guerra. E lunedì 5 la stessa polizia
georgiana – che in teoria non dovrebbe operare nella ‘zona di
conlfitto’ – ha arrestato un capo della milizia separatista con
l’accusa di essere un falsario che stampava dollari falsi. L’azione è
stata accompagnata da un breve scontro a fuoco. L'indomani, martedì 6,
le milizie sud-ossete hanno catturato per rappresaglia tre militari e
sei
civili georgiani. Immediata da reazione georgiana: arrestati altri
quattro esponenti dell’amministrazione separatista. E Tbilisi minaccia
azioni di rappresaglia maggiori se non verranno liberati i militari e i
civili georgiani.
La Georgia si prepara alla guerra? “Negli ultimi giorni –
ha commentato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov – si sono
registrati da parte georgiana attacchi ai checkpoint sud-osseti,
sparatorie, blocchi stradali, azioni di polizia. Il tutto accompagnato
da minacce verso la leadership sud-osseta e al contingente di pace
russo. Ciò dimostra che Tbilisi sta facendo di tutto per far salire la
tensione”.
Enrico Piovesana