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Khadimou Rassoul è un quartiere popolare di Dakar fatto di baracche di
legno, di bidoni d’olio e di vari materiali recuperati qua e là. Al suo
interno si svolge un’attività incessante e caotica: venditori
ambulanti, sarti, falegnami, meccanici e altri artigiani popolano
questo quartiere e ne riempiono le strade. In questa atmosfera, in cui
frastuono e via vai regnano sovrani, possiamo anche incontrare
delle scuole, le cui classi fanno lezione o all’aria aperta (sotto un
albero, su un marciapiede all’angolo della strada) oppure in un
magazzino, in un garage o in un laboratorio dopo che la sera i
proprietari cessano le loro attività. Queste scuole affiancano le
scuole pubbliche e private riconosciute dallo stato senegalese e sono
comunemente chiamate “Formations coin de rue”.
Le “Formations coin de rue” nascono dalla collaborazione tra educatori
volontari, la solidarietà della popolazione e Enda tiers monde, una Ong
fondata nel 1972 a Dakar, ma che ha anche programmi in altri paesi
africani, in Asia e in America latina, e che ha come obiettivo
principale la lotta alla povertà attraverso una serie di attività
che mirano alla ricerca e alla messa in opera di uno sviluppo
alternativo per i paesi del sud del mondo.
Queste scuole “non convenzionali”, che ormai hanno un’esperienza più
che decennale in Senegal, cercano di colmare le carenze e le mancanze
dello stato e del sistema scolastico senegalese in un campo
fondamentale per la lotta alla povertà come quello dell’educazione. In
Senegal, come in generale in tutta l’Africa subsahariana, il problema
dell’analfabetismo è tutt’oggi molto grave: la percentuale di
analfabeti tra la popolazione è del 60 per cento, e si arriva
persino al 71 per cento tra la popolazione femminile. In quasi tutto il
paese le stesse famiglie sono restie a mandare i propri figli a scuola,
in parte perché significherebbe privarsi di braccia utili al lavoro, ma
anche perché la scuola, essendo laica e spesso in francese, viene vista
come uno strumento di allontanamento dei bambini dalla loro cultura
familiare. Inoltre grazie ad un sistema scolastico diventato troppo
elitario (spese inaccessibili per i poveri, sistemi di valutazione
troppo rigidi e inadeguati) e grazie ai tagli all’educazione fatti dal
governo senegalese per affrontare la crisi degli ultimi anni, gran
parte della popolazione studentesca abbandona la scuola molto presto.
La prima esperienza risale al 1980. Amoul Yakar Mbaye ha aperto la
prima di queste scuole nel suo villaggio natale vicino al Lago Rosa. La
scuola ha funzionato per nove anni con due aule che ospitavano classi
dei quattro livelli del ciclo elementare. Per un problema di locali
questa esperienza è terminata: “l’edificio che ospitava la scuola è
stato ripreso dal suo proprietario per costruirne al suo posto una
casa”, dice Amoul, che però non si è scoraggiato e nel 1990 ha
trasferito la scuola sui marciapiedi della Rue Tolbiac, nel quartiere
Khadimou Rassoul, “vicino alle famiglie più povere per aiutarle
nell’educazione e nella formazione dei loro figli”. La scuola della Rue
Tolbiac è la progenitrice delle scuole “Formations coin de rue” e ha
iniziato con tre alunni che, per mancanza di sedie, si sistemavano su
una stuoia posta sul marciapiede. Pian piano il numero degli studenti è
iniziato ad aumentare ed alcuni arrivavano senza genitori per
iscriversi. “Erano interessati all’insegnamento che qui era dispensato
gratuitamente, come del resto anche oggi”, afferma Amoul. “Non ci siamo
mai scoraggiati. E così, di anno in anno, la scuola della Rue Tolbiac
si è fatta un nome e ha iniziato a ricevere degli aiuti”.”La catena
della solidarietà di cui ha beneficiato nei primi anni ha fatto in modo
che dalla stuoia che serviva da sedie e anche da banco, la scuola ha
ottenuto, già dal terzo anno, sette banchi da cinque posti, ovvero 35
posti a sedere”.
Quattro sono i tipi di formazione: preparazione dei bambini dai 4 ai 6
anni alla scrittura e alla lettura, in vista del loro inserimento nella
scuola pubblica; corsi di sostegno per gli studenti, ed in particolare
quelli dei quartieri più poveri, che cercano di rafforzare le
conoscenze apprese a scuola; alfabetizzazione dei giovani lavoratori
attraverso una formazione in lingua nazionale (pulaar, sereer, wolof) o
in francese che ha come scopo aiutarli a difendere i loro diritti e
conoscere i loro doveri; infine formazione dei bambini non
scolarizzati con corsi simili a quelli delle scuole del sistema
ufficiale.