01/12/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Sedici suore aggredite e altri episodi di persecuzione contro cattolici in Cina
Scritto per noi
da Manuel
a Parrino* 
 
  Cattolico cinese
Volevano impedire con un sit-in la demolizione di una scuola e per questo sono state bastonate. La sera del 23 novembre, sedici suore della congregazione delle Francescane missionarie del Sacro Cuore, sono state aggredite da un gruppo di ‘teppisti’ a volto coperto, che le hanno picchiate a sangue. La notizia non è stata riportata da nessun media cinese e solo dopo più di una settimana è filtrata all’esterno. Secondo l’agenzia Asianews le religiose, che si trovano ancora ricoverate in ospedale, avevano deciso di opporsi all’abbattimento di un edificio scolastico di proprietà della diocesi di Xian, che il governo locale aveva invece venduto a un’azienda privata.
 
Ancora non è chiaro chi abbia inviato i picchiatori, se l’ufficio del sindaco o l’azienda privata. Certo è che il governo locale nega l’accaduto e la chiesa ufficiale di Xian, raggiunta per telefono, dice che il fatto non è avvenuto, che le suore non hanno alcun problema e non sono ricoverate in ospedale. Alla Cattedrale di Xian, dove normalmente dormono le religiose, alla richiesta d’informazioni chiudono il telefono.
La notizia è stata divulgata da alcuni siti cattolici cinesi e la conferma l’abbiamo avuta da un prete della regione, di cui, per motivi di sicurezza, non possiamo fare il nome, il quale ci ha detto: “Il fatto è molto grave, ma non vi posso aiutare”.
 
Il pestaggio delle suore è solo uno degli episodi di violenza in questa regione della Cina che ha la più alta densità di cattolici (oltre 1,5 milioni) e dove i cattolici non ufficiali, cioè quelli non riconosciuti dal governo, sono la forte maggioranza.
Il 7 novembre due preti sono stati arrestati e rilasciati solo il 21 novembre, il giorno dopo la partenza dalla Cina del presidente americano George W. Bush.
L’8 novembre un vescovo della regione è stato arrestato e al momento si trova ancora sotto sequestro. Infine il 18 novembre altri sei preti sono stati arrestati e picchiati. Al momento dell’arresto del vescovo e dei preti la polizia ha detto che “venivano portati via per una sessione di studio”. Le ‘sessioni di studio’ a cui questi prelati verrebbero sottoposti dovrebbero consistere in lavaggio del cervello per convincerli ad aderire all’Associazione Patriottica, l’organismo di controllo delle comunità, che vuole far nascere una chiesa nazionale, separata dalla Santa Sede.
 
In Cina esistono due tipi di Chiese cattoliche: quella ufficiale, la cosiddetta chiesa patriottica (che non riconosce la Santa Sede e il Papa) e quella sotterranea, fatta di preti e fedeli che celebrano messe nelle case, negli scantinati e nei negozi di nascosto dalla polizia. Secondo dati ufficiosi, alla chiesa Ufficiale aderiscono circa quattro milioni di fedeli e a quella clandestina almeno altrettanti. Uno dei principali punti di attrito è la pretesa della chiesa patriottica di nominare i suoi vescovi, ma recentemente tutti i vescovi nominati dalla chiesa patriottica hanno anche chiesto, e quasi sempre ottenuto, l’approvazione del Vaticano. Colloqui “costruttivi” sono in corso per un tentativo di riavvicinamento tra Pechino e il Vaticano, ma intanto la vita dei cattolici in Cina resta difficile.
 
Categoria: Diritti, Religione
Luogo: Cina
Articoli correlati: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: