Scritto per noi
da Manuela Parrino*
Volevano
impedire con un sit-in la demolizione di una scuola e per questo sono state
bastonate. La sera del 23 novembre, sedici suore della congregazione delle
Francescane missionarie del Sacro Cuore, sono state aggredite da un gruppo di
‘teppisti’ a volto coperto, che le hanno picchiate a sangue. La notizia non è
stata riportata da nessun media cinese e solo dopo più di una settimana è
filtrata all’esterno. Secondo l’agenzia Asianews le religiose, che si trovano
ancora ricoverate in ospedale, avevano deciso di opporsi all’abbattimento di un
edificio scolastico di proprietà della diocesi di Xian, che il governo locale
aveva invece venduto a un’azienda privata.
Ancora non è
chiaro chi abbia inviato i picchiatori, se l’ufficio del sindaco o l’azienda
privata. Certo è che il governo locale nega l’accaduto e la chiesa ufficiale di
Xian, raggiunta per telefono, dice che il fatto non è avvenuto, che le suore non
hanno alcun problema e non sono ricoverate in ospedale. Alla Cattedrale di
Xian, dove normalmente dormono le religiose, alla richiesta d’informazioni
chiudono il telefono.
La notizia è
stata divulgata da alcuni siti cattolici cinesi e la conferma l’abbiamo avuta
da un prete della regione, di cui, per motivi di sicurezza, non possiamo fare
il nome, il quale ci ha detto: “Il fatto è molto grave, ma non vi posso aiutare”.
Il pestaggio
delle suore è solo uno degli episodi di violenza in questa regione della Cina
che ha la più alta densità di cattolici (oltre 1,5 milioni) e dove i cattolici
non ufficiali, cioè quelli non riconosciuti dal governo, sono la forte
maggioranza.
Il 7 novembre
due preti sono stati arrestati e rilasciati solo il 21 novembre, il giorno dopo
la partenza dalla Cina del presidente americano George W. Bush.
L’8 novembre un
vescovo della regione è stato arrestato e al momento si trova ancora sotto
sequestro. Infine il 18 novembre altri sei preti sono stati arrestati e
picchiati. Al momento dell’arresto del vescovo e dei preti la polizia ha detto
che “venivano portati via per una sessione di studio”. Le ‘sessioni di studio’
a cui questi prelati verrebbero sottoposti dovrebbero consistere in lavaggio
del cervello per convincerli ad aderire all’Associazione Patriottica,
l’organismo di controllo delle comunità, che vuole far nascere una chiesa nazionale,
separata dalla Santa Sede.
In Cina esistono
due tipi di Chiese cattoliche: quella ufficiale, la cosiddetta chiesa patriottica
(che non riconosce la Santa Sede e il Papa) e quella sotterranea, fatta di preti
e fedeli che celebrano messe nelle case, negli scantinati e nei negozi di
nascosto dalla polizia. Secondo dati ufficiosi, alla chiesa Ufficiale
aderiscono circa quattro milioni di fedeli e a quella clandestina almeno
altrettanti. Uno dei principali punti di attrito è la pretesa della chiesa
patriottica di nominare i suoi vescovi, ma recentemente tutti i vescovi
nominati dalla chiesa patriottica hanno anche chiesto, e quasi sempre ottenuto,
l’approvazione del Vaticano. Colloqui “costruttivi” sono in corso per un
tentativo di riavvicinamento tra Pechino e il Vaticano, ma intanto la vita dei
cattolici in Cina resta difficile.