28/11/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Forse nei prossimi anni gli Stati Uniti non potranno più permettersi inutili guerre
Scritto per noi da
Stefano Feltri
 
Anche se gli economisti, come si sa, sono spesso pessimisti, vedono crisi e apocalissi dietro ogni angolo, e spesso esagerano, il deficit degli Stati Uniti sta diventando una bomba ad orologeria che nessuno può più ignorare. Il paese più ricco del mondo spende più di quanto potrebbe permettersi e continua ad accumulare debito. Una situazione che noi italiani, con il nostro debito colossale, conosciamo bene. E almeno su una cosa quasi tutti gli economisti sono d’accordo: questa situazione non può durare. E’ la sfida che Ben Bernanke, il nuovo capo della Fed (la Banca Centrale statunitense), dovrà affrontare dal primo febbraio, quando entrerà in carica.
Gli Stati Uniti sono indebitati con il resto del mondo, che compra i buoni del tesoro americani. Come nel caso dei BOT italiani, il governo americano paga un interesse periodico, in dollari. Se il valore del dollaro scende, cioè se con un dollaro si comprano meno euro di prima, scende anche il costo del debito americano, perché gli interessi, in valore reale, sono più bassi. In questi ultimi anni il dollaro è rimasto molto basso rispetto all’euro, e questo ha permesso agli Usa di sopravvivere con il loro debito e, anzi, di crearne di nuovo.
Ma c’è anche un altro fattore che ha aiutato gli Stati Uniti: le loro passività, i debiti, sono in dollari, mentre le attività, cioè i crediti, sono in monete straniere. In altre parole, mentre il resto del mondo presta soldi agli Usa, e li investe nella borsa di Wall Street, gli americani comprano o aprono imprese all’estero, fanno investimenti. Il risultato è che se il dollaro si indebolisce il costo del debito (cioè gli interessi) resta basso e i guadagni ottenuti all’estero, in euro, yen, o altre valute, aumentano di valore.
 
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Cosa ci si aspetta per il futuro?
Su cosa possa succedere nel prossimo futuro, le idee sono diverse. Sembra abbastanza certo che il deficit americano, oggi al sette per cento della ricchezza prodotta nel paese (il Pil), sia ben al di sopra del livello di equilibrio. Ci si aspetta che nei prossimi anni continui ad aumentare, fino a diventare insostenibile, per poi ridiscendere verso un sano tre per cento. Ma non sarà un processo indolore.
Diversi studiosi hanno cercato di capire quanto costerà agli Stati Uniti, e al mondo, questo riassestamento. Il dollaro dovrà ridurre il proprio valore di molto: le stime credibili del matematico Sebastian Edwards parlano di una svalutazione del ventotto per cento, quasi un terzo del suo valore attuale. Altri, come Francesco Giavazzi dell’Università Bocconi, parlano invece di un crollo del novanta per cento.
Solo con una svalutazione, come faceva l’Italia quando c’era la lira, il debito si potrà ridurre abbastanza da far tirare il fiato agli Usa. Questo shock costerà forse fino a cinque punti del Pil, il prodotto interno lordo. Una crisi che frenerà, per qualche tempo, i consumi degli americani. E, se rallenta la locomotiva (gli Usa), i vagoni, tra cui c’è l’Italia, la seguono.  
 
I possibili effetti sull'economia mondiale..
La Cina ne è consapevole: nelle casse della sua banca centrale c’è gran parte del debito estero americano, sotto forma di buoni del tesoro del governo di Washington. Se il dollaro perderà valore, per ripianare il deficit, quei buoni del tesoro varranno molto, molto meno. Ma se Pechino cominciasse a venderli adesso sui mercati finanziari non farebbe altro che accelerare il disastro: tutti seguirebbero il suo esempio, vendendo i titoli in dollari, e accelerando così il deprezzamento del dollaro.
 
..e sulle decisioni di guerra.
Se proprio si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, una notizia positiva in questo possibile terremoto economico si può trovare: con il dollaro debole e tanti problemi da risolvere, gli Stati Uniti non potranno più lanciarsi in nuove, costosissime guerre. Ma neppure finire quelle già cominciate. Più delle morti dei soldati americani, insomma, a mettere fine alla guerra in Iraq saranno gli aspetti economici: gli Usa non possono più permettersela. Costa troppo.
Categoria: Guerra, Economia
Luogo: Stati Uniti