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Il valico di Rafah. Tutto il mondo conosce il nome
della cittadina palestinese di Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e
l'Egitto, per i continui episodi di violenza che si verificavano qui durante la
Seconda Intifada. Rafah era una delle zone più bersagliate dai combattimenti
tra israeliani e palestinesi perchè il governo di Tel Aviv riteneva che,
attraverso i tunnel scavati sotto il confine, a Rafah affluissero armi
dall'Egitto per i palestinesi. La necessità di fermare questo traffico aveva
portato alla decisione di abbattere migliaia di abitazion plaestinesi nella
zona, ritenute rifugi dei contrabbandieri, e a creare un corridoio di sicurezza
chiamato Philadelphi Road che consisteva nella creazione di un cuscinetto,
ottenuto radendo al suolo tutto quello che si trovava sulla sua strada. Da ieri
Rafah sarà conosciuta per quello che, per la prima volta, sarà ricordato come
il primo esercizio da parte della popolazione palestinese di un diritto
fondamentale per il riconoscimento di uno Stato: il controllo delle frontiere.
All'alba di ieri, dopo un'inaugurazione formale presieduta dal Presidente
dell'Autorità Nazionale Palestinese, un autobus con più di 1500 palestinesi ha
attraversato il confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, tra scene di
giubilo palestinese e di commozione generale. Il valico è rimasto aperto solo
4
ore, perchè la folla di disoccupati, malati e persone che hanno i parenti
dall'altra parte da anni aveva intasato i controlli. Ma il passaggio del
pullman è il simbolo del controllo palestinese su quel confine e, seppur con il
supporto di un contingente di osservatori internazionali, tra i quali i
carabinieri italiani, del primo passo verso l'autogoverno.
Le primarie di
al-Fatah. Ma il valico di Rafah non è stato il solo motivo di gioia di ieri per i
palestinesi. Dopo la grande prova di democrazia e di organizzazione data dalla
popolazione palestinese nel gennaio scorso quando, senza incidenti e con un
ottimo coordinamento, hanno eletto Abu Mazen presidente dell'Anp, ieri si sono svolte le primarie del partito
al-Fatah, il movimento fondato da Yasser Arafat e gestito dal rais come un mero
strumento del suo patriarcato. I palestinesi, con ordine, hanno votato in
Cisgiordania per le elzioni primarie destinate a eleggere il candidato del
partito alle elezioni politiche del 25 gennaio prossimo in Cisgiordania. Ha
stravinto Marwan Barghouti, il leader dei Tanzim (formazione di al-Fatah), con
il 95 percento dei consensi. Il fatto che Barghouti sconti in un carcere
israeliano una condanna a 4 ergastoli è sembrato quasi relativo. Il fatto che
il leader più amato sia in carcere rischiava di rovinare la festa, ma serve
comunque a riflettere su un cammino che, in tutti i casi, è stato innescato dal
ritiro degli israeliani dalla Striscia di Gaza. I palestinesi si trovano di
fronte a un bivio. Il fatto che Sharon abbia abbandonato il Likud sembra
sancire in modo definitivo il cammino verso la pace attraverso il
riconoscimento di uno Stato palestinese. "Mai dire mai", questo il
commento di Meir Sheetrit, capo di gabinetto del premier israeliano Ariel
Sharon, alla domanda circa la possibilità di graziare Marwan Bargohouti, “anche
perchè, prima della Seconda Intifada, Barghouti aveva sostenuto con forza un
accordo di pace". Ma il ministro degli Esteri israeliano Shalom ha
raffreddato gli entusiasmi palestinesi sottolineando come, secondo lui,
"Barghouti ha le mani sporche di sangue e si potrà parlare di grazia a
Barghouti solo dopo un trattato di pace definitivo con i palestinesi". Il
solo fatto che se parli però è, ancora una volta, il segnale che forse davvero
questa volta qualcosa si muove e i palestinesi, nell'attesa, fanno le prove di
Stato.Christian Elia